La scuola italiana cambierà: arriva la riforma finale

Ormai è certo: la scuota italiana cambierà. Proprio ieri, con 316 sì, 137 no e 1 astenuto, la Camera dei Deputati ha approvato la cosiddetta “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione”. Ora, il disegno di legge passerà al Senato e successivamente tornerà alla Camera per il voto definitivo. Quest’ultimo dovrebbe avvenire entro metà giugno.

Ma come cambierà la scuola italiana?

I primi due articoli della Riforma puntano sulla valorizzazione dell’autonomia scolastica. Il Preside non avrà il ruolo di “passacarte” ma, come lo stesso Renzi ha spiegato, sarà un vero e proprio sceriffo. Sarà lui a gestire le risorse umane, finanziarie e tecnologiche dell’istituto scolastico.

Viene anche introdotto il Pof, ovvero il Piano triennale dell’offerta formativa: in sostanza, al suo interno deve essere spiegata la progettazione scolastica, ed extrascolatica, delle scuole nel corso del periodo.

Le scuole, poi, potranno attivare (ovviamente in base alle risorse) insegnamenti che possano migliorare il curriculum sscolastico dello studente. Quest’ultimo, quindi, potrebbe personalizzare il proprio percorso formativo adattandolo alla propria vocazione.
E’ anche previsto un percorso di alternanza tra scuola e lavoro: negli istituto tecnici sono state fornite 400 ore, e 200 nei licei. Queste possono essere svolte durante la sospensione dalle attività scolatice (in estate o a Natale).
Il ministero ha anche stanziato 30 milioni di euro: questa cifra servirà a svecchiare i metodi didattici, incrementando i supporti tecologici.
Uno dei punti più attesi riguarda il Piano delle Assunzioni. Dal primo settembre, infatti, le graduatorie verranno quasi del tutto svuotate: l’obiettivo del Governo è di abbattere il precariato nella scuola, e di iniziare ad effettuare concorsi per reclutare gli insegnanti.

A questo proposito c’è una puntualizzazione: sono state previste circa 100 mila nuove assunzioni. I nuovi docenti, però, verranno inseriti negli albi territoriali dai quali i presidi attingeranno per reclutare il personale necessario.

Chi, invece, è risultato idoeno nel concorso del 2012 verrà assunto, ma solo a partire dall’anno scolastico 2016/2017. Inoltre, prima del 1 ottobre 2015 verranno banditi nuovi concorsi per la copertura di 60 mila posti di lavoro.

Infine, gli insegnanti avranno un budget personale pari a 500 euro all’anno: questa somma servirà per coprire l’acquisto di libri, manuali, o di biglietti teatrali.

La Riforma mette i puntini sulle “i” anche sul tema della sicurezza nelle scuole: i 36 mila plessi scolastici verranno resi più sicuri attraverso 4 miliardi di finanziamenti. Non solo: è prevista anche la costruzione delle cosiddette “scuole innovative” (una per regione).

Insomma, il mondo della scuola sta cambiando. I professori si adatteranno a questa evoluzione, oppure dovremmo attenderci scioperi improvvisi? Ciò che è certo è che le sigle sindacali hanno già previsto uno di essi, ma questo non intaccherà né gli scrutini né tanto meno gli esami di terza media, o di maturità.