Scozia pronto il Referendum per l’indipendenza dopo Brexit

Dura la risposta della leader scozzese Nicola Sturgeon durante il congresso tenutosi a Glasgow, dopo l’attivazione dell’articolo 50 dalla Premier Theresa May. Il governo scozzese sta attuando tutte le procedure necessarie per indire un secondo referendum separatista, con il quale rimanere nel mercato unico.

Entro una settimana verrà avviata una consultazione per stilare un nuovo progetto di legge, il quale dovrà poi passare dal parlamento scozzese ed ottenere successivamente il via libera dal Governo di Londra.

La Scozia non vuole dire addio all’Europa

Nicola Sturgeon ha ribadito che il Primo Ministro non ha il mandato per escludere dal mercato europeo nessuna parte del Regno Unito, pertanto andrà avanti nella difesa degli interessi della Scozia, anche se la consultazione rischia di frantumare i rapporti con il governo centrale, tuttavia si dichiara pronta a lavorare con i moderati ed i conservatori per trovare una via d’uscita dallo stallo dell’hard brexit.

In Scozia il 62% dei votanti si è dichiarato contrario all’uscita dall’Unione Europea, la mancanza di libera circolazione di beni, servizi e persone, danneggerebbe gravemente l’economia scozzese, pertanto se si dovesse tornare a votare, la vittoria del referendum separatista sarebbe schiacciante. Nonostante le dichiarazioni di Sturgeon, Theresa May non intende tornare sui suoi passi ed ha giurato ai conservatori che l’uscita dalla UE è confermata per marzo 2017.

Primo ministro scozia Sturgeon in conferenza
Il Primo Ministro di Scozia Sturgeon in conferenza

Londra accusa i primi effetti della Brexit

Iniziano a farsi sentire i primi effetti della Brexit a Londra, Nissan ha congelato gli investimenti nello stabilimento di Sunderland nel quale lavorano 7.000 persone, JP Morgan, Citygroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley sono pronti a traslocare da Londra nel caso in cui venga confermato l’abbandono del mercato unico, mentre la Vtb Bank ha già iniziato a smobilitare la sede inglese.