Scoperto di conto: come funziona e quanto costa

Se il conto corrente va in rosso, scatta il pagamento dello scoperto. Vediamo il calcolo del Teg proposto da Bankitalia

Avere un conto corrente è ormai qualcosa di indispensabile e la concorrenza tra le Banche in questo campo ha fatto molto bene, dato che proliferano ormai le offerte di conti correnti a zero spese e con una miriade di servizi. Sebbene, occorra stare attenti a non farlo finire in rosso. Ovvero, ad effettuare uscite che superino le entrate. Lo scoperto di conto non è solo qualcosa di negativo dal punto di vista numerico o per le proprie casse economiche, bensì, comporta di per sé dei costi aggiuntivi sul conto. Che non sono certo graditi e possono assumere anche volumi non indifferenti a seconda di quanto sia tale scoperto di conto. Vediamo dunque di seguito quest’ultimo come funziona e quanto può costare per il correntista in passivo.

Scoperto di conto: cos’è la Commissione di istruttoria veloce

scoperto di conto
Un correntista in rosso

Innanzitutto, per capire quanto costa uno scoperto di conto bisogna conoscere cosa sia la Commissione di Istruttoria Veloce, conosciuto anche con l’acronimo CIV. Quest’ultima è la nuova commissione che si applica in caso di passivo, sia in assenza che in presenza di fido, sul conto corrente o sulla carta di credito. Il suo valore è determinato in una misura fissa corrispondente a 50 euro per i clienti bancari. Il vero problema però è la sua moltiplicazione ad ogni sconfinamento autorizzato dalla banca, che può peggiorare nel suo totale nel caso in cui la Banca non preveda un massimale trimestrale. Comunque, Bankitalia ha cercato di venire in contro ai correntisti onde evitare il ricorso all’usura.

Scoperto di conto: cos’è il Teg

conto in rosso
Un conto che sta andando in rosso

Con le ultime disposizioni di Bankitalia, anche la Civ rientra nei Teg, acronimo di Tasso Effettivo Globale, il quale a sua volta non deve mai superare il Tsu, acronimo di Tasso soglia. Il tasso corrisponde a 24,19% per tutti quelli che arrivano a 1.500 euro, al 23,1125% per importi superiori. La formula per il calcolo in caso di scoperti senza fido è: Teg = Teg interessi [(interessix36.500)/Numeri debitori] + Teg oneri [(Civ su base annua x 100)/ max scoperto liquido]. In questo modo, la percentuale del Civ viene spalmata sulla liquidità massima del saldo di sconfinamento anziché sul saldo medio effettivo in base ai giorni. Bankitalia distingue anche tra oneri ricorrenti e oneri occasionali, con l’annualizzazione dei secondi. La Commissione Vigilanza, nel caso della Civ ha disposto che l’addebito trimestrale degli oneri occasionali non vada annualizzato e che in caso si verifichino passivi frequenti e pure continuativi venga rapportato alla durata maggiore effettiva dello sconfinamento iniziato nei tre mesi prima.

Scoperto di conto: come funziona

Gli strumenti visti in precedenza servono per poter monitorare gli sconfinamenti e capire se si è effettivamente in una situazione di usura. Segue sempre la formula del Teg di Bankitalia, e non utilizza formule della matematica finanziaria e non considera altresì gli interessi anatocistici (derivanti dal fenomeno dell’anatocismo, ossia usufruire di interessi su interessi). Al contrario, si discosta dalle indicazioni della Vigilanza giacché annualizza il Civ su base trimestrale. La sua suddivisione è in due aree:

  1. La prima si basa su due dati: l’ammontare massimo dello sconfino e il Tan (tasso annuo nominale ad esso relativo). E’ stato dieato per capire subito se il tasso è usuraio, quale sia l’ammontare effettivo del Tsu, e l’ammontare massimo della Civ addebitabile. Confrontando il dato che emerge con l’importo trimestrale per la Civ, il correntista può venire a conoscenza se ha subito dei tassi usurari.
  2. La seconda area prevede invece un solo dato: il totale delle Civ che sono state addebitate nell’ultimo anno e permette di conoscere il Teg, Tasso effettivo globale del rapporto di c/c in sconfinamento e l’eventuale evidenza che il rapporto è usurario (l’alert).