Scaricare costi con partita Iva? Vediamo come e quali

scaricare costi con partita Iva

Hai aperto una partita Iva e ti senti sommerso dalle spese? Non ci sono solo aspetti negativi nel mettersi in proprio e diventare un libero professionista a tutti gli effetti, anzi, uno dei punti più interessanti è proprio quello di riuscire a scaricare costi con partita Iva, infatti, è possibile riuscire a pagare meno tasse in maniera legale. Non vi serve un “escapologo fiscale” figura che va molto in voga in questi giorni, per riuscire a trovare assurdi metodi per nascondere delle entrate in maniera fittizia, tutto sta a sapere come muoversi in maniera corretta da un punto di vista fiscale.

Come scaricare costi con partita Iva

Mettersi in proprio e aprire una partita Iva è un salto nel vuoto per molti professionisti, da inesperti, pensano di potersi affidare completamente al commercialista di fiducia per gestire o sarebbe meglio dire, per farsi gestire, la propria fiscalità quindi tasse, adempimenti vari e scarico dei costi. L’aspetto che però viene spesso trascurato è di informarsi personalmente per sapere come scaricare costi con partita Iva ma soprattutto conoscere quali costi si possono scaricare con partita Iva rispettivamente all’attività lavorativa che si svolge. Quello che va fatto è un vero e proprio piano di deducibilità fiscale, che, per forza di cose, porterà a sgonfiare il proprio carico fiscale.scaricare costi con partita Iva

Punto allora fondamentale è sapere con esattezza quali sono le spese che puoi scaricarti. Immagina ad esempio di avere dei costi di migliaia di euro, presentarti dal tuo commercialista e scoprire di non poterli scaricare. Come ci rimarresti? Bisogno conoscere quindi la deducibilità di ogni spese dall’imponibile sul proprio reddito.

Come scaricare costi con partita Iva: il principio dell’inerenza

L’inerenza, così come ci suggerisce il pensar comune e la parola stessa di per sé, fa sì che si controlli l’assonanza e quindi la coerenza tra l’attività svolta da un libero professionista e il costo stesso sostenuto. L’inerenza è regolata dall’ articolo 109, comma 5, del DPR n. 917/86 e dice che:

” “le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi (…) sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito o che non vi concorrono in quanto esclusi”

Va specificato che risultano deducibili anche i componenti negativi dell’attività stessa. Quindi è considerabile scaricabile anche se non ha apportato profitto direttamente, ma magari è servito da solo e singolo supporto allo svolgimento della stessa attività. Con un esempio pratico: se sei un grafico e hai bisogno di una tavola da disegno, potrai acquistarla in completa autonomia e tranquillità scaricandone i costi perché ti serve per svolgere la tua attività professionale.

Errori per scaricare i costi con partita Iva grazie all’inerenza

In molti liberi professionisti appena scoprono questa “deducibilità” iniziano a gasarsi e pensano di poter scaricare qualunque costo, anche quelli personali, come cene o viaggi. Il pensar comune fa fare questo ragionamento: “mi faccio fare la fattura, così vado dal commercialista e me lo scarico”, ma non è che funziona direttamente così, anzi. Bisogna distinguere appunto tra costi per fini aziendali e spese personali. È chiaro che se si andrà in trasferta a fare un’intervento di qualunque tipo esso sia, questo sarà un costo scaricabile, ma bisogna sempre dimostrare ogni singolo atto. Consiglio quindi per ogni libero professionista è quello di tenere tutto ciò che serve per dimostrare effettivamente che quello spostamento e quella spesa, non fossero strettamente di natura privata/personale.

Come scaricate costi con partita Iva: certezza e determinabilità

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad altre due caratteristiche che devono “essere possedute” dai nostri costi, per renderli scaricabili. Come ci dicono queste parole un costo deve essere certo, ossia risultare effettivamente nell’esercizio in itinere ed essere determinabile, ossia, quantificabile. Dobbiamo quindi avere una prova tangibile, come un contratto, che dimostri che effettivamente abbiamo effettuato ad esempio quest’anno un certo acquisto e sempre nel contratto o nella fattura, dovrà essere specificata la cifra in questione di cui si va a parlare, per fare in modo che non ci possano essere fraintendimenti di alcun tipo in caso di controlli.

Come scaricate costi con partita Iva: il principio della cassa

Per quanto riguarda società più grandi, si può applicare anche il cosiddetto “principio della cassa” per scaricare costi con partita Iva. Detto in parole povere vanno calcolato solo costi con i corrispettivi ricavi che si manifestano finanziariamente nell’esercizio, quindi solo ricavi già realizzati e costi già sostenuti. Tradotto che vuol dire? Se ti danno una fattura per un lavoro di quest’anno, ma poi ricevi effettivamente il guadagno l’anno prossimo, allora andrai a dedurre e scaricare questo costo l’anno prossimo.

Deducibilità parziale di alcuni costi

Oltre a questi principi che regolano la deducibilità di questi costi, un altro punto importante è quello che riguarda la possibilità di scaricare parzialmente altre spese. Per quanto riguarda gli immobili, se acquistati o in locazione per svolgere attività d’ufficio, allora il costo sarà deducibile al 100%. Se l’immobile è intestato al libero professionista e lo stesso viene utilizzato non solo come ufficio, ma anche come una vera e propria abitazione (vedi medici, architetti, avvocati) si potrà parlare di utilizzo promiscuo e i costi potranno essere scaricati al 50%.
Si potranno dedurre anche i costi per la manutenzione e per il carburante della propria auto del 20% tutto se regolarmente documentato secondo i principi prima esposti. Spese per i cellulari sono detraibili fino all’80% e per quanto riguarda ad esempio, vitto e alloggio in hotel, fino al 75%.

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