Scandalo Euribor in Germania

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Lo scandalo Euribor si allaga all’interno dei confini tedeschi. Gli istituti di credito della Germania sono infatti al centro di una serie di sospetti che punterebbero a dimostrare in che modo sia stato manipolato il tasso interbancario Euribor. Protagonista delle indagini è Bafin, l’autorità di regolamentazione tedesca dei mercati finanziari (una sorta di nostra Consob), che sta analizzando i comportamenti di quattro banche nazionali, tra cui Deutsche Bank.

Pur evidenziate in maniera recente, le indagini compiute dalla Bafin vanno oramai avanti da più di un semestre, all’interno di una rete sinergica che punterebbe a evidenziare in che modo gli operatori creditizi internazionali abbiano agito per fissare a piacimento i tassi interbancario Libor e Euribor.

L’indiscrezione è stata lanciata pochi giorni fa da un articolo della Sueddeutsche Zeitung (uno dei più importanti quotidiani tedeschi), che segnala come tra le banche oggetto di indagine vi siano anche la Deutsche Bank e la Portigon. In particolare, la Deutsche Bank sarebbe già sotto istruttoria della Bafin per le sospette alterazioni al Libor, il più importante tasso interbancario globale, dichiarando di essere in una fase di stretta collaborazione con le autorità di regolamentazione americane e britanniche per cercare di chiarire le posizioni nel contesto di manipolazione tassi. Oltre a quanto sopra, Deutsche Bank ha altresì ammesso che due suoi ex trader sarebbero implicati nei tentativi di manipolazione, ammettendo di fatto una propria parte nella vicenda.

Non è inoltre escluso che qualche banca possa scegliere di ritirarsi dal nutrito panel di banche coinvolte quotidianamente nella fissazione dell’Euribor, al fine di sottrarsi a potenziali responsabilità attuali e future. Una simile scelta è già stata effettuata dalla BayernLb, e non è detto che altri istituti di credito (per “ragioni strategiche”, come quelle addotte dalla BayernLb) possano intraprendere la stessa opzione. Tra gli istituti che contribuiscono alla formazione dell’Euribor una quarantina di banche di principale riferimento, e oggi alle prese con criticità non irrilevanti sul fronte del mantenimento dell’immagine pubblica.

Oltre al danno di immagine, si prospetta altresì un potenziale danno di natura economica. Alcuni istituti di credito – soprattutto sul versante dell’altro tasso interbancario di riferimento, il Libor – hanno infatti dovuto accettare loro malgrado pesanti sanzioni e, in contemporanea, altrettanto pesanti cambiamenti ai vertici societari. Un mese fa la svizzera Ubs ha subito una sanzione pari a 1,5 miliardi di dollari, mentre – ancora prima – era stata la Barclays ad accettare un settlement. Imminente anche un settlement per Rbs.

Foto originale by ell brown