Moratti fa cassa coi Russi di Rosneft

RAFFINERIA SARAS
RAFFINERIA SARAS RAFFINERIE PETROLIO

Il colosso petrolifero russo Rosneft annuncia il collocamento del 8,99% di Saras Raffinerie Sarde SpA e il titolo dell’azienda fondata da Angelo Moratti nel 1962 cade a 1,84 euro per azione, dopo la quotazione di chiusura di ieri era stata di 2,104 euro, mentre il collocamento è avvenuto a 1,9 euro.

I russi terranno il 12% delle azioni così da avere sempre un posto nel consiglio di amministrazione, dopo che nell’aprile del 2013 ne avevano acquisito il 21%, in parte attraverso un OPA (7,3%) e in parte acquisendo direttamente le azioni personali dalla famiglia Moratti (13,7%).

Il collocamento

Rosneft ha deciso di vendere una quota di azioni del 8,99% pari a 85,5 milioni di azioni tramite un accelerated book building”, volendo razionalizzare il suo portafogli.
La gestione del collocamento è affidata a UBS che ha venduto l’azione a 1,9 euro ma dopo 30 minuti di negoziazioni a Piazza Affari questa mattina il titolo subiva perdite per il 12,45%, recuperando solo in parte per attestarsi a 1,862 euro (-11,5%).
Alla fine dell’operazione Rosneft non venderà altre azioni Saras per un intero semestre.

L’annuncio del collocamento è arrivato alla chiusura delle contrattazioni di ieri e trovato questa mattina una risposta del mercato allo sconto del 9,5% ad azione deciso dal gruppo russo che conta di realizzare in questo modo 190 milioni di euro, con circa 50 o 60 milioni di guadagno, avendo pagato le azioni 1,37 euro a unità nel 2013.

La Saras

La Saras è tuttora oggetto di indagini da parte della magistratura italiana dopo che nel primo giorno di contrattazioni al suo debutto in borsa, nel 2006, il titolo perse il 10% portando ad una denuncia da parte di alcuni privati che avevano investito nell’azienda sarda.

Oggi i Moratti, attraverso la SAPA, controllano ancora il 50,02% delle azioni e gli analisti prevedono una risalita sul titolo del 38% nel medio periodo.

L’annuncio della Rosneft ha destato comunque preoccupazione tra gli operatori del settore, convinti che il gruppo a maggioranza di proprieta del governo russo potesse essere un protagonista a medio termine nella raffinazione sarda, mentre ora il collocamento porta a pensare a un smarcamento anche se non totale.