Saldi estivi 2017: al via dal 1 luglio, decalogo per gli acquisti

Ecco i tanto attesi saldi estivi 2017, finalmente sono partiti in data 1 luglio 2017 e, subito si stima quale sarà l’importo destinato dalle famiglie italiane agli acquisti per abbigliamento, scarpe, accessori, borse ed ogni altro bene che si desidera aggiungere al nostro armadio.

Sicuramente il periodo di saldi è un’opportunità davvero unica e preziosa per comprare ogni bene a prezzi davveri scontati con ribassi che vanno dal 30% al 50% fino, in certi casi anche, al 65-70%. Ma, come sempre occhio al prezzo e soprattutto, alle truffe che si possono nascondere “dietro l’angolo”. Prima di precipitarvi a fare shopping in saldo, è una buona regola d’oro conoscere il prezzo pieno e capire se effettivamente il commerciante ha applicato la scontistica. Ciò rientra in una delle dieci regole che un cliente deve conoscere ad hoc prima di correre a fare shopping.

Codacons: non ci sarà alcuna “corsa all’acquisto”

Secondo Codacons, anche per i saldi estivi 2017, iniziati sabato 1 luglio 2017 in tutta Italia, non ci sarà alcuna “corsa all’acquisto” dato che, già prima della partenza ufficiale, 1 negozio su 3 in tutta Italia, praticava scontistiche in via ufficiosa. Gli esercenti già applicavano nel mese di giugno ribassi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, inviando mail, sms e messaggi WhatsApp ai clienti di fiducia.

Sui saldi estivi ha commentato il Presidente di Codacons, Carlo Rienzi: “È oramai evidente a tutti come i saldi di fine stagione siano obsoleti, si tratta di una pratica medievale che ha perso appeal tra i consumatori, come dimostrano i dati tragici sulle vendite degli ultimi anni”.

Pessimismo di Rienzi? No, in effetti a determinare la tragica sorte dei saldi ogni anno, oltre alla crisi economica, è l’avvento dell’era dell’E-Commerce che permette ai cyber-consumatori di acquistare tutto l’anno a prezzi scontati, senza limiti temporali. infatti, moltissimi sono i siti di abbigliamento, scarpe, calzature, oggetti per la casa, per la cura della persona etc. che permettono di fruire di sconti, codici personalizzati e gift da utilizzare in ogni momento tutto l’anno, senza attendere il periodo di inizio saldi.

“E’ quanto mai necessario rivedere la legge sugli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti”, ha commentato Rienzi.

Saldi: quale sarà il budget degli italiani?

Come ogni stagione di inizio saldo parte il toto scomesse su quale sia il budget dedicato dagli italiani allo shopping dei saldi. Sempre in linea con i dati pregressi, i budget di spesa per questa nuona stagione di saldi estivi non si discosteranno troppo da quelli dello scorso inverno: ciò è dovuto per ragioni economiche ma, soprattutto, per la crescente incertezza del quadro economico-finanziario. Ben 15,6 milioni famiglie italiane spenderanno per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo in media 100 euro a persona e 230 euro a famiglia, per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro: questo è quanto stimato dall’Ufficio studi di Confcommercio.

Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia e vicepresidente di Confcommercio ha commentato “partita l’estate dei saldi: nonostante il gran caldo di questi mesi, i consumi sono stati piuttosto tiepidi e i segnali di ripresa di cui si parla tanto sono ancora troppo flebili e poco avvertiti specie dal dettaglio moda multibrand. I saldi rappresentano un’occasione per rinfrescare il guardaroba estivo. È l’anno del risveglio del bianco e dei colori naturali, ma anche del blu chino, verde e rosso con polo, bermuda e costumi per lui; sandali, abitini, t-shirt per lei. Lino e cotone le fibre più fresche. Più avanti l’attenzione si sposterà sui quei prodotti difficilmente scontabili in stagione”.

Ha concluso lo stesso Borghi: “Naturalmente un giudizio sull’esito finale di questa stagione di saldi dovrà necessariamente tener conto delle intollerabili anticipazioni degli sconti lanciati in primo luogo dalle catene e dai potenti monomarca. Non ci stancheremo mai di segnalare azioni di concorrenza sleale alle Autorità competenti: non c’è niente di peggio che scrivere leggi e regole il cui rispetto non può essere garantito”.

Anche Confesercenti sulla previsione del budget dedicato dalle famiglie italiane alla stagione dei saldi estivi ha stimato una media di circa 220 euro a famiglia. Cresce però l’incertezza dei consumatori sui saldi: un italiano su è ancora indeciso, soprattutto per ragioni economiche, se partecipare o meno alle vendite di fine stagione estive.

Saldi estivi 2017: cosa ne pensavo i commercianti?

Fiduciosi ma non troppo gli esercenti: per il 66% i saldi andranno come lo scorso anno, senza crescere né diminuire, rimarrano stabili. Aumentano le percentuali delle promozioni e degli sconti: un negozio su quattro partirà dal 50% e l’Unione Nazionale Consumatori chiede agli stessi venditori al dettaglio di alzare la percentuale di sconto e «di non confermare l’andamento al ribasso che l’Istat ha registrato dai saldi invernali del 2015 a quelli del 2017».

A preoccupare, soprattutto, i commercianti c’è però la mossa di alcune catene e monomarca, visto che hanno già anticipato gli sconti. Si prevede che outlet e boutique d’alta moda saranno prese d’assalto dai consumatori italiani ma, soprattutto, dal flusso di turisti stranieri che si riversano nelle città d’arte italiane (Venezia, Roma, Firenze). Continueranno a patire le pene i piccoli negozi e le periferie, per i quali il giro d’affari sarà negativo anche nel corrente anno, a causa della concorrenza di centri commerciali e outlet.

Decalogo per evitare fregature durante i saldi

Per evitare fregature, la Guardia di Finanza ha messo a punto un decalogo “La legge prevede che i saldi non riguardino tutti i prodotti, ma solo quelli di carattere stagionale e quelli suscettibili di notevole deprezzamento se venduti durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo, in quanto fortemente legati alla moda”.

Il commerciante è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato: se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, sarà bene comunicarlo e non esitare a contattare l’ufficio di Polizia Annonaria del Comune.

  1. Conservate sempre lo scontrino dato che i capi in saldo si devono sempre cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare; se il cambio non è possibile, ad esempio perché la taglia o il modello è terminato, si ha diritto ad un buono sconto da spendere entro il 31 dicembre 2017.
  2. Le vendite devono essere di fine collezione: la merce con la voce “Saldo” deve essere lo stock ed eccedenza invenduta della stagione estiva e non fondi di magazzino. Diffidate da quei negozi che avevano scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono riempiti dei più svariati articoli.
  3. Gli sconti devono essere stati realmente applicati: nei giorni che precedono i saldi è bene recarsi nei negozi per visionare ciò che interessa e segnandosi il prezzo, si può verificare l’effettività dello sconto praticato.
  4. Cercate di avere le idee chiare sugli acquisti da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzati dal negoziante e non si correrà il rischio di essere “fregati” facendo acquisti folli!
  5. Visionare lo stato di manutenzione dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento e, soprattutto, diffidate dai brand molto simili a quelli di alta moda. Alla fine pagherete la stessa cifra per un capo di pessima qualità!
  6. Diffidate degli sconti superiori al 50%: si tratta di fondi di magazzino ed articoli di collezioni precedenti.
  7. Per fare shopping, recatevi preferibilmente nei negozi di fiducia ed acquistate solo merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità del prodotto.
  8. Non acquistate mai nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato.
  9. Provate sempre i capi di abbigliamento e sfuggite se il commerciante vi inibisce di farlo.
  10. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il venditore è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
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