Ryanair si fa più prudente: qualche nube nei cieli europei

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Come di consueto, Ryanair ha chiuso il primo semestre dell’anno con risultati in crescita. La novità di questo periodo è tuttavia rappresentata dalla particolare cautela che la società guidata da Michael O’Leary ha voluto riporre sul futuro a breve termine, conscia del fatto che la crisi economica del vecchio Continente si sta facendo sempre più consolidata, che l’effetto cambio potrebbe danneggiare gli utili finali dell’esercizio e, soprattutto, che a furia di far battaglie sui prezzi, si rischia di esagerare con l’erosione dei margini.

Ma partiamo dai dati di fatto: la compagnia irlandese ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile netto di 602 milioni di euro, in crescita di un punto percentuale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Complessivamente, tuttavia, l’azienda ha optato per una previsione più mite del previsto per quanto concerne i risultati 2013, rivedendo al ribasso la stima annuale del profitto netto a causa delle pressioni sui costi dei biglietti, a loro volta influenzati dalla forte concorrenza esercitata dalle principali compagnie concorrenti. Ryanair punta così a finire l’anno intorno ai 520 milioni di euro, facendo inoltre sapere che potrebbe “accontentarsi” di superare – anche di poco – quota 500 milioni di euro (la precedente stima parlava di un utile netto tra i 570 e i 600 milioni di euro).

Secondo il comunicato dello stesso vettore europeo, l’utile netto sarà inferiore a quello previsto in precedenza, a sua volta già ribassato in seguito all’analisi (negativa) delle previsioni sul traffico annuale a quota 81 milioni di passeggeri (mezzo milione di unità in meno rispetto agli auspici originari). In quella occasione la società aveva riscontrato come l’utile netto annua sarebbe stato molto più vicino alla parte inferiore del range previsto (570 milioni) piuttosto che alla parte superiore (600 milioni). Successivamente, lo sforamento al ribasso di tale floor, e l’approdo su più miti consigli.

Insomma, a ben vedere chi di sconto (sui prezzi dei biglietti) ferisce, di sconto può anche perire, o quasi. Non è un caso che – proprio in seguito all’accresciuta concorrenza sui servizi di volo – la società ha affermato di attendersi una flessione del 9 per cento del prezzo medio del biglietto nel terzo trimestre 2013, e del 10 per cento nel quarto, dopo un calo complessivo del 2 per cento nel primo semestre.

Non tutto, ad ogni modo, sembra essere perduto. Consapevole della propria forza commerciale, infatti, Ryanair non sembra voler rimanere con le mani in mano ed ha già approntato delle campagne promozionali molto aggressive: una nuova era della “guerra” commerciale tra i cieli europei è già partita.