La rivolta del correntista, le regole per non farsi fregare dalle banche

La rivolta del correntista” è un libro di Mario Bortoletto, imprenditore edile di Vigona, vincitore di una battaglia individuale, ma i cui frutti possono essere raccolti e consumati anche da chi, come lui, si è trovato e si trova a difendersi da un crimine infamante: l’usura. Non da parte di mafiosi o di delinquenti prezzolati, bensì dalle banche.

Gli istituti di credito sono protagonisti di un’usura dai contorni legali, ammantata di burocrazia, che colpisce le fasce più sensibile della popolazione. Ha colpito Mario Bortoletto, che però ha combattuto e ha vinto (due cause) e infine ha raccontato in un libro la sua storia. Da questo, si evincono dieci regole d’oro per non farsi fregare – riportate poi dal Fatto Quotidiano.

Conservate tutta la documentazione. In particolare, va conservata la copia del contratto. Va verificata anche la presenza, nello stesso, della firma del responsabile dell’istituto. Nel caso in cui non ci fosse, il contratto sarebbe “carta straccia”.

Commissionate una perizia econometrica. Una volta ottenuta e messa al sicuro tutta la documentazione, è utile far realizzare da un professionista la perizia econometrica. E’ un vero e proprio tesoro: in ogni momento sarà così possibile verificare discrepanze tra lo stato attuale e la perizia – e scovare eventuali illeciti.

Attenzione alle agevolazioni “pelose”. Sono tutte quelle agevolazioni che Bortoletto considera delle vere e proprie trappole. Una di questa è la trasformazione del debito in mutuo ipotecario in cambio del dilazionamento. Nonostante a prima vista possa sembrare un’opportunità per il correntista, è in verità un modo per le banche di accaparrarsi beni altrui.

Attenzione all’anatocismo bancario. Si tratta della ricapitalizzazione degli interessi passivi. In Italia è illegale, ma molte banche fingono di non saperlo.

Contestate l’inserimento della Centrale Rischi. Essere inseriti nella lista dei “cattivi pagatori” è quanto di peggio ci possa essere per un imprenditore. Molto spesso, però, l’inserimento è illegale perché non preceduto da un avvertimento recapitato al cliente. In questo caso, contestate.

Rivolgetevi al Fondo di Solidarietà. Denunciare la banca è un passo importante e coraggioso. Uno dei risultati potrebbe essere la difficoltà a finanziarsi in futuro. Per questo è utile rivolgersi al Fondo di Solidarietà, istituito dal Ministero dell’Interno per “premiare” le vittime di usura e fornire una copertura previdenziale.

Valutate attentamente i consulenti. Molti consulenti si offrono per accompagnare il correntista nella sua battaglia contro la banca colpevole di usura. Valutate con attenzione il loro sostegno: alcune cercano di approfittare della situazione e chiedono parcelle di 20mila euro e il 25% del capitale recuperato.

Verificate che il calcolo del tasso soglia sia giusto. Il tasso soglia è il tasso massimo che la banca può imporre. E’ dichiarato dalla banca stessa ma è regolato dalla Banca d’Italia. Verificate che l’istituto non abbia “giocato sporco” e menzionato un tasso soglia diverso di quello reale.

Forza e coraggio. La battaglia contro la banca è una battaglia che si può vincere. Esaltante, a questo proposito, questo passaggio del libro: “Molte persone mi raccontano che quando entrano in banca cominciano a tremar loro le gambe. Hanno paura dei direttori, dei funzionari, molto spesso temono persino gli impiegati. Ci sono passato anche io, ricordo benissimo quella spiacevole sensazione. Ora, invece, non mi spaventa più nessuno. So che gli istituti attaccano per difendersi, perche sanno che molto spesso hanno torto e dunque giocano d’anticipo”.

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