Risparmiare sul Conto Corrente: la ricetta Antitrust

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L’Autorità Garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) ha pubblicato un interessante report nel quale fa il punto sul costo dei conti correnti, sottolineando come siano ancora troppo elevati, e come vi sia spazi per poter ridurre gli oneri, e risparmiare in tal modo fino a 180 euro ogni anno. “Nonostante un’evoluzione più competitiva del settore” – afferma infatti la nota che accompagna l’indagine – “è ancora bassa la mobilità tra una banca e l’altra, ma anche l’applicazione di condizioni più favorevoli all’interno dello stesso istituto. Sono necessari interventi normativi che favoriscano la conoscenza dei risparmiatori. I prezzi più alti sono nelle banche dove si concentra il 70% dei conti correnti. È confermata la convenienza dei conti online”.

Come si è svolta l’analisi Antitrust

L’indagine dell’Authority si è svolta sulla base del confronto e del monitoraggio dell’Isc, l’indicatore sintetico di costo annuo del conto corrente. L’osservazione ha rilevato che il valore oscilla fra i 53 e i 111 euro all’anno, ma ha altresì segnalato che i valori esplodono fino a toccare consueti rincari se si sconfina e si fruisce di uno scoperto di conto corrente. Ipotizzando che la ricerca sia stata effettuata su posizioni “in bonis”, l’osservazione ha esaminato 52 banche e più di 14.500 sportelli, con un campione che rappresenta il 44% delle filiali bancarie in Italia e può pertanto definirsi come studio molto attendibile sulle spese dei conti bancari. Così come avviene in maniera non dissimile in sede Patti Chiari, il report ha analizzato le spese per sei categorie di clienti: Giovani, Famiglie con operatività bassa, Famiglie con operatività media, Famiglie con operatività alta, Pensionati con operatività bassa e Pensionati con operatività media.

Commissioni e oneri

Il lato più negativo dello studio è stato rappresentato dalla presenza di commissioni molto salate per le operazioni compiute in filiale, con un bonifico allo sportello che, pur con addebito in conto, può superare i 6 euro di spese (contro 3,5 euro di commissioni massime da internet). In un caso, ha segnalato l’Antitrust, una banca chiede addirittura una commissione di 2,7 euro per ricevere il pagamento. Brutte sorprese anche per la richiesta di liste dei movimenti in filiali, con un onere che oscilla al rialzo fino a 2,2 euro. I prelevamenti su bancomat diversi dalla propria rete aziendale costano invece qualche euro, con punte fino a 5,8 euro. Fino a 2,7 euro è invece la commissione per la domiciliazione delle principali utenze domestiche, per l’accredito della pensione o dello stipendio, per i pagamenti di imposte o tasse.

Tra aumenti e sconti

Sempre secondo quanto affermato dall’Antitrust, nel corso dei cinque anni possedere un conto corrente è diventato molto più conveniente, con punte eccezionali per i più giovani (con costi in calo del 19 per cento). Per le altre categorie di clienti le spese le spese sono calate tra il – 2,8% e il – 3,6%, sebbene il trend si sia invertito negativamente nel corso dell’ultimo anno. In particolare, nel 2012 l’aumento maggiore è stato per i pensionati con operatività media, +9% rispetto al 2011. Per le famiglie con operatività elevata e bassa, il costo del conto corrente è cresciuto dell’8%, mentre per quelle con operatività media del 7%. Foto originale by Images Money