Risk-on, risk-off come funziona la propensione e l’avversione al rischio

Risk-on e risk-off esprimono momenti distinti d’opportunità d’investimento. Le due dizioni descrivono un processo in cui gli investitori si spostano verso posizioni potenzialmente più rischiose, e quindi più remunerative, quando il mercato è in rialzo e verso situazioni caratterizzate da maggiore sicurezza (risk-off) quando il mercato è più insicuro.

Molto spesso le fasi di risk-on e risk-off seguono le borse globali, cosicché a fronte di periodi di basso rischio gli investitori sono incoraggiati a spendere di più nella ricerca di profitto (risk-on), mentre nei periodi di maggiore incertezza gli stessi sono incentivati ad assumere un comportamento cauto dirigendosi verso posizioni di rendimento minore ma ‘certo’.

Soprattutto successivamente allo scatenarsi della crisi finanziaria nel 2008, è divenuto sempre più frequente il repentino ribaltarsi di posizioni ora inclini al rischio, ora assolutamente contrarie. Specie nelle situazioni in cui il sentimento d’avversione al rischio è elevato gli investitori possono avere comportamenti irrazionali, dettati dalla paura, contagiosi per il resto del mercato; questo rende difficoltoso valutare se si tratti solo di un trend passeggero oppure sia realmente il caso di attivare una posizione di risk-off. Ogni giorno, sembra che un nuovo rumor riesca a condizionare l’andamento del mercato, specialmente quello valutario. Nel caso di un investitore che guarda a lungo termine i trend momentanei contano poco, ma per chi è invece interessato a concludere profitti all’interno della giornata comprendere i sentimenti del mercato, individuando cosi livelli di support e resistance, può rappresentare un vantaggio fondamentale. Capire l’umore del resto degli investitori che compongono il sistema finanziario permette di allinearsi nella direzione corretta e cavalcare il ‘momentum’ che si viene a creare.

Il rialzo significativo di un determinato mercato azionario può essere un indicatore concreto di risk-on. La propensione al rischio come intuibile è maggiore in un investitore fiducioso rispetto al futuro dell’economia. Pertanto si riscontrerà un investimento di capitali maggiori nella speculazione di strumenti finanziari high yield, si più rischiosi, ma più remunerativi. Questo determina un aumento del valore del mercato azionario e delle valute ad alto rendimento. Effetto del risk-on è ancora, l’incremento nell’utilizzo del carry trade attraverso il quale posizioni low yield vengono vendute per finanziare l’acquisto di valute più redditizie.

Quando la situazione è invece contraria (mercato in ribasso), ovvero di risk-off, il carry trade non sarà più efficace. Anche se un trader si trova a guadagnare dai dividendi giornalieri, il movimento dei tassi di cambio sarà talmente negativo da eliminare qualsiasi guadagno sugli interessi. Dunque in un ambiente risk-off sarà meglio acquistare valute rifugio come possno essere il dollaro o lo yen.

Da tre anni a questa parte nonostante l’altalenarsi della propensione al rischio, si è assistito ad un aumento progressivo negli investimenti ad alto rendimento; tuttavia la convergenza di diversi segnali suggerisce che l’euforia da risk-on potrebbe cessare determinando un’inversione di tendenza.

L’aumento di valore del dollaro statunitense sta destabilizzando i mercati globali valutari. Ancora, le manovre di allentamento di QE da parte della Federal Reserve (ora a 25 miliardi di dollari al mese) attenuano le posizioni di risk-on palesando il problema di come agire quando le iniezioni di capitale cesseranno. Non è da escludere poi il dissesto geopolitico che sta velocemente causando il passaggio da verso posizioni risk-off e prosciugando le opportunità di carry trade.

Per questi, più facilmente riassumibili, ed altri motivi è bene dunque prestare attenzione quando si decide di investire in strumenti ad alto rendimento cercando di assicurarsi il più possibile delle vie d’uscita (stop loss order, per citarne una).