Rischio, interesse e danno assicurativo: guida completa

Quante volte stipuliamo una polizza assicurativa, soprattutto RC Auto e, troppo spesso, ci troviamo disorientati in merito alle nozioni tecniche e teoriche che la disciplina del diritto assicurativo ci pongono. Tanti tecnicismi, forse troppi, in una disciplina in rapida evoluzione e con un mercato costellato e popolato da Compagnie assicurative che sono sempre alla ricerca di raccogliere premi nel ramo danni e nel ramo vita e propongono nuovi prodotti assicurativi sempre più digitalizzati.

Ma, noi in qualità di assicurati e di soggetti contraenti dei contratti di polizza assicurativa, abbiamo necessità di tutele ma, dobbiamo avere in mano i giusti strumenti per capire appieno la materia assicurativa. In questa guida, cerchiamo di chiarire, in maniera assolutamente approfondita, le nozioni che sono basilari alla moderna tecnica e contrattualistica assicurativa. Webeconomia vi augura buona lettura!

Il rischio: alla ricerca della giusta interpretazione

Il rischio, ovverosia la possibilità del verificarsi di un evento (quanto meno nell’assicurazione contro i danni) futuro ed incerto, denominato sinistro e suscettibile di causare un danno, sta alla base di, e giustifica, qualsiasi contratto di assicurazione. Ai sensi dell’art. 1895 cod. civ. “il contratto è nullo se il rischio non è mai esistito o ha cessato di esistere prima della conclusione del contratto”.

Solo nell’assicurazione marittima è consentita la copertura del c.d. rischio putativo. Dispone infatti l’art. 514 cod. nav.: ”Se il rischio non è mai esistito o ha cessato di esistere ovvero se il sinistro è avvenuto prima della conclusione del contratto l’assicurazione è nulla quando la notizia dell’inesistenza o della cessazione del rischio ovvero dell’avvenimento del sinistro è pervenuta, prima della conclusione del contratto, nel luogo della stipulazione o in quello dal quale l’assicurato diede l’ordine di assicurazione”.

Trattasi di norma ormai arcaica, giustificabile in tempi in cui le comunicazioni nave/terra erano assai difficoltose cosicché sembrava opportuno consentire la stipulazione (con decorrenza della copertura da un momento anteriore) di contratti di assicurazione tali da coprire sinistri già verificatisi ma ignoti al contraente/assicurato.

Rischio assicurativo: fase precontrattuale

Nella fase precontrattuale è fatto obbligo all’assicurato di fornire all’assicuratore una compiuta e, soprattutto, veritiera descrizione del rischio che si intende coprire, pena le conseguenze delle dichiarazioni inesatte o reticenti con dolo o colpa grave (art. 1892 cod. civ.) o senza dolo o colpa grave (art. 1893 cod. civ.). Tali obblighi dell’assicurato sono particolarmente marcati nel diritto inglese, dove il contratto di assicurazione (e di assicurazione marittima in particolare) è considerato uberrimae bonae fidei cosicché (anche) nella fase precontrattuale il comportamento dell’assicurato deve essere improntato alla massima buona fede.

Rischio: vicende e fattispecie codicistiche

Le vicende del rischio sono disciplinate dagli art. 1896 (Cessazione del rischio durante l’assicurazione), 1987 (Diminuzione del rischio), 1898 (Aggravamento del rischio) disciplina Codice civile. Tali norme sono applicabili anche alle assicurazioni marittime, ma la problematica dell’aggravamento del rischio è, in parte, diversamente disciplinata dall’art. 522 cod. nav., per tener conto delle specificità dei rischi del mare e, soprattutto, dell’ipotesi in cui il mutamento o l’aggravamento del rischio “…è stato determinato da atti compiuti per dovere di solidarietà umana”.

Del tutto peculiare all’assicurazione marittima è quella ipotesi, non tanto di aggravamento, quanto di mutamento del rischio prevista dall’art. 523 cod. nav., Cambiamento di via, di viaggio o di nave. Trattasi di una norma il cui rilievo pratico, oggi, concerne soprattutto l’assicurazione merci e l’ipotesi di cambiamento di nave, giacché l’assicurazione della nave a viaggio, anzichè a tempo, pur prevista dal codice (art. 531 cod. nav.) è sempre più rara e limitata ad ipotesi marginali (ad es., l’ultimo viaggio di una nave destinata alla demolizione).

Interesse nell’ambito e nella prassi assicurativa

L’interesse è quel rapporto fra un determinato soggetto (l’assicurato) ed il rischio, che giustifica l’assicurazione (contro i danni). L’art. 1904 cod. civ. dispone: “Il contratto di assicurazione contro i danni è nullo se, nel momento in cui l’assicurazione deve avere inizio, non esiste un interesse dell’assicurato al risarcimento del danno”.

In difetto di rischio, ed in difetto di interesse dell’assicurato (nel momento in cui l’assicurazione deve avere inizio; il sistema inglese è parzialmente difforme) al risarcimento del danno che dal verificarsi di un sinistro (vale a dire, quando il rischio, da evento futuro ed incerto, diviene attuale) possa prodursi, il contratto di assicurazione è dunque nullo, e tale nullità è stata ritenuta di ordine pubblico.

La causa del contratto di assicurazione contro i danni, infatti, come è stato scritto, è “delicata e facilmente corruttibile” e, senza il severo controllo della legge, potrebbe facilmente degenerare in fenomeni quale la scommessa, che l’ordinamento -in termini generali- non tutela. Il concetto di interesse è stato, tuttavia, elaborato ed approfondito dalla giurisprudenza e dalla dottrina. Nell’assicurazione contro i danni, infatti, non solo l’interesse del proprietario del bene soggetto al rischio è assicurabile: la regola giurisprudenziale è nel senso che sia titolare di un interesse assicurabile chiunque abbia un rapporto con il bene anche diverso dal diritto di proprietà (ad esempio conduttore, custode, lessee, acquirente con patto di riservato dominio, ecc.), in virtù del quale egli debba sopportare le conseguenze economiche del sinistro che colpisca la cosa assicurata.

Non si deve sconfinare in quella particolare species dell’assicurazione contro i danni che è l’assicurazione della responsabilità civile (art. 1917 cod. civ.) nella quale il bene protetto non è la cosa in rischio, bensì il patrimonio complessivo dell’assicurato.

Invero, le assicurazioni di responsabilità sono frequenti nel campo delle assicurazioni marittime ma, in qualche caso, la giurisprudenza ha ritenuto che una normale assicurazione contro i danni potesse anche funzionare quale assicurazione di responsabilità. Tale indirizzo giurisprudenziale, fortunatamente ormai remoto, estendendo in maniera abnorme l’ambito dell’interesse mandava – tra l’altro – in corto circuito il meccanismo della surrogazione assicurativa (art. 1916 cod. civ.) giacché anche il soggetto responsabile del danno (il vettore), naturale destinatario dell’azione in surrogazione dell’assicuratore che abbia indennizzato il titolare dell’interesse sul bene danneggiato, veniva considerato titolare di un interesse analogamente assicurabile (e, in concreto, assicurato).

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