Riscatto laurea, è boom: cos’è, a chi conviene, a chi non conviene

In seguito alla introduzione col decreto pensioni-reddito (4/2019) della possibilità di riscatto agevolato della laurea, si è verificato un autentico boom di richieste.

Infatti, basta considerare che da marzo 2019 a maggio dello stesso anno, le richieste pervenute all’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (meglio noto come INPS) sono 21mila. Di cui la metà – oltre 10mila – con le modalità nuove che consentono un riscatto appunto agevolato del tanto sudato titolo di studi.

Facendo anche un paragone con il 2018, basta dire che in quell’anno sono arrivate in media 2.320 domande di richiesta ogni mese: 1.740 da lavoratori privati e 580 da dipendenti pubblici. Nello stesso mese di quest’anno ne sono arrivate quasi 6mila, mentre ad aprile 7mila, a maggio 8mila. Un crescendo che fa capire quanto incidano le novità introdotte per quanto concerne il riscatto agevolato.

Di seguito ricordiamo cosa sia il riscatto della laurea, come ottenere il riscatto agevolato, a chi conviene e a chi no.

Riscatto laurea cos’è

Cos’è il riscatto della laurea? Come scrive l’Inps sul proprio portale ufficiale, si tratta di un istituto che consente la valorizzazione, ai fini pensionistici, del periodo del proprio corso di studi. Ovviamente occorre che esso sia stato completato.

Sempre l’Istituto preposto alla erogazione delle pensioni, ricorda che possono beneficiarne pure i soggetti inoccupati i quali, al momento della domanda, non risultino essere stati mai iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza. E che non abbiano iniziato l’attività lavorativa in Italia o all’estero.

Riscatto agevolato laurea cos’è

Cos’è il riscatto agevolato della laurea? La differenza sostanziale sta nell’onere da pagare. Nel caso del riscatto agevolato, questo è uguale per tutti e si calcola moltiplicando l’aliquota IVS vigente (33%) per il reddito minimo soggetto a imposizione della Gestione Inps artigiani e commercianti. Essendo quest’ultimo pari a 15.710,00 euro (per il 2018), per ogni anno di università da riscattare bisogna pagare 5.241,30 euro.

Invece, nel riscatto di tipo ordinario si moltiplica l’aliquota IVS per l’ultima retribuzione imponibile. Vale a dire su quanto percepito dall’interessato al momento della domanda di riscatto. Solo se il richiedente è inoccupato l’onere del riscatto ordinario è uguale in entrambi i casi.

Riscatto laurea agevolato quando conviene

Quando conviene richiedere il riscatto della laurea di tipo agevolato? Senza dubbio, a chi ha un reddito fiscalmente imponibile sopra la media. In quanto questa cifra, rateizzabile in un massimo di 10 anni e senza l’applicazione di alcun interesse, diventa un onere fiscalmente deducibile. E se soprattutto rateizzato permette di massimizzare il risparmio fiscale con una spesa effettiva abbattuta fino al 47%.

Riscatto laurea quando non conviene

Quando non conviene il riscatto della laurea? Senza dubbio ai laureati che hanno versato contributi solo dopo il 1995 (alias post-Riforma Dini). Infatti, per loro la tanto largamente odiata legge Fornero permette di accedere alla pensione anticipata maturando un’età anagrafica corrispondente a 64 anni. Con 20 anni di contributi effettivi e a condizione che la pensione sia pari, a oggi, a circa 1.285 euro lordi al mese.

Mettiamo un caso nel quale la pensione di vecchiaia arrivi pure dopo il 2050, la pensione anticipata “contributiva” con soli 20 anni di contributi decorrerà solo intorno al 2047.

Invece, se la pensione anticipata ordinaria (tutta basata sui contributi) arrivi a richiedere 44 anni, anche riscattando 4 anni a prezzo agevolato, questa decorrerebbe non prima del 2048.

Dunque, se è vero che le nuove agevolazioni introdotte possono spingere subito a richiedere il riscatto della laurea, in realtà bisogna capire bene i meccanismi che dietro esso sottostanno.

Oltretutto, il riscatto agevolato, dato che si collocando nel solco del metodo di calcolo pensionistico di tipo contributivo, alla luce dell’onere pagato in una misura ridotta, aumenta la pensione in maniera proporzionale ridotta.

Riscatto laurea, quando è meglio un fondo di previdenza complementare

Dunque, alla luce di ciò, in molti si chiederanno quale forma di riscatto conviene cedere ai propri figli. Se questo della laurea oppure un’altra fonte di risparmio previdenziale? Bisogna dire che probabilmente è meglio optare per il secondo. I motivi sono sostanzialmente tre:

  1. un fondo di previdenza di tipo complementare garantisce una soglia di deducibilità fiscale, anno per anno, superiore a 5.100 euro
  2. un fondo di previdenza di tipo complementare garantisce rendimenti superiori a quelli dei contributi delle Gestioni Inps
  3. un fondo di previdenza di tipo complementare garantisce una tassazione senza paragoni.

Perchè tutto ciò? In quanto, se il riscatto della laurea sconta il gravamento di una Irpef ordinaria (dal 23 al 43% di prelievo, senza contare le addizionali), le prestazioni erogate sotto forma di rendita o capitale accumulate dal 2007 permettono una tassazione di tipo “secca” oscillante dal 15 al 9% per quanti contribuiscono da più tempo.

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