Nuovi rincari in vista per le sigarette

Non c’è pace per i fumatori italiani. In vista vi è infatti l’ulteriore incremento delle accise sulle bionde, oramai “facile” metodo per cercare di quadrare i conti sulle spalle dei poveri (o no?) tabagisti. Secondo quanto è stato reso noto, il 10 luglio prossimo dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri un decreto legislativo che comprende un incremento da 10 a 20 centesimi in più per i pacchetti delle sigarette, con rincari che toccheranno altresì i tabacchi venduti in busta. Dovrebbe invece essere molto più leggero il rincaro previsto sulle sigarette elettroniche, che godranno di un parziale “sconto” rispetto alle versioni più tradizionali (e nocive).

In particolare, per quanto attiene i rincari previsti, si parla di un incremento di 20 centesimi di euro per le fasce medio basse, e di 10 centesimi di euro per le fasce alte: in tutto, un incremento dell’accisa specifica che oscillerebbe tra il 7,5% e il 10%, con un lieve aumento dell’imposta minima e una crescita della quota variabile dal 58,5% al 58,6%. Quel che non era noto, fino a poco tempo fa, era però un altro aspetto: il decreto legislativo riguarderà anche le sigarette elettroniche, poiché le e-cig – almeno su tale fronte – saranno equiparate ai tabacchi lavorati, con applicazione della stessa accisa già prevista per le sigarette normali, pur considerando uno sconto del 40% sull’imposta determinata.

Ad ogni modo, le associazioni sembrano già poste sul piede di guerra. Le principali organizzazioni di rappresentanza degli interessi dei consumatori sottolineano infatti come il peso dello Stato sul prodotto finale sia esagerato. Ponendo pari a 100 il prezzo di mercato di una sigaretta, infatti, si scopre che il 58,5% va a finire nelle casse dello Stato a titolo di accisa, che il 18% finirà nelle mani dell’Erario per il pagamento dell’Iva, che il 10% ricompenserà il venditore per il servizio prestato e che solamente il 13,5% andrà nelle tasche del produttore.

Il salasso potrebbe inoltre non esser terminato qua. Stando a quanto annunciato dal sottosegretario all’Economia, Giovanni Legnini, dopo tale norma si passerà a riscuotere dal settore dei giochi con vincita in denaro…