Rimborso Irpef: scelta tra liquidazione o compensazione

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In seguito alla dichiarazione dei redditi ai fini Irpef, il contribuente che abbia dei crediti tributari potrà cercare di ottenere quanto dovuto dall’Erario direttamente nella busta paga del mese di luglio o, in alternativa, procedere alla compensazione. Cerchiamo quindi di comprendere quali sono le caratteristiche di entrambe le alternative in capo al cittadino che si trovi nella posizione di vantare un credito di natura tributaria derivante dalla dichiarazione dei redditi.

Credito tributario: rimborso Irpef in busta paga

Per quanto concerne il rimborso, il datore di lavoro o l’ente pensionistico dovrà effettuare i rimborsi relativi all’Irpef e alla cedolare secca nella busta paga o nel cedolino pensione del mese di luglio 2014. In merito, si tenga conto che vi sono delle particolari regole per il rimborso di crediti fiscali da 730 quando questi siano superiori a 4.000 euro e siano determinati da carichi di famiglia o da eccedenze di anni precedenti. In tali ipotesi, infatti, è previsto che l’Agenzia delle Entrate, entro sei mesi dalla data di trasmissione dello stesso modello (se questa viene effettuata oltre la scadenza del 30 giugno) o entro il mese di dicembre, effettuerà dei controlli preventivi sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia e sulla correttezza dei dati indicati in dichiarazione, e che solamente dopo tale verifica preventiva l’Agenzia disporrà il rimborso del credito vantato.

Credito tributario: compensazione con il modello F24

Non solo. Il contribuente, in alternativa al rimborso, può scegliere di utilizzare – in tutto o in parte – l’eventuale credito che risulta dalla liquidazione del modello 730 / 2014 per pagare le imposte dovute, mediante compensazione nel modello F24. In proposito, occorre ricordare che – contrariamente a quanto previsto lo scorso anno – la legge di Stabilità 2014 ha indicato che la compensazione possa essere estesa non solamente all’Imu, l’imposta municipale unica, quanto anche alle altre imposte che possono essere versate con il modello F24.

Si ricorda altresì che da quest’anno per utilizzare in compensazione un credito di importo superiore a 15.000 euro è necessario richiedere l’apposizione del visto di conformità. Alcune regole particolari sono inoltre previste per la compilazione dell’apposito quadro RI in caso di presentazione del modello 730 integrativo. In particolare, le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate stimano che il contribuente che nel modello 730 originario ha compilato il quadro I e che, entro la data di presentazione del modello 730 integrativo, ha già utilizzato in compensazione nel modello F24 il credito che risulta dalla dichiarazione originaria, dovrà indicare nel quadro I del modello 730 integrativo un importo non inferiore al credito già utilizzato in compensazione. Di contro, il contribuente che non ha compilato il quadro I nel modello 730 originario, o avendolo compilato non ha utilizzato il credito che risulta dalla dichiarazione originaria, può anche non compilare – o compilare in modo diverso – il quadro I del modello integrativo.