Rilanciare il Paese: secondo Il Sole 24 Ore il segreto è tagliare…

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L’Italia è schiacciata da due macigni. La bassa crescita economica – o meglio la recessione – da un lato, e il debito pubblico dall’altro. A primo acchito la coperta appare davvero corta. Com’è possibile conciliare interventi di riduzione del debito e allo stesso tempo rilanciare la crescita? E’ un interrogativo che molti si pongono. Fabrizio Forquet, vicedirettore de Il Sole 24 ore si è dato anche qualche risposta.

La premessa irrinunciabile, secondo il vicedirettore, affinché l’Italia esca dal tunnel è dire la verità. Questo appello è rivolto ai politici, impegnati in una “sanguinosa” contesa elettorale caratterizzata dalla caccia di voti a suon di proclami e annunci. La verità che i leader sono chiamati a rivelare è quella sui numeri. Senza di essa, sentenzia allarmato Forquet, “Gli impegni diventano poco credibili, aumenta la diffidenza degli elettori, i programmi finiscono per essere vacche nere nella notte nera”.

La verità è tutta “numerica”. Innanzitutto, gli italiani devono sapere lo stato reale del fisco. L’Italia ha la tassazione sul lavoro più elevata d’Europa. Sulle imprese grava una pressione fiscale al 68%, mentre la Germania fa registrare un 48% e la Spagna un ancora più basso 38%. Il cuneo fiscale, in Italia, è del 53%, mentre nel resto dell’Unione Europea, mediamente, non raggiunte il 35.

La seconda verità è quella sul debito pubblico. Qualcuno ha detto agli italiani che, grazie al fiscal compact, l’Italia sarà costretta ad abbattere ogni anno il 2,5% del suo debito? Questo significa circa 40 miliardi l’anno. Dove si troveranno questi soldi? In teoria sarebbe come sopportare una manovra Monti ogni anno. Eppure la soluzione non è poi così lontana o impraticabile. Anzi, è duplice. Da un lato è necessario prendere il sentiero della crescita e prenderlo bene: basta una crescita nominale del Pil del 2,5% annuo per generare entrate tali da ripagare questa cifra. Ma dall’altro lato è necessario agire sulla spese, in particolar modo su quella corrente. Essa è infatti aumentata, senza un motivo o un’utilità precisa, di quattro punti percentuali in dieci anni. Risultato? Una spesa totale annua di 800 miliardi. Insomma, secondo Forquet è necessario tagliare gli sprechi.

Il vicedirettore de Il Sole 24 Ore conclude il suo editoriale paventando la necessità di tagliare le tasse e in particolar modo le tasse sulle imprese. Solo in questo modo l’economia può ripartire. Le imprese hanno bisogno di denaro e quindi hanno bisogno di risparmiare. D’altronde, come ebbe a dire Winston Churchill mezzo secolo fa: “Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico”.

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