Riforma pensioni, quattordicesima: calendario pagamenti e importo. Tutte le novità

Il sistema pensionistico è stato ancora una volta al centro del dibattito politico e oggetto di ennesime novità. La più gradita è l’ampliamento dei beneficiari e l’innalzamento dell’importo della quattordicesima mensilità. Mentre tanta confusione regna sovrana per quanto riguarda la pensione anticipata per i precoci e l’Ape social. Mentre già risulta essere molto alto il numero di domande per la pensione anticipata in vista del prossimo mese di luglio. Ma andiamo per gradi e cominciamo dalla quattordicesima mensilità per i pensionati.

Pensioni, quattordicesima mensilità: date e importi

Abbiamo parlato di una maggiorazione per la quattordicesima mensilità della pensione. Ma anche di un allargamento della platea. Queste le due date di erogazione della quattordicesima mensilità della pensione, a seconda che se la facci accreditare in posta o in banca:

  • 1° luglio 2017 per chi si fa accreditare la pensione su conto corrente postale;
  • 3 luglio 2017 per chi si fa accreditare la pensione su conto corrente bancario.

Veniamo invece ai tanto sospirati importi. Il totale complessivo di pensionati in più che prenderanno le quattordicesime mensilità di pensione sono 1,4 milioni. Nel 2016, infatti, i pensionati aventi diritto alla quattordicesima erano 2,14 milioni. Quest’anno saranno 3,57 milioni. Pertanto, se lo scorso anno la spesa pensionistica relativa alla quattordicesima era per lo Stato di 854,7 milioni     di euro, nel 2017 sarà di 1,72 miliardi. Per un incremento totale di 865,3 milioni.

Il calcolo degli importi spettanti è il seguente:

Quanti godono di una pensione uguale o inferiore a 9.786,86 euro (vale a dire fino ad una volta e mezza quella minima) all’anno:

  • con un versamento di contributi fino a 15 anni: 437 euro di quattordicesima;
  • con un versamento di contributi fino a 25 anni: 546 euro di quattordicesima;
  • con un versamento di contributi di più di 25 anni: 655 euro di quattordicesima.

Quanti percepiscono una pensione complessiva annua tra i 9.786,97 euro e i 13.049,14 euro (ovvero tra 1,5 e 2 la pensione minima):

  • con un versamento di contributi fino a 15 anni: 366 euro di quattordicesima;
  • con un versamento di contributi fino a 25 anni: 420 euro di quattordicesima;
  • con un versamento di contributi di più di 25 anni: 504 euro di quattordicesima.

Oltre ai limiti di reddito, altri due requisiti da soddisfare sono:

  • l’aver compiuto almeno 64 anni di età;
  • percepimento di una o più pensioni dall’assicurazione generale obbligatoria o dalle sue forme sostitutive, esclusive ed esonerative, Purché sempre erogate e gestite da enti pubblici.

Sono invece esclusi dalla quattordicesima mensilità quanti già percepiscono pensioni di invalidità civile, pensioni o assegni sociali, pensioni di guerra e rendite Inail, pensioni liquidate da fondi diversi.

Calcolo quattordicesima per lavoratori autonomi

Questi invece gli importi per i lavoratori autonomi:

  1. Fino a 9.786,86 euro annui:
  • fino a 18 anni di contributi: 538 euro;
  • tra i 18 e i 28 anni di contributi: 672 euro;
  • oltre i 28 anni: 810 euro.
  1. Tra i 9.786,86 e i 13.049,14 euro:
  • Fino a 18 anni di contributi versati: 336 euro;
  • Tra i 18 e i 28 anni di contributi versati: 420 euro;
  • Oltre i 28 anni di contributi: 504 euro.

Pensioni: le novità riguardo i precoci

I decreti attuativi in materia pensionistica firmati dal Presidente del consiglio Paolo Gentiloni, apportano importanti novità per quanto concerne i cosiddetti “precoci”. Termine col quale si intende quanti hanno iniziato a lavorare prima del compimento dei 19 anni. La domanda potrà essere presentata entro il 15 luglio 2017 e bisognerà avere entro il 31 dicembre questi requisiti:

  • stato di disoccupazione per licenziamento (anche di tipo collettivo), dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale del contratto di lavoro, cessazione della fruizione della NASPI dal almeno 3 mesi;
  • assistenza da almeno sei mesi di un coniuge, persona in unione civile o un parente di primo grado, convivente, che abbia un handicap grave;
  • invalido civile per almeno il 74 per cento;
  • aver svolto da almeno sei anni, in modo continuativo, una o più delle attività considerate gravose. Vale a dire: operai dell’industria estrattiva, edile e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

L’Inps comunica all’interessato l’esito della domanda nel lasso di tempo che va dal 15 ottobre dell’anno di presentazione della domanda (come detto entro il 15 luglio) al 30 giugno dell’anno seguente. Per quanti presentano domanda oltre il 15 luglio 2017 e il primo marzo, ma non successive al mese di novembre.

La domanda va presentata all’Inps per via telematica. Può essere richiesta pure utilizzando il cumulo della contribuzione presente in FPLD, nelle gestioni speciali, nella gestione separata e casse professionali.

Pensioni 2017: le novità riguardo Ape sociale

Altra novità riguarda l’Ape sociale. Per poterne beneficiare occorre avere i seguenti requisiti:

  • aver compiuto almeno 63 anni di età;
  • beneficiare di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni, trovandosi ora in stato di disoccupazione per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale. Conclusione da almeno tre mesi della NASPI;
  • anzianità contributiva di almeno 30 anni e assistenza da almeno sei mesi di un coniuge, la persona in unione civile o un parente di primo grado convivente, che abbia un handicap grave;
  • anzianità contributiva di almeno 30 anni e invalidità civile di almeno il 74%;
  • lavoratore dipendente con anzianità contributiva di almeno 36 anni, che al momento della domanda per beneficiare dell’APE sociale svolga da almeno sei anni e in maniera continuativa, una o più delle attività gravose prima elencate per i precoci.

Il sentore, comunque, è che ne beneficeranno in pochi. In caso di numero maggiore di domande rispetto ai posti a disposizione, a parità di requisiti, la graduatoria seguirà l’ordine di invio della domanda. Dato che i decreti attuativi sono stati promulgati il 16 giugno, si avrà un mese di tempo per presentare la domanda. Infatti, si prevede una possibile bagarre negli uffici Inps e presso i CAF.

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