Contratto commercio: Si al rinnovo da parte di CONFCOMMRCIO

L’accordo in merito alla riforma del contratto (commercio) è stato siglato ieri, 24 Novembre 2016, dai seguenti organi: Confcommercio; Cgil; Cisl e Uil.

La riforma approvata prevede la possibilità di rinnovare i contratti ogni 4 anni. La maggiore novità riguarda però gli aumenti di stipendio i quali restano svincolati dall’inflazione. In sostanza il loro aumento non è diretto all’inflazione. Vediamo meglio di comprendere di cosa si tratta.

Contatto commercio: accordo raggiunto per il rinnovo!

Come abbiamo accennato in precedenza, l’accordo inerente al rinnovo del contratto del settore commercio è stato raggiunto.

Il rinnovo del contratto, segna un passo importante verso quello che è il modello di contrattazione, il quale lo possiamo definire anche come un manifesto per un nuovo modello di relazioni industriali.

Rinnovo del contratto: obbiettivi

I principali obbiettivi che si sono voluti raggiungere in questo settore, sono legati alla possibilità di incentivare la crescita del settore stesso e che oggi conta quasi 5.000.000 di lavoratori.

Per riprendere un pezzo dell’intesa raggiunta, possiamo leggere:

le parti ritengono che la contrattazione collettiva sia luogo privilegiato per la proficua individuazione di strumenti atti a migliorare la competitività delle imprese.

Novità introdotte

Di seguito analizzeremo brevemente quelle che sono state le principali novità introdotte dal rinnovo del contratto.

Aumenti non legati all’inflazione

Il primo punto che analizzeremo, è l’aumento degli stipendi non legato più all’inflazione. In questo caso, il rinnovo del contratto prevede che per tutti gli aumenti retributivi, ci si deve rifare al contratto nazionale, il quale farà riferimento a:

  • dinamiche macroeconomiche;
  • andamento del settore;
  • indici di prezzo al consumo.

Rappresentanza delle imprese

Come abbiamo accennato in precedenza, il rinnovo del contratto avviene ogni 4 anni. Sottolineiamo anche il fatto che al momento solo CONFCOMMERCIO ha siglato l’accordo.

Secondo quanto stabilito dalla legge, ci si deve attenere sempre e comunque al CCNL settore commercio al fine di rispettare i minimi contrattuali il quale è stato già firmato dalle associazioni più rappresentative.

Contratti territoriali in deroga a quelli nazionali 

Altra importante novità riguarda, la deroga dei contratti territoriali rispetto a quelli nazionali. In questo caso, i contratti stipulati a livello territoriale, possono derogare rispetto a quello nazionali, anche in merito allo stipendio. Per tanto possiamo avere stipendi più alti al NORD e stipendi più bassi al SUD.

Sarà dunque possibile contrattare su 2 livelli differenti:

  1. livello nazionale;
  2. livello territoriale.

In sostanza i contratti potranno essere differenti in base alla regione e al territorio di appartenenza e potranno derogare rispetto a quello che è il contratto nazionale, su tutti i punti, anche di natura economica.

Accordi di produttività per micro e piccole imprese

Sulla scia di quanto già fatto da Confindustria e da diverse associazioni dell’artigianato, l’intesa siglata da confcommercio, è volta alle definizione di un nuovo modello di accordo, che potrà essere valido per le micro imprese.

In questo caso, tutte queste aziende potranno siglare degli accordi con i sindacati anche per approfittare delle agevolazioni fiscali inerenti ai premi di produttività che sono stati introdotti dal governo in carica.

Ovviamente non per forza il sindacato deve essere interno, ma si potrà optare per la firma presso la sede sindacale confederale presente sul territorio.