Il rientro dei cervelli valido anche per le partite iva

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In materia del cosiddetto “rientro dei cervelli” il provvedimento del 30 Marzo 2016 approvato dall’Agenzia delle Entrate stabilisce le modalità per esercitare l’opzione al fine di permettere ai lavoratori rimpatriati di beneficare delle agevolazioni dettate dall’art. 16 del D. Lgs n. 147/2015. Al riguardo il d. Lgs 147/2015 (denominato decreto internazionalizzazione) ha stabilito che i lavoratori rientrati in Italia dall’estero con particolari requisiti hanno la possibilità di beneficiare di una detassazione di 5 anni sul reddito da lavoro dipendente. In particolare l’agevolazione fiscale per il rientro dei cervelli è valida per quanti dopo aver risieduto all’estero per cinque anni, trasferiscono la propria residenza in Italia al fine di rivestire incarichi direttivi o incarichi che comportino elevata specializzazione (sarà compito del Ministero Economia e Finanze dettare i requisiti che tali incarichi debbono avere al fine di poter beneficare dell’agevolazione fiscale).

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Rientro dei cervelli: agevolazioni fiscali

Qualora ricorrano i presupposti previsti il reddito sarà imponibile solo al 70 % ( sino al 2017 è valida la norma che prevede una quota imponibile pari al 30 %, per i lavoratori uomini, o pari al 20 %per le donne). Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate emanato in data 30 Marzo 2016 l’amministrazione ha chiarito le modalità operative per i lavoratori rientrati in Italia prima del 31 dicembre 2015. In particolare la norma è valida anche per le partite iva ed i soggetti che ricadono nella norma hanno la possibilità di avvalersi dai vecchi benefici fiscali, previsti dalla legge n. 238/2010, oppure dei nuovi benefici previsti dal D. lgs n. 147/2015 (la scelta potrà essere effettuata inoltrando apposita comunicazione al datore di lavoro).

Rientro dei cervelli: Norma valida anche per le partite iva

Di conseguenza i lavoratori dipendenti che hanno intenzione di beneficiare del nuovo regime devono presentare apposita richiesta scritta al proprio datore di lavoro entro 90 giorni a partire dal 31 marzo 2016. All’interno dell’istanza dovranno essere indicate le generalità del contribuente, il codice fiscale, la residenza italiana e l’impegno a comunicare ogni cambiamento entro 5 anni da quando è stato fruito per la prima volta il beneficio. Una volta effettuata la scelta la stessa avrà validità dal 1° gennaio 2016 al 31 Dicembre 2020.  Pertanto la tassazione sarà calcolata sul 70 % delle retribuzioni percepite dal lavoratore, mentre il restante 30 % sarà esente. L’amministrazione finanziaria ha anche precisato che la norma trova applicazione anche per i soggetti che sono in possesso dei requisiti ex lege n. 238/2010 (ovvero autonomi e titolari di attività di impresa).

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