Ricongiungimento familiare: domanda, reddito 2017 e documenti

Prima di parlare del ricongiungimento familiare, giusto una premessa sul fenomeno migratorio nel nostro Paese. L’Italia sta diventando sempre più paese di immigrazione. I primi arrivi di una certa consistenza sono iniziati negli anni ‘80, con l’arrivo nel nostro Paese soprattutto di maghrebini e filippini. Con il crollo del muro di Berlino e la conseguente disfatta dei regimi comunisti dell’est Europa, a partire dagli anni ‘90 si ebbe un massiccio approdo soprattutto di albanesi, rumeni, polacchi, bulgari e slavi. Con il crollo delle dittature nordafricane e mediorientali, in particolare Libia e Iraq, ad arrivare da alcuni anni sono soprattutto centrafricani e siriani.

Con tutte le problematiche e le polemiche, talvolta fondate altre volte solo a scopo propagandistico, che ne derivano.

E così anche la legislazione deve adeguarsi ai tempi. Non a caso, la prima reale legge sull’immigrazione fu la Legge Martelli, del 1990. Poi quasi dieci anni dopo arrivò la Turco-Napolitano, seguita negli anni 2000 dalla Bossi-Fini. Le leggi successive hanno modificato e corretto gli aspetti ritenuti degni di un correttivo. Nel quadro normativo italiano rientra anche il succitato ricongiungimento familiare, col quale si intende quel visto che permette ai familiari di cittadini stranieri che abbiano un permesso di soggiorno regolare nel nostro Paese, di trasferirsi in Italia per un lasso temporale che può essere di durata determinata o indeterminata. A partire dal 17 agosto 2017 il ricongiungimento familiare prevede una nuova procedura per presentare domanda. Tutti i documenti dovranno essere trasmessi in modalità telematica.

La legge prevede altresì che agli stranieri regolarmente soggiornanti nel nostro Paese, debba essere rilasciato un nulla osta solo previo accertamento che chi ne fa richiesta sia in possesso dei requisiti di reddito e sia idoneo ad abitare l’immobile dove domicilia o risiede.

Per poter richiedere il ricongiungimento familiare, l’interessato deve compilare l’apposito modello sul sito dello Sportello Unico per l’Immigrazione della prefettura di riferimento. Poi, dopo aver allegato tutti i documenti necessari, dovrà attendere in tutto novanta giorni prima di ottenere la convocazione e sapere se la propria domanda per il nulla osta è stata accolta o respinta. E quindi se i propri cari possono finalmente trasferirsi o meno. Di seguito vediamo la guida completa per ottenere il ricongiungimento familiare 2017.

Come richiedere il ricongiungimento familiare

Il ricongiungimento familiare va richiesto soltanto compilando il modulo disponibile sul sito del Ministero dell’Interno, al Sistema di Inoltro Telematico. A fare domanda deve essere il cittadino straniero che soggiorna in Italia, che sia in possesso di determinati requisiti. Gli stranieri che possono presentare la richiesta per questo nulla osta sono coloro che hanno un regolare permesso di soggiorno per le seguenti motivazioni:

  • permessi di soggiorno per motivo lavorativi (sia che sia a livello subordinato che autonomo), che non sia minore di un anno;
  • permessi per asilo politico, per quanti nel proprio Paese risultano perseguitati per motivi di razza, sesso, religione, ecc.;
  • permessi per godere di protezione sussidiaria;
  • permessi per cause di studio o per motivi religiosi;
  • permessi per cause di origine familiare;
  • permessi di soggiorno della Comunità europea per quanti soggiornano nel lungo periodo;
  • permessi nell’attendere la cittadinanza italiana.

Per quali familiari e motivi si può richiedere il ricongiungimento familiare

Vediamo invece ora per quali familiari l’interessato può chiedere il ricongiungimento familiare:

  • per il coniuge che abbia almeno 18 anni e con il quale o la quale non sia legalmente separato
  • per i figli che non abbiano ancora compiuto 18 anni, anche quelli del coniuge avuti in altre relazioni o nati al di fuori dal matrimonio in caso di coppia non sposata. E ancora i figli adottati, affidati o sottoposti a tutela
  • figli maggiori di 18 anni, che siano a carico del richiedente straniero che presenta domanda, qualora siano impossibilitati a provvedere a se stessi in quanto affetti da invalidità totale
  • genitori a carico dello straniero o che abbiano più di 65 anni, qualora manchino altri figli che possano provvedere a prendersi cura di loro o a sostenerli economicamente nel loro Paese di provenienza.

Ricordiamo altresì che lo straniero, il quale soggiorna con regolarità in Italia, non può richiedere il ricongiungimento familiare se è già sposato con un altro coniuge residente nel nostro Paese.

Ricongiungimento familiare: il requisito indispensabile del reddito minimo

Aspetto preminente per poter richiedere il ricongiungimento familiare e il relativo nulla osta, è il fatto che il richiedente debba possedere il reddito minimo adeguato al fine di sostenere i familiari per cui richiede di potersi ricongiungere nel nostro Paese.

A regolare questo aspetto è il Testo Unico sull’immigrazione, il quale afferma che esso possa essere rilasciato soltanto quando lo straniero possiede un reddito minimo annuo che derivi da fonti di guadagno lecite e che non sia inferiore all’importo annuo previsto dall’assegno sociale, incrementato della metà dell’importo dell’assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere.

Al fine di comprendere meglio questo aspetto, vediamo la consistenza delle relative soglie da rispettare. Riferendoci all’assegno sociale per il 2017, esso è di 5.824,91 euro. In virtù di ciò, il reddito minimo per ottenere il ricongiungimento familiare sarà di queste fasce:

  1. 8737,36 euro se il familiare per cui si richiedere il ricongiungimento è solo uno
  2. 11649,82 euro se i familiari da porre a carico sono 2
  3. 14562,27 euro se sono 3
  4. 17474,73 euro se il numero dei familiari da ricongiungere sono 4
  5. Per 2 o più figli minori di 14 anni, è necessario un reddito non inferiore al doppio dell’assegno sociale. Pertanto, in taluni casi il reddito minimo da avere sarà di:
  • 11649,82 euro in caso di 2 o più figli che non abbiano compiuto i 14 anni
  • 17474,73 se la richiesta è fatta per un familiare e due o più figli che non abbiano più di 14 anni.

Occorre comunque precisare che, al di là dei meri calcoli numerici, la valutazione sulle risorse economiche sufficienti non avviene in maniera automatica riferendosi solo al limite minimo stabilito in base all’importo annuo dell’assegno sociale, bensì, dovrà anche tener conto della natura e della solidità dei vincoli familiari, della durata temporale effettiva dell’unione matrimoniale, della durata del soggiorno nello Stato membro, dei legami familiari, culturali o sociali con il Paese d’origine. A stabilirlo è una Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 4 marzo 2010. in genere, tale prassi non viene eseguita dall’amministrazione competente alla verifica dei dati reddituali. Bensì solo di una interpretazione per opera della giurisprudenza comunitaria. Tuttavia, essi sono importanti in caso di diniego della richiesta del visto per il ricongiungimento familiare. Proprio perché elementi oggettivi da tenere presenti nella valutazione finale.

Quali sono i documenti necessari per richiedere ricongiungimento familiare

Dal 17 agosto 2017, oltre al modulo per ottenere il nulla osta, anche i documenti da presentare dovranno essere inviati solo sul web. Al contempo, ciò comporterà anche una velocizzazione dei tempi per ottenerlo, che così non supereranno i 90 giorni dalla data in cui si fa richiesta. Per poter presentare i documenti necessari, occorre scansionarli ed allegarli alla domanda sul già citato sito dello Sportello Unico per l’Immigrazione della propria Prefettura.

I documenti da presentare in allegato alla domanda sono i seguenti:

  • documenti che dimostrino il possedimento delle soglie di reddito minimo viste in precedenza e previste dalla legge
  • possedimento o detenzione di alloggi conformi ai requisiti igienico-sanitari e di idoneità abitativa già constatati dal Comune in cui ricade l’edificio

Oltre all’inoltro telematico previa scannerizzazione, tali documenti richiesti dovranno altresì essere consegnati in formato originale all’atto della convocazione del richiedente all’appuntamento presso lo Sportello Unico Immigrazione. Vediamo nel dettaglio quali sono tutti i documenti da presentare:

Documenti da presentare a prescindere:

  • 1 marca da bollo da 14,62 euro, oppure originale della ricevuta dell’imposta di bollo. Gli estremi vanno riportati nella domanda
  • 1 marca da bollo di euro 14, 62 da apporre sul nullaosta
  • 1 fotocopia del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno che duri almeno un anno e ricevuta postale di richiesta di rilascio/rinnovo del permesso qualora sia scaduto
  • 1 fotocopia delle pagine del passaporto del richiedente che riportino i suoi dati anagrafici, la data del rilascio e della scadenza dello stesso. O, in alternativa, 1 fotocopia di un documento equivalente che sia ancora valido
  • 1 fotocopia delle pagine del passaporto contenenti dati anagrafici, data di rilascio e scadenza. O, in alternativa, 1 fotocopia di un documento equivalente, in corso di validità, del/dei familiare/i
  • per la richiesta di ricongiungimento nei confronti dei genitori che abbiano più di 65 anni, si necessita un’assicurazione sanitaria al fine di garantire la copertura di tutti i rischi sul territorio. O, in alternativa, occorre iscrivere il soggetto al Servizio Sanitario Nazionale con relativo pagamento di un contributo determinato dal Ministero del Lavoro. O, ancora, una dichiarazione di impegno a sottoscrivere una apposita assicurazione
  • certificato di stato di famiglia e di residenza rilasciato dal comune nel quale si risiede
  • in caso di ricongiungimento con il genitore, occorre il certificato di matrimonio tradotto e legalizzato dalla Rappresentanza diplomatica consolare italiana nel Paese di residenza e occorre compilare il Modulo “Genitore”
  • qualora il genitore sia vedovo/a o nubile/celibe, il richiedente dovrà presentare la documentazione che attesti il suo stato di vedovo o appunto di persona svincolata da legami, sempre debitamente tradotta e legalizzata dalla Rappresentanza diplomatica consolare italiana nel Paese di residenza del genitore per il quale si richiedere il ricongiungimento familiare
  • documentazione che attesti l’invalidità totale o i gravi motivi di salute previsti dall’articolo 29, comma 1, lettere c ) e b-bis , rilasciata, a spese del richiedente, dal medico nominato con decreto della rappresentanza diplomatica o consolare
  • documentazione riguardante l’alloggio o originale dell’attestazione che sia stata rilasciata dal Comune in cui ricade l’edificio, per dimostrare che l’alloggio sia conforme ai requisiti igienico-sanitari, nonché di idoneità abitativa. L’idoneità abitativa, come previsto da una circolare congiunta del Ministero per la Pubblica Amministrazione e della Semplificazione-Ministero dell’Interno del 2012, ha valenza tecnica e in virtù di ciò non può essere sostituita da un’autocertificazione
  • se il richiedente è anche proprietario dell’immobile, dovrà presentare fotocopia dell’atto di proprietà dell’abitazione
  • se invece si trova in affitto, dovrà presentare 1 fotocopia del contratto di locazione registrato intestato al richiedente di durata non inferiore a 6 mesi. Qualora il contratto sia invece stato rinnovato, il richiedente deve presentare copia del modello F23 riguardante il pagamento all’Ufficio del registro della tassa annuale
  • se invece è cointestatario del contratto di affitto, deve presentare 1 fotocopia del contratto registrato di durata non inferiore a 6 mesi. Ma necessiterà anche di presentare il consenso del contestatario (Modulo S2), allegando altresì il documento di identità in corso di validità e il permesso di soggiorno qualora sia straniero
  • se comodatario, dovrà presentare 1 fotocopia dell’atto di comodato gratuito registrato
  • se il richiedente è invece un ospite, dovrà avere premura di allegare la dichiarazione redatta dal titolare dell’appartamento su Modulo S2 che attesti il parere favorevole ad ospitare anche i familiari ricongiunti. Ma anche una copia del documento d’identità del dichiarante in corso di validità
  • qualora il ricongiungimento familiare riguardi un solo minore che non abbia più di 14 anni, il certificato comunale può essere sostituito da una dichiarazione di ospitalità del titolare dell’appartamento (sempre il succitato Modulo S1) firmato in originale, e 1 copia del contratto di locazione/comodato/proprietà che duri almeno sei mesi che partano dalla data indicata nel Modello S1.

Documentazione per attestare il reddito

Vediamo ora quali sono i documenti da esibire per la dimostrazione del reddito:

  • i lavoratori dipendenti devono presentare l’ultima dichiarazione dei redditi, la fotocopia del contratto di lavoro, l’ultima busta paga o fotocopia autenticata del libro paga, l’autocertificazione del datore di lavoro presentata su modello S3, che attesti il presente rapporto di lavoro (ogni documento deve essere presentato in doppia). Nel caso in cui il rapporto di lavoro sia partito da meno di un anno e quindi il lavoratore dipendente che fa richiesta del nulla osta non possegga già la dichiarazione dei redditi, nell’autocertificazione del datore di lavoro dovrà essere presente pure l’indicazione del reddito presunto del lavoratore
  • i lavoratori domestici devono presentare l’ultima dichiarazione dei redditi qualora se ne possegga una, o, in alternativa, una comunicazione di assunzione al Centro per l’Impiego/INPS. E ancora: il bollettino di versamento dei contributi INPS relativi al trimestre precedente alla data di presentazione della domanda, l’autocertificazione del datore di lavoro, redatta su modello “S3”, da cui risulta l’attuale rapporto di lavoro.

Lavoratori autonomi, vanno distinti in base al tipo di società:

  • Ditta individuale: devono presentare il certificato di Iscrizione alla Camera di Commercio, la Fotocopia dell’attribuzione della Partita IVA, la fotocopia della licenza comunale ove prevista, il modello Unico più la ricevuta di presentazione (nel caso in cui l’attività sia stata avviata da più di un anno) o una relazione contabile redatta dal commercialista attestante l’intero periodo lavorativo (qualora l’attività sia stata avviata da meno di un anno)
  • Società: visura camerale della società che abbia però data recente, fotocopia dell’attribuzione di Partita IVA della società, modello Unico più ricevuta di presentazione (se l’attività è stata avviata da più di un anno) o una relazione contabile redatta dal commercialista relativa all’intero periodo lavorativo (sempre qualora l’attività sia stata avviata da meno di un anno)
  • Collaborazione a progetto: fotocopia di un contratto di lavoro a progetto nel quale siano riportati la durata della prestazione di lavoro ed il corrispettivo, la dichiarazione del committente che attesti che il contratto di lavoro a progetto sia attuale, la dichiarazione di gestione separata all’INPS, una fotocopia del modello Unico
  • Socio lavoratore: la visura camerale della cooperativa, la fotocopia dell’attribuzione della partita IVA della cooperativa, la dichiarazione del presidente della cooperativa da cui risulta l’attualità del rapporto di lavoro, la fotocopia del libro soci e di quella del modello unico.
  • Liberi professionisti: documentazione che provi l’iscrizione all’albo, il modello unico con ricevuta di presentazione.

Come si giudica l’idoneità abitativa

Vediamo ora invece quali sono i criteri per giudicare un’abitazione idonea ad ospitare i familiari del richiedente.

1. Superficie per abitante

  • 1 abitante – 14 mq
  • 2 abitanti – 28 mq
  • 3 abitanti – 42 mq
  • 4 abitanti – 56 mq
  • per ogni abitante successivo +10 mq

2. Composizione dei locali

  • Stanza da letto per 1 persona – 9 mq
  • Stanza da letto per 2 persone – 14 mq
  • + una stanza soggiorno di 14mq

3. Per gli alloggi mono-stanza

  • 1 persona – 28 mq (comprensivi del bagno)
  • 2 persone – 38 mq (comprensivi del bagno)

4. Altezze minime necessarie

L’altezza minima dell’alloggio deve essere di 2,70 metri derogabili a 2,55 metri per quelli situati in comuni montani e a 2,40 metri per i corridoi, i bagni, i disimpegni ed i ripostigli.

5. Aerazione

Il soggiorno e la cucina devono essere muniti di finestra apribile, mentre i bagni dovranno essere dotati (se non finestrati) di impianto di aspirazione meccanica.

6. Impianto di riscaldamento

Le abitazioni in questione devono necessariamente essere munite di impianto di riscaldamento qualora le condizioni climatiche dell’ambiente in cui ricadono lo rendano necessarie.

Ricongiungimento familiare, cosa accade dopo presentazione domanda

Se l’esito della domanda sarà positivo, allora il nulla osta per il ricongiungimento familiare sarà rilasciato o negato entro 30 giorni dalla data della richiesta. Saranno così valutati legami di parentela tra richiedente e familiare, età, stato di salute del familiare ricongiunto. In caso di approvazione, il familiare residente in Italia è tenuto a presentare entro 48 ore dall’ingresso il certificato di cessione del fabbricato alle autorità di pubblica sicurezza. Sarà compito dell’Ambasciata Italiana del paese di origine a concedere al cittadino straniero il visto di ingresso per motivi di famiglia.

Entro otto giorni dall’ingresso del familiare o dei familiari ricongiunti, il richiedente deve poi comunicare allo Sportello Unico per l’immigrazione presso la Prefettura competente, l’arrivo del familiare. Ed attendere la convocazione per ritirare la documentazione necessaria alla richiesta del permesso di soggiorno per motivi di famiglia o del Permesso di soggiorno dell’Unione europea di lungo periodo. Con lo stesso si dovrà recare presso un ufficio postale per inoltrare la documentazione, formalizzando la richiesta di permesso di soggiorno per motivi di famiglia o di lungo periodo. Purtroppo, in alcuni contesti occorre anche attendere 4 o 6 mesi per ottenere un appuntamento in Prefettura. Pertanto, nell’attesa ci si trova in un limbo burocratico, senza diritto ad ottenere nessun servizio o prestazione.

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