Riapre la Borsa di Atene: -16,2%

Oggi gli occhi degli investitori erano tutti puntati sulla reazione della Borsa di Atene che ha riaperto dopo cinque settimane (era chiusa dal 26 giugno) e che da inizio anno ha perso il 4%. Sono quindi tornate ad essere oggetto di contrattazione tutte le società quotate, incluse le banche, alle prese con una problematica ristrutturazione e ora aiutate dalla Bce con 90 miliardi di fondi.

Come da previsioni degli analisti finanziari, l’avvio questa mattina dell’Athens Exchange Stock Marcket non è stato affatto positivo e si è partiti da un -23%. La chiusura si è assestata su un –16,2%, il peggiore calo di sempre su base giornaliera. Maggiormente colpito il settore bancario con un crollo del 30%.

Le altre borse del vecchio continente al momento sembrano non avere subito il contraccolpo e sono riuscite a restare in territorio neutro: Milano guadagna lo 0,73%, Francoforte l’1,1%, Parigi lo 0,73%, Londra lo 0,07% e Madrid lo 0,83%. Segnali questi di una discreta fiducia nella capacità di tenuta del mercato finanziario europeo e nell’impegno di Mario Draghi nel cercare di garantire la stabilità. In rosso invece le borse asiatiche a causa dei timori per un rallentamento dell’economia cinese.

Erano state studiate misure ad hoc contro la volatilità (gli investitori greci possono comprare azioni, obbligazioni, derivati e warrant solo utilizzando denaro nuovo), ma non erano state previste limitazioni per gli investitori internazionali a patto che fossero già presenti nel mercato ellenico prima dell’imposizione del controlli sui capitali della fine di giugno.

A complicare ulteriormente la giornata ellenica è uscito l’indice PMI, l’indicatore dei direttori d’acquisto nel settore manifatturiero, che a luglio è crollato a 30,2 rispetto al 46,9 registrato nel mese giugno.

Al contempo, si prolungano le trattative tra il governo di Tsipras e la Banca Centrale Europea, il Fondo Monetario Internazionale, la Commissione Europea e i rappresentanti del ESM (European Stability Mechanism).