Responsabilità Sociale dell’impresa 2018: Guida completa

Nella comunicazione aziendale la responsabilità sociale d’impresa o Corporate Social Responsability assolve sempre più ad un ruolo prettamente integrativo e completare rispetto alla mera comunicazione di natura economico-finanziaria.

Proprio per fare fronte all’evoluzione dei bisogni dei vari stakeholders, alla crescente sensibilizzazione della comunità amministrata verso le tematiche “green”, di eticità, socialità e di qualità, alla globalizzazione e alla sfida competitiva, oltre all’evoluzione degli standard e della cornice regolamentare contenuta in precedenza nel Libro Verde, tutto il mondo delle imprese (grandi, medie e piccole) deve riservare una grande e crescente attenzione alla Corporate Social Responsability.

Nuove sfide e nuovi scenari si sono venuti a creare all’interno dell’agone internazionale e dell’arena competitiva delle imprese, per questo tutte le unità produttive private e pubbliche, con o senza scopo di lucro devono, all’interno della visione imprenditoriale, della mission istituzionale e della propria impostazione strategica, saper gestire e comunicare efficacemente le problematiche che hanno un impatto ambientale, sociale ed etico.

In fin dei conti la Responsabilità Sociale d’Impresa o RSI non è solo una mera componente della Non Voluntary Disclosure ma, negli ultimi anni a seguito del dettato normativo, è entrata a fare parte del corredo informativo della c.d. Voluntary Disclosure, ovvero di tutte quelle informazioni aziendali cogenti che devono essere riportate con cadenza regolare alla platea di portatori d’interesse.

In quest’ottica “allargata” la comunicazione d’impresa si è arricchita di nuovi documenti e prospetti informativi di rilevante interesse: il mero bilancio d’esercizio si è evoluto in quello che viene appellato in letteratura come Annual Report.

L’Annual Report include sia il Bilancio civilistico che la c.d. rendicontazione “triple bottom line” che caratterizza il bilancio di sostenibilità.

Si tratta di un Report integrato e l’integrazione non si limita solo alla pubblicazione contestuale dei due documenti, ma li mette in connessione, venendo a correlare gli obiettivi strategici d’impresa con il valore creato per i vari stakeholders.

Si tratta di una nuova sfida che pone costantemente l’attenzione del mondo imprenditoriale verso la misurazione e la rendicontazione delle performance economiche, sociali ed ambientali.

Questa guida si propone proprio l’obiettivo di analizzare in profondità la rilevanza che la Corporate Social Responsability è venuta ad assumere nel tempo, in linea con il contesto normativo e competitivo aziendale, oltre alla necessità di definire le aree di priorità, le nuove esigenze informative degli stakeholders, i vantaggi e gli svantaggi derivanti.

Cos’è la responsabilità sociale di impresa

La Responsabilità sociale d’Impresa, nota come CSR (Corporate Social Responsability), supera la mera compliance degli obblighi legali ed informativi a cui sono sottoposte le imprese e permette di integrare pratiche e comportamenti che si adottano su base “volontaria”, a corredo di quella componente della comunicazione aziendale che viene appellata in letteratura economica aziendale come “Voluntary Disclosure”.

La CSR non è solo una questione di eticità e di evoluzione del concetto di qualità nel senso più “allargato” della sua accezione: si tratta di un fattore di competitività per le imprese che possono, attraverso i loro comportamenti socialmente responsabili, rafforzare la propria Brand Reputation e stabilire relazioni proficue e di grande valore aggiunto con la comunità di riferimento (stakeholders).

La Responsabilità Sociale d’Impresa deve essere intesa, in linea con l’evoluzione legislativa comunitaria, come un’azione volontaria, che consenta ad ogni unità aziendale di mutare la propria filosofia imprenditoriale e di riservare una crescente attenzione a tutte le preoccupazioni ambientali, sociali, etiche ed ecologiche.

Con la nuova comunicazione n.681 del 25 ottobre 2011, la Commissione Europea, dopo dieci anni dal primo intervento normativo, ha riesaminato la nozione di CSR contenuta nel Libro Verde.

Ad oggi, “la responsabilità delle imprese per gli impatti che hanno sulla società” mira a soddisfare le esigenze del cliente ed a saper gestire allo stesso tempo le aspettative della pletora variegata di stakeholders, come i clienti interni, i fornitori, le Amministrazioni locali e tutta la comunità locale di riferimento portatrice di interessi.

L’elemento distintivo della Corporate Social Responsability è quello di affiancare alla responsabilità economica-finanziaria anche una responsabilità sociale, che crei valori vincenti per l’impresa, per le persone e per il territorio circostante.

Si tratta di un nuovo modello comportamentale delle aziende che richiedere l’applicazione concreta di principi e di nuove aree di intervento.

CRS: quali sono le aree di intervento

La Corporate Social Responsabilty richiede nel concreto operare dell’impresa la necessità di implementare nuove aree di priorità e di intervento che possono essere di seguito sintetizzate:

  1. importanza della sostenibilità d’impresa che si deve sostanziare in un uso maggiormente consapevole ed efficiente delle risorse ambientali (risorse idriche, energetiche, riduzione degli sprechi, delle emissioni di inquinanti etc.), capacità di valorizzare le risorse umane e contribuire alla crescita ed allo sviluppo della comunità locale in cui l’azienda opera;
  2. volontarietà intesa come insieme di azioni ed adozione di comportamenti ed atteggiamenti che esulano dagli obblighi di legge;
  3. trasparenza intesa come ascolto ed apertura al dialogo con i vari portatori di interesse diretti e indiretti d’impresa.
  4. ruolo crescente della qualità in senso “allargato”, in termini di prodotti e processi produttivi, di ecologia, socialità ed etica d’azienda;
  5. integrazione intesa come coordinamento e complementarietà della visione aziendale del soggetto economico che deve impostare le varie attività aziendali su obiettivi focalizzati e valori condivisi. In pratica, la funzione di pianificazione e di budgeting deve essere integrata con la funzione di check e di reporting economico e sociale.

In linea generale, a prescindere dall’area di business dell’impresa, le principali aree di intervento della Corporate Social Responsability sono ascrivibili:

  • alla crescente attenzione alla domanda di qualità, in termini di processi, prodotti, servizi da parte della comunità,
  • all’implementazione su base volontaria di Linee guida internazionali e comunitarie, oltre all’adozione di network d’impresa,
  • alla capacità di affrontare un processo d’innovazione incrementale o miglioramento continuo nel tempo senza “balzi” e “rotture” con il passato,
  • a valorizzare il marchio e costruzione di una Brand Reputation,
  • a valorizzare l’Intangible Asset ed il Patrimonio aziendale,
  • ad adottare una struttura organizzativa “snella” e flessibile,
  • ad adottare un Code of Ethics,
  • a motivare i clienti interni (personale).

Destinatari della RSI: gli stakeholder

Adottare una Responsabilità Sociale d’Impresa significa avere una maggiore consapevolezza sul significato della creazione di valore aziendale nei confronti dei diversi portatori di interesse diretti e indiretti (i c.d.) stakeholder.

Un approccio di Corporate Social Responsability implica la capacità di ogni unità produttiva di saper interagire in modo innovativo con gli stakeholder, di saper promuovere comportamenti virtuosi, di collaborare per rispondere meglio ai bisogni, in un’ottica di “qualità estesa”, di prodotto e di processo, oltre che di innovazione.

Nell’ambito della CSR, i diversi portatori di interesse diretti o indiretti di impresa sono ascrivibili ai seguenti:

  • Clienti
  • Dipendenti
  • Banche e Finanziatori
  • Azionisti
  • Investitori e comunità finanziaria
  • Fornitori
  • Cittadini e Consumatori
  • Amministrazioni pubbliche
  • Università, Ricerca e Scuola
  • Associazioni di volontariato sociale, culturale, sportivo, ambientale.

Ognuno di questi attori è un portatore d’interesse della vita d’impresa che si aspetta di ricevere e di apportare qualcosa, in un’ottica di creazione del valore nel medio-lungo termine.

Approccio CSR: Vantaggi e svantaggi

Per tutte le imprese che adottano un approccio di Responsabilità Sociale d’Impresa, il cambiamento che le stesse sono tenute ad adottare comporta innumerevoli vantaggi, sintetizzabili nei seguenti:

  • nuove opportunità di mercato, di costruzione di “nicchie” indirizzando l’offerta produttiva verso segmenti di clientela desiderosi di premiare prodotti e processi sostenibili,
  • promozione e valorizzazione dell’identità e della reputazione aziendale,
  • maggiore integrazione e coordinamento di aspetti sociali e ambientali nella Lifecycle Policy,
  • miglioramento delle modalità organizzative nelle varie funzioni aziendali,
  • riduzione degli impatti ambientali, degli sprechi con la conseguente riduzione dei costi di gestione e di smaltimento,
  • benefici economici e sociali con produzione di esternalità positive,
  • sviluppo di nuove conoscenze, competenze e capacità relazionali del personale nelle varie funzioni aziendali
  • miglioramento del benessere organizzativo e maggiore motivazione del personale,
  • nuove relazioni industriali e network con il mondo della Ricerca e dell’Università,
  • accessibilità al mercato creditizio e finanziario,
  • partecipazione a gare pubbliche,
  • miglioramento delle relazioni con i vari stakeholder del territorio,
  • vantaggi fiscali e semplificazioni amministrative,
  • migliore accesso ai finanziamenti d’impresa.

Tra gli svantaggi c’è da sottolineare che l’impresa responsabile socialmente deve impegnarsi costantemente affinchè riesca ad implementare ed a comunicare l’adozione di una politica “green” ed etica alla comunità.

Ciò comporta maggiore impegno in termini di risorse strumentali, di materie prime, di personale, investimenti in termini competenze e capacità e necessità di fare networking e siglare partnership strategiche con il mondo della Ricerca universitaria.

Tra gli svantaggi derivanti dall’adozione di una CSR si deve annoverare un aggravio maggiore di costi nel breve periodo che verrà più che compensato dai ritorni economici e di soddisfazione della clientela e degli stakeholders nel medio-lungo termine.

CSR e finanziamenti

Le Camere di Commercio hanno istituito uno Sportello CSR dedicato nel promuovere la diffusione e nel favorire il rafforzamento dell’economia sociale, volto a sostenere la nascita e la crescita delle imprese nazionali impegnate nel perseguire i meritevoli interessi collettivi di utilità sociale ed ambientale.

L’agevolazione erogata dalle Camere di Commercio consiste in un finanziamento agevolato per la realizzazione di programmi di investimento finalizzati alla creazione o allo sviluppo di imprese operanti nell’ambito dell’economia ambientale, sociale, in qualunque settore e su tutto il territorio nazionale.

Inoltre, sono previsti aiuti e finanziamenti aziendali a fondo perduto per tutte quelle unità produttive impegnate socialmente e nella costruzione di una politica di qualità aziendale.

A seconda delle caratteristiche del Bando, i soggetti beneficiari dei finanziamenti sono ascrivibili ai seguenti:

  • imprese che esercitano attività industriali dirette alla produzione di beni o servizi o attività di trasporto,
  • imprese artigiane,
  • imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale,
  • centri di ricerca con personalità giuridica,
  • imprese start-up innovative.

Il finanziamento erogato a tasso agevolato o a fondo perduto può essere richiesto nella misura compresa tra il 50% e il 70% delle spese ammissibili. L’applicazione del saggio agevolato non può essere inferiore allo 0,80% nominale annuo.

Per maggiori informazioni, ogni impresa deve consultare online l’attivazione di Bandi pubblici dedicati: basta collegarsi alla homepage della Camera di Commercio territorialmente competente.

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