Resi Amazon, quando si rischia Ban e come funzionano

Come funzionano resi Amazon? Quanti resi posso fare? Quando si rischia Ban per resi Amazon? In questo articolo daremo un po’ di risposte a queste domande. Del resto, sempre più italiani si affidano al colosso dell’e-commerce americano per i propri acquisti online. Seguendo una scia mondiale dello shopping virtuale che ha portato Jeff Bezos a diventare l’uomo più ricco del Mondo nel 2017 secondo Forbes.

Del resto, Amazon si lascia preferire per la velocità di arrivo dei prodotti, ancor di più accelerata dal servizio Amazon Prime. Ma anche per una efficacissima assistenza clienti, contattabile via telefono, mail o chat. Inoltre, è possibile recensire un prodotto o porre domande a chi lo ha già comprato.

Ma soprattutto, Amazon si lascia preferire per la sua politica dei resi. Molto comoda per il cliente. Di fatti, è possibile scegliere se rendere il prodotto spedendolo per Posta o facendo arrivare comodamente il corriere a casa. Si riceverà poi un rimborso sottoforma di buono da spendere. Esiste poi un tipo di reso particolare per i regali, che consente di rimandarlo indietro senza che il mittente sappia nulla.

Ed è proprio sui resi Amazon che ci soffermiamo in questo articolo. In tanti infatti si chiedono se c’è un rischio ban se ne vengono richiesti molti. In effetti, stanno arrivando molte segnalazioni da tutto il mondo che si stanno lamentando del fatto che Amazon starebbe mettendo i paletti a questa pratica, chiudendo l’account non solo di chi ha fatto “troppe” richieste di reso, ma anche quello dei suoi familiari. Non mancano clienti italiani.

Ed ecco che è partita la Amazon-fobia, con tanti che si chiedono: quanti resi si possono fare prima che Amazon blocchi l’account? Il problema è che nessuno lo sa. Non ci sono standard definiti o linee guida chiare che consentano agli utenti di assicurarsi di non superare il limite, motivo per il quale Amazon è stata accusata di scarsa trasparenza in questo senso.

In ogni caso, se il cliente che ha fatto richiesta di reso ha ricevuto il cartellino giallo da Amazon o ritiene di essere stato punito ingiustamente con la chiusura dell’account, è invitato a contattare direttamente Amazon. Il colosso americano dell’e-commerce si dice disponibile a esaminare ogni singolo caso e risolvere il problema. Sarà? Vediamo comunque come funzionano i resi Amazon e come non incorrere in chiusura dell’account.

Resi Amazon come funzionano

Come funzionano resi Amazon? La legge prevede che su Amazon gli articoli difettosi, danneggiati o non soddisfacenti possano essere restituiti al mittente, senza penali e senza obbligo di specificare il motivo, in cambio di un rimborso totale entro 30 giorni dalla data di consegna. Entro 14 giorni dalla creazione dell’etichetta il pacco deve essere rispedito ad Amazon.

Alcuni clienti hanno raccontato che Amazon, una volta rilevato un abuso (o presunto tale), non blocca solo l’account del cliente sospetto di aver fatto un reso ingiustificato, ma addirittura anche dei suoi familiari i cui account sono associati a quell’indirizzo o carta di credito. Il ban scatterebbe anche nel caso in cui sono stati restituiti pochissimi articoli da quando si è iscritti.

Come fare reso su Amazon

Come fare un reso su Amazon? Partiamo col dire che restituire un prodotto ad Amazon è semplice e gratuito. In genere, occorre riferirsi al Centro resi online, tranne quelli deteriorabili o scaricati su dispositivi elettronici.

Amazon rende comunque chiare le sue politiche di reso in questa pagina.

Occorre però fare una distinzione tra reso di articolo difettoso venduto da Amazon e reso di articolo Marketplace.

Nel primo caso in cui è la stessa Amazon nelle vesti di distributore e rivenditore, il sito stesso adempie alle Garanzie legali: il cliente ha 6 mesi di tempo per segnalare il problema e non dovrà sostenere nessuna spesa di restituzione.

Nel secondo caso, invece, il prodotto è stato acquistato da un rivenditore terzo. Pertanto, occorre prima inviare un’email al rivenditore terzo, dargli 2 giorni di tempo per rispondere e poi attivare la segnalazione del problema ad Amazon entro 30 giorni. A questo punto bisognerà rispedire l’articolo rimpacchettato entro 14 giorni dalla creazione dell’etichetta.

Ovviamente, in entrambi i casi i prodotti devono essere rispediti integri, non usati, né danneggiati. Se gli articoli restituiti presentano danni o segni di usura derivanti da una manipolazione non necessaria per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento degli stessi, Amazon ha il diritto di trattenere dal rimborso un importo corrispondente alla loro diminuzione di valore.

Qualora siano trascorsi più di 30 giorni dalla ricezione del pacco o occorre avere assistenza sul reso, occorrerà contattare il Servizio Clienti Amazon o usare il modulo di recesso entro i tempi prestabiliti. Quest’ultimo è scaricabile qui.

Come restituire pacco ad Amazon

Come restituire pacco ad Amazon? Occorre seguire i seguenti passaggi:

  1. Collegarsi al sito di Amazon ed effettuare il login inserendo le proprie credenziali.
  2. Dal Centro resi online selezionare il tipo di restituzione che ci interessa tra “Restituisci un articolo” e “Restituisci un regalo”.
  3. Cliccare sul pulsante vicino all’ordine che contiene l’articolo da restituire.
  4. Scegliere la motivazione del reso (sarà fondamentale per i costi di restituzione) e la quantità.
  5. Dopo aver scelto come fare il reso, bisogna selezionare il metodo di restituzione più comodo.
  6. Stampare l’etichetta per il reso Amazon, seguire le istruzioni su come ricomporre il pacco e apporvi l’etichetta.

Come fare un cambio su Amazon

Come fare un cambio su Amazon? Può capire che il prodotto vogliamo cambiarlo anziché renderlo. Ciò capita soprattutto con l’abbigliamento, perché magari la taglia, il colore non sono quelli giusti o quelli graditi. Ecco come fare un cambio su Amazon:

  1. Andare su Centro resi online e cliccare “Restituisci un articolo”
  2. Selezionare l’ordine da restituire e cliccare “Crea l’etichetta”. L’etichetta di reso serve per rispedire l’articolo originale.
  3. Selezionare l’articolo che si desidera cambiare e selezionare dal menu a tendina il motivo del reso. Verrà creato un ordine di sostituzione utilizzando la stessa tipologia di spedizione dell’ordine originale.
  4. Apporre l’etichetta sul pacco e rispedire l’articolo entro 30 giorni altrimenti verrà addebitato il costo di entrambi gli articoli.

Nel caso in cui non è possibile cambiare l’articolo, allora occorrerà renderlo con le modalità viste prima e fare un acquisto ex novo.

Rimborso su Amazon come funziona

Come funziona rimborso su Amazon? Ricevuta la richiesta di rimborso, Amazon invia un’email riepilogativa e poi un’altra di conferma rimborso in cui si legge:

Abbiamo emesso il tuo rimborso per l’articolo elencato di seguito. La procedura di reso è stata completata. Si tratta di un rimborso anticipato. Se Amazon non riceverà l’acquisto addebiterà il corrispettivo importo sul metodo di pagamento utilizzato”.

Se il nuovo articolo costa meno di quello originale Amazon rimborsa la differenza. In caso di articoli della taglia sbagliata nella categoria Scarpe e Abbigliamento, Amazon copre eventuali differenze di prezzo in eccesso. Mentre per le altre categorie qualsiasi differenza in eccesso rispetto al prodotto originale sarà a carico del cliente.

Amazon costi di spedizione rimborso

Quali sono i costi di spedizione di Amazon per un rimborso? Il reso su Amazon è gratuito se avviene entro i trenta giorni di calendario dall’acquisto e se il prodotto non è conforme all’ordine. Quindi è difettato, proprio rotto o non corrispondente a quello da noi voluto.

Altrimenti, le spese di spedizione sono a carico del cliente e vengono detratte dal rimborso pari a 4,00 euro in caso di spedizione su territorio nazionale tramite Poste Italiane e 5,75 euro in caso di ritiro a domicilio con corriere.

Amazon tempi per il rimborso

Quali sono i tempi per il rimborso su Amazon? Una volta spedito, l’oggetto giungerà al magazzino Amazon e verrà avviata la procedura di rimborso. In genere, la tempistica è di 5-7 giorni lavorativi dal ricevimento del pacco nel centro resi di Amazon. I Buoni Sconto, invece, non sono rimborsabili.

Per controllare se Amazon ha effettuato il rimborso puoi recarti su I miei ordini nella pagina di riepilogo dell’ordine. Qualora il rimborso non venga visualizzato nell’account dopo 4 settimane dalla data di spedizione del reso, è meglio contattare l’assistenza Amazon via chat (raggiungibile dal portale stesso) o numero telefonico verde: 800 145 851.

Amazon e il problema dei finti resi

Perchè Amazon sta inasprendo la propria politica dei resi? In quanto ci sono account che restituiscono regolarmente i propri acquisti. O caso, ancor più grave, ci sono quelli che vengono pagati appositamente per pubblicare recensioni positive su un prodotto e poi lo restituiscono. Ancora, i truffatori acquistano i prodotti in vendita quando sono scontati, per poi restituirli quando tornano al loro prezzo pieno. Guadagnandoci così la differenza.

Lo scorso aprile, Amazon ha bloccato migliaia di account Prime dopo aver riscontrato reiterate violazioni della policy. In particolare, questi utenti avevano pubblicato recensioni finte senza mai aver acquistato i prodotti recensiti o erano stati retribuiti per farlo.

La politica dei resi è un fattore molto importante per chi vende online, in quanto il cliente acquista affidandosi solo a delle foto e a delle recensioni di precedenti acquirenti. Certo, secondo un calcolo effettuato dall’istituto di tedesco Forschungsinstituts, al rivenditore online ogni reso costerebbe 20 euro. Ma, come detto, Amazon sta prendendo una strada particolarmente drastica ora. “Dobbiamo sottolineare (…) che a causa del superamento del numero consueto di resi nel tuo account cliente, non possiamo accettare ulteriori ordini in futuro e chiudere il tuo account Amazon con effetto immediato.”

Questa severizzazione da parte del colosso dell’e-commerce sta indignando sia venditori che clienti. I quali, ovviamente, se la prendono col fatto che per colpa di alcuni furbetti, ci debbano andare di mezzo anche gli onesti. Ciò che accade un po’ in tutti i campi.

Resi Amazon limite

Qual è il limite dei resi Amazon per non incappare in un ban? In tanti vorrebbero saperlo. Ma non c’è una risposta ufficiale. Certo, non tutti sono furbetti o truffatori. Ci sono tanti utenti che acquistano molto su Amazon e quindi sono maggiormente esposti a casi di reso. Può facilmente succedere a tutti che un prodotto non sia come quello raffigurato in foto, la taglia non vada bene, il colore non corrisponda a quello gradito, sia difettoso, rotto e quant’altro.

Quindi resta alla discrezione di Amazon capire quando un reso è falso e fittizio. Forse in base ad una percentuale sul totale acquisti o quando percepisce una attività “insolita”. Amazon così invia un’email di avvertimento dal tono amichevole. Raccomanda di rispettare le condizioni di rimborso e reso di Amazon, o l’account di acquisto e/o vendita sarà chiuso.

Quindi, nel dubbio, il suggerimento che ci permettiamo di dare è quello di andarci cauti coi resi. Scegliere molto bene il prodotto prima di acquistarlo, magari visionare qualche video su Youtube, leggere le recensioni da 1 e 2 stelle per capire le possibili criticità, cercare sul web qualche informazione sul prodotto e l’azienda produttrice.

Ban su Amazon cosa succede

Cosa succede quando si viene bloccati da Amazon? Non si può aprire un nuovo account o utilizzare un altro per fare acquisti sul sito. Tutti gli ordini aperti vengono annullati mentre il saldo residuo nella carta regalo può anche non essere rimborsato da Amazon.

Cosa fare se si riceve avviso Amazon

Cosa fare se si riceve avviso Amazon? Se si riceve l’ammonimento bonario via mail da Amazon, occorre controllare immediatamente il tuo account Amazon per verificare quali sono le attività insolite sull’account. Nel caso in cui ci si accorge di aver restituito troppi prodotti o si è stati bloccati, è consigliabile contattare subito Amazon e spiegare le proprie ragioni.

In tal senso, è sempre meglio fare foto ai prodotti restituiti, che dimostrino il perché della nostra azione.

Del resto, come spiega la stessa Amazon:

Se un utente ritiene che abbiamo commesso un errore lo invitiamo a contattarci direttamente per esaminare il suo account e prendere provvedimenti”.

Come contattare Amazon in caso di ban

Come contattare Amazon in caso di ban? Le opzioni sono diverse:

  • chiama il numero verde gratuito 800 145 851, attivo 7 giorni su 7 e 24 ore su 24
  • usa i canali social, come Twitter, dove basta citare @AmazonHelp per ricevere assistenza
  • vai sul sito alla sezione Aiuto che si trova in fondo alla pagina, seleziona il problema e scegli la modalità in cui vuoi essere ricontattato da un operatore, se tramite chat o chiamata

Amazon prodotti più restituiti

Quali sono i prodotti più restituiti su Amazon? A dircelo è il sito tedesco Handlesbatt Premium. Che fa una premessa: più il prodotto è vicino al corpo, più aumenta il tasso di reso:

  1. Mobili e tessuti per la casa, restituiti il 12,2% delle volte
  2. Regali, gli oggetti contrassegnati come regalo vengono restituiti il 12,8% delle volte. E qui una giustificazione c’è, visto che non li abbiamo certo scelti noi. Al massimo, abbiamo espresso un desiderio
  3. Circa il 13,2 percento degli ordini di musica / DVD / giochi non sono trattenuti dal cliente e saranno rispediti al commerciante
  4. I libri non vengono restituiti così spesso. Il tasso è del 13,4 percento
  5. Anche i bambini possono essere schizzinosi. Il 14,8% dei giocattoli ordinati viene restituito
  6. Nel campo dell’EDP, il tasso di reso è del 15,1 percento
  7. Un buon 15,4% dei prodotti ordinati nella categoria Elettronica di consumo / Foto vengono restituiti
  8. L’elettronica domestica viene restituita nel 15,6% di tutti i casi
  9. Tutto ciò che non rientra in nessun’altra categoria ha un tasso di reso del 16 percento
  10. 8. Molto spesso, i clienti inviano vestiti e scarpe nel commercio interattivo. La quota è del 28,5 percento. Anche qui il motivo è presto detto: sono prodotti che vanno provati e occorre trovare la misura giusta

Amazon chi è

Amazon.com Inc., che opera come Amazon è un’azienda americana di commercio elettronico e di cloud computing con sede a Seattle, Washington fondata da Jeff Bezos il 5 luglio 1994. Il gigante tecnologico è il più grande rivenditore e-commerce al mondo in termini di entrate e capitalizzazione di mercato, e il secondo più grande dopo Alibaba Group in termini di vendite totali.

Il sito web amazon.com è iniziato come libreria online e successivamente è stato diversificato per vendere download / streaming di video, download / streaming di MP3, download / streaming di audiolibri, software, videogiochi, elettronica, abbigliamento, mobili, cibo, giocattoli e gioielli. L’azienda produce anche elettronica di consumo – e-reader Kindle, tablet Fire, Fire TV ed Echo – ed è il più grande fornitore al mondo di servizi di infrastruttura cloud (IaaS e PaaS).

Amazon vende anche alcuni prodotti di fascia bassa con il suo marchio interno AmazonBasics. Amazon ha siti Web separati per Stati Uniti, Regno Unito e Irlanda, Francia, Canada, Germania, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Australia, Brasile, Giappone, Cina, India e Messico. Nel 2016 sono state lanciate anche versioni in lingua olandese, polacca e turca del sito web tedesco. Amazon offre anche la spedizione internazionale di alcuni dei suoi prodotti in alcuni altri paesi.

Nel 2015, Amazon ha superato Walmart come il più importante rivenditore negli Stati Uniti per capitalizzazione di mercato. Amazon è la quarta società pubblica più redditizia al mondo (dietro solo Apple, Alphabet e Microsoft), la più grande compagnia Internet per fatturato nel mondo, e dopo Walmart, il secondo più grande datore di lavoro negli Stati Uniti.

Nel 2017, Amazon ha acquisito Whole Foods Market per $ 13,4 miliardi, aumentando enormemente la presenza di Amazon come rivenditore al dettaglio. L’acquisizione è stata interpretata da alcuni come un tentativo diretto di sfidare i negozi tradizionali di Walmart.

La società è stata fondata come risultato di ciò che Jeff Bezos ha definito il suo “piano di minimizzazione del rammarico”, che descriveva i suoi sforzi per respingere ogni rimpianto per non aver partecipato prima al boom del business di Internet in quel periodo. Nel 1994, Bezos lasciò il suo impiego come vicepresidente di D. E. Shaw&Co., una ditta di Wall Street, e si trasferì a Seattle, Washington.

Ha iniziato a lavorare su un business plan per quello che sarebbe poi diventato Amazon.com. Il 5 luglio 1994, Bezos ha inizialmente incorporato la società nello stato di Washington con il nome di Cadabra, Inc. Bezos ha cambiato il nome in Amazon.com, Inc. pochi mesi dopo, dopo che un avvocato aveva manomesso il suo nome originale di “cadavere”. Nel settembre 1994, Bezos acquistò l’URL Relentless.com e considerò brevemente di nominare il suo negozio online Relentless, ma gli amici gli dissero che il nome suonava un po ‘sinistro. Il dominio è ancora di proprietà di Bezos e continua a reindirizzare verso il rivenditore.

La società è entrata online come Amazon.com nel 1995. Bezos ha selezionato il nome Amazon guardando sul dizionario; ha optato per “Amazon” perché era un posto “esotico e diverso”, proprio come aveva immaginato la sua impresa Internet. Il Rio delle Amazzoni, notò, era il fiume più grande del mondo e progettò di rendere il suo negozio la più grande libreria del mondo. Bezos ha premiato con la testa per costruire un marchio e ha detto a un giornalista: “Non c’è nulla nel nostro modello che non può essere copiato nel tempo, ma sai, McDonald’s è stato copiato e ha comunque costruito un enorme impero multimilionario. La maggior parte si riduce al nome del marchio: i nomi dei marchi sono più importanti online che nel mondo fisico.”

Inoltre, un nome che inizia con “A”era preferenziale a causa della probabilità che si verificasse nella parte superiore di qualsiasi elenco che è stato alfabetizzato. Dopo aver letto un rapporto sul futuro di Internet che prevedeva una crescita annuale del commercio Web al 2.300%, Bezos ha creato un elenco di 20 prodotti che potrebbero essere commercializzati online. Ha ristretto la lista a ciò che riteneva fossero i cinque prodotti più promettenti, inclusi: compact disc, hardware, software, video e libri. Alla fine Bezos decise che la sua nuova attività avrebbe venduto libri online, a causa della grande richiesta mondiale di letteratura, dei bassi prezzi dei libri, e dell’enorme numero di titoli disponibili in stampa.

Amazon è stata fondata nel garage della casa di Bezos a Bellevue, Washington. Nel luglio 1995, la società iniziò il servizio come libreria online. Il primo libro venduto su Amazon.com è stato Fluid Concepts e Analogie creative di Douglas Hofstadter: Modelli di computer dei meccanismi fondamentali del pensiero. Nei primi due mesi di attività, Amazon ha venduto in tutti i 50 stati americani e oltre 45 paesi del Mondo. Entro due mesi, le vendite di Amazon sono arrivate a $ 20.000 a settimana. Mentre le più grandi librerie di mattoni e malta potevano offrire 150.000 titoli, una libreria online poteva offrire molte volte di più, poiché online poteva avere una selezione universale di ogni libro stampato. Nell’ottobre 1995, la società si annunciò al pubblico. Nel 1996, è stato reincorporato in Delaware. Amazon ha emesso la sua offerta pubblica iniziale di azioni il 15 maggio 1997, scambiandosi con il simbolo del mercato NASDAQ AMZN, al prezzo di US $ 18,00 per azione ($ 1,50 dopo tre scissioni di titoli alla fine degli anni ’90).

Barnes&Noble citò in giudizio Amazon il 12 maggio 1997, sostenendo che la pretesa di Amazon di essere “la più grande libreria del mondo” era falsa perché “… non è affatto una libreria. È un broker di libri”. La causa fu successivamente risolta in via extragiudiziale e Amazon continuò a fare lo stesso reclamo.

Walmart citò in giudizio Amazon il 16 ottobre 1998, sostenendo che Amazon aveva rubato i segreti commerciali di Walmart assumendo ex dirigenti di Walmart. Anche se questa causa è stata risolta in via extragiudiziale, ha causato l’applicazione da parte di Amazon di restrizioni interne e la riassegnazione degli ex dirigenti di Walmart.

Nel 1999, Amazon ha tentato di entrare nel settore editoriale acquistando un’impronta defunta, “Weathervane”, e pubblicare alcuni libri “selezionati senza alcun apparente pensiero”, secondo The New Yorker. L’impronta è rapidamente svanita di nuovo, e dal 2014 i rappresentanti di Amazon hanno dichiarato di non averne mai sentito parlare. Dal 19 giugno 2000, il logo di Amazon ha caratterizzato una freccia curva che va dalla A alla Z, che rappresenta che l’azienda trasporta ogni prodotto dalla A alla Z, con la freccia a forma di sorriso.

Il business plan iniziale di Amazon era insolito; non si aspettava di ottenere un profitto da quattro a cinque anni. Questa crescita “lenta” ha costretto gli azionisti a lamentarsi del fatto che la società non stava raggiungendo la redditività abbastanza velocemente da giustificare il proprio investimento o addirittura sopravvivere a lungo termine.

La bolla delle dot com scoppiò all’inizio del 21 ° secolo e distrusse molte e-company nel processo, ma Amazon sopravvisse e avanzò oltre il crash tecnologico per diventare un grande protagonista nelle vendite online. La società ha finalmente realizzato il suo primo profitto nel quarto trimestre del 2001: $ 5 milioni (cioè 1 ¢ per azione), con un fatturato superiore a $ 1 miliardo.

Questo margine di profitto, sebbene estremamente modesto, dimostrò agli scettici che il modello di business non convenzionale di Bezos avrebbe potuto avere successo. Nel 1999, la rivista Time nominò Bezos Person of the Year quando riconobbe il successo della società nella divulgazione degli acquisti online.

Nel 2011, Amazon aveva 30.000 impiegati a tempo pieno negli Stati Uniti, e entro la fine del 2016 aveva 180.000 dipendenti. L’azienda impiega 306.800 persone in tutto il mondo con contratti a tempo pieno e part-time. L’11 ottobre 2016, Amazon ha annunciato piani per la costruzione di negozi di alimentari e lo sviluppo di punti vendita pick-up per il cibo. A dicembre 2016, il negozio Amazon Go è stato aperto ai dipendenti Amazon a Seattle. Il negozio utilizza una varietà di telecamere e sensori con l’aiuto della visione artificiale per rilevare gli oggetti che un acquirente afferra dagli scaffali, caricando automaticamente l’account Amazon di un acquirente mentre escono dal negozio, eliminando così la necessità di linee di pagamento. Il negozio è stato progettato per l’apertura al pubblico all’inizio del 2017, ma è stato ritardato.

Il 22 gennaio 2018, Amazon ha aperto il suo negozio Amazon Go a Seattle al pubblico in generale. I clienti scansionano la loro app Amazon Go non appena entrano, e devono poter installare un’app Amazon Go sul proprio smartphone e un account Amazon collegato per poter entrare.

Nel giugno 2017, Amazon ha annunciato che avrebbe acquisito Whole Foods, una catena di supermercati di fascia alta con oltre 400 negozi, per $ 13,4 miliardi. L’acquisizione è stata vista dagli esperti dei media come una mossa per rafforzare le sue partecipazioni fisiche e sfidare la supremazia di Walmart come un rivenditore di mattoni e malta. Questo sentimento era accentuato dal fatto che l’annuncio coincideva con l’acquisto da parte di Walmart della società di abbigliamento per uomo Bonobos. Il 23 agosto 2017, gli azionisti di Whole Foods e la Federal Trade Commission hanno approvato l’accordo.

Nel settembre 2017, Amazon ha annunciato l’intenzione di individuare una seconda sede in un’area metropolitana con almeno un milione di persone. Le città dovevano presentare le loro presentazioni entro il 19 ottobre 2017 per il progetto denominato HQ2. Il secondo quartier generale da $ 5 miliardi, che inizia con 500.000 piedi quadrati e si espanderà fino a 8 milioni di piedi quadrati, può avere fino a 50.000 dipendenti.

Nel 2020, Amazon costruirà un nuovo edificio nel centro di Seattle con spazio per Mary’s Place, un ente di beneficenza locale. Nel maggio 2018, Amazon ha annunciato di aver sospeso la pianificazione delle costruzioni sulla nuova torre di downtown Seattle sulla proposta di tassare i grandi datori di lavoro.

Chi è Jeff Bezos, l’uomo che vuole ridurre i resi Amazon

Jeffrey Preston Bezos è un imprenditore tecnologico americano, investitore e filantropo, meglio conosciuto come fondatore, presidente e amministratore delegato di Amazon, il più grande rivenditore online.

Bezos è nato ad Albuquerque, New Mexico e cresciuto a Houston, in Texas. Si è laureato alla Princeton University nel 1986 con una laurea in ingegneria elettronica e informatica. Ha lavorato a Wall Street in una serie di campi correlati dal 1986 all’inizio del 1994. Ha fondato Amazon alla fine del 1994 durante un viaggio attraverso la campagna da New York a Seattle. La società è nata come libreria online e si è estesa a una varietà di prodotti e servizi, tra cui streaming video e audio. Attualmente è la più grande compagnia di vendita online di Internet al mondo, nonché il più grande fornitore al mondo di servizi di infrastruttura cloud attraverso il suo braccio Amazon Web Services.

Bezos ha aggiunto ai suoi interessi la società aerospaziale Blue Origin nel 2000. Blue Origin ha iniziato i voli di prova nello spazio nel 2015 e ha in programma di iniziare il volo spaziale suborbitale commerciale alla fine del 2018. Ha acquistato The Washington Post nel 2013 per US $ 250 milioni in contanti. Bezos gestisce altri investimenti commerciali attraverso il suo fondo di capitale di rischio, Bezos Expeditions. Il 27 luglio 2017, è diventato la persona più ricca del mondo quando il suo patrimonio netto stimato è aumentato a poco più di $ 90 miliardi.

La sua ricchezza ha superato $ 100 miliardi per la prima volta il 24 novembre dopo che il prezzo delle azioni di Amazon è aumentato di oltre il 2,5%. Il 6 marzo 2018, Forbes ha designato ufficialmente Bezos la persona più ricca del mondo con un patrimonio netto di $ 112 miliardi, diventando così il primo centesimo-miliardario in testa all’indice di ricchezza.

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