Banda larga: Renzi lancia il Piano Enel

Banda larga: Enel ha presentato il proprio piano nazionale, alla presenza del premier Renzi. Approfitterà del piano di lavori in essere sulla rete elettrica, e si avvarrà della partnership commerciale con Wind e Vodafone.

Nella odierna conferenza stampa il premier Renzi ha presentato il tanto atteso piano per portare la banda larga, cioè l’internet ultraveloce, in tutta Italia. La realizzazione del progetto farà capo a Enel, che ha stabilito una partnership commerciale con Wind e Vodafone.

Enel investirà nel piano per la banda larga 2,5 miliardi di euro, affidati a Enel Open Fiber, struttura di progetto nata a dicembre e guidata da Tommaso Pompei.

Tutti i dettagli del Piano Enel

Enel logo.
Enel costruirà una rete per la banda larga

L’obiettivo è quello di raggiungere 7,5 milioni di utenze in 224 città italiane, per coprire una popolazione di 32 milioni. L’amministratore delegato della società elettrica ha dichiarato che le prime città interessate saranno Bari, Perugia, Cagliari, Venezia e Catania, seguite da Genova, Firenze, Napoli e Palermo.

Quello che è importante è che Enel ha contestualmente annuncia la firma di un pre-contratto con Wind e Vodafone ai fini di una collaborazione per la promozione commerciale sulla futura rete, dimostrando che l’espressione “fare sistema” può tradursi in realtà.

In generale sta finalmente prendendo forma uno degli obiettivi strategici che il governo si era prefissato sin dal suo insediamento : portare il collegamento internet a 30 Mbit/s nel 100% del territorio nazionale. Non a caso la presentazione del progetto Enel avviene nel contesto delle polemiche su Bagnoli, o sullo scandalo petrolifero in Basilicata, perché Renzi ha dichiarato che “l’unico rischio per l’Italia è non fare le grandi opere” oggetto di una legge ad hoc.

L’Italia è in forte ritardo nel settore della banda larga, come in altri ambiti, e deve recuperare questo gap col resto d’Europa.

Per quanto riguarda il piano per la Banda larga, la parte che realizzerà Enel Open Fiber concerne le cosiddetta aree A e B. Sono così chiamate le aree molto popolose ad alta remunerazione commerciale, quindi interessanti per gli operatori privati. L’accordo Enel-Wind-Vodafone è finalmente decollato anche per questo motivo: l’ex monopolista elettrico realizzerà l’infrastruttura e in seguito la affitterà a Wind e Vodafone, o ad altri operatori.

Enel ha già in atto un programma per sostituire 32 milioni di contatori elettrici nelle case, e avrà tutta la convenienza quindi per realizzare i lavori per portare la fibra ottica nelle case. Infatti si tratta di sostituire la vecchia rete in cavi di rame con la più veloce e portante che utilizza la nuova tecnologia.

Come ha sottolineato l’ad di Enel Francesco Starace, la rete elettrica di cui la sua azienda dispone vanta una capillarità ben maggiore di quella telefonica, e questo consente di realizzare una economia di scala tale da permettere di recuperare velocemente il terreno perduto senza grossi timori finanziari.

Starace, AD di Enel. Credits EnelSharing, Flickr
Francesco Starace, AD di Enel

Il maggior concorrente in quelle aree è Telecom, che sta sviluppando il suo piano per raggiungere l’84% della popolazione entro il 2018. Si tratterebbe di FTTS (Fiber To The Street) cioè fino all’armadio stradale – e non di banda larga vera e propria, cioè di FTTH (Fiber To The Home) se non in un 20% della rete.

Partnership Enel-Wind-Vodafone, è un pericolo per i consumatori?

L’annuncio della partnership Enel-Wind-Vodafone ha quindi messo in allarme sia l’ex monopolista telefonico che i sindacati, che calcolano una perdita di posti di lavoro fino a 20 mila unità a fronte del calo dei ricavi dovuti alla concorrenza. Peraltro non è esclusa una ulteriore partnership tutta da definire tra i due ex monopolisti: se ne parla da diverso tempo ed anzi era auspicata dal Governo. Per il momento, è guerra: è dell’altro giorno la notizia che Stefano Paggi, da capo della rete di Telecom, è passato sotto le insegne di Enel.

Nell’ambito delle aree A e B fervono i programmi degli altri operatori: soprattutto Fastweb, che vuole implementare la portanza della propria rete che arriva fino agli armadi stradali ; ma anche Vodafone e Metroweb (da sempre in predicato di realizzare ulteriori sinergie).

Renzi
Piano banda larga del governo

Il Governo invece ha stanziato 3,5 miliardi per intervenire sulle aree C e D, chiamate “a fallimento di mercato” in quanto scarsamente popolate e poco appetibili commercialmente. Lo stanziamento in questione vale su un fondo di 4,9, dei quali 2,2 già operativi. Finanzieranno soprattutto degli incentivi per i privati affinché portino la Banda larga anche nei paesini di montagne e nelle aree periferiche. Il Bando per questo tipo di interventi verrà pubblicato il 29 aprile.