Regno Unito: accelerata dell’economia nel 2015, resta l’ombra Brexit

L’economia inglese è volata negli ultimi mesi del 2015. In particolare, nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno, l’economia del Regno Unito ha subito un’accelerazione davvero sorprendente, raggiungendo e anzi superando le previsioni.
Gli ultimi quattro mesi del 2015 hanno registrato un incremento ed un’espansione economica che fa ben sperare il gigante inglese anche per il 2016.

Stando ai dati diffusi dall’ONS, l’ufficio Statistico del Regno Unito, il PIL inglese degli ultimi quattro mesi del 2015 ha subito un rialzo del 2,1% rispetto ad una previsione degli esperti dell’1,9%.

La crescita economica in Inghilterra
La crescita economica in Inghilterra

La variazione su semestre è al rialzo: dal +0,5% prevista al +0,6%, staccandosi così dal +0,4% del terzo trimestre del 2015. Un dato che si stacca decisamente rispetto al +0,6% previsto dagli esperti che ci si aspettava.

L’espansione economica del Regno Unito

Siamo di fronte ad un periodo di forte espansione economica per il Regno Unito, ma le previsioni 2016, in attesa del referendum sulla Brexit, potrebbero subire delle variazioni considerevoli.
Intanto però i rischi più grandi per l’economia della Gran Bretagna, nelle previsioni 2016, sono proprio quelli del Brexit. La Banca d’Inghilterra ha esposto i suoi timori circa la possibilità dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, e alle conseguenze economiche che ciò comporterebbe.

Mark Carney, governatore, ha parlato in Parlamento riguardo a questo argomento, illustrando i possibili danni economici che la fuoriuscita dall’Unione potrebbe riservare alla Gran Bretagna.
“Conseguenze a breve termine per l’attività economica”, ed altre reazioni negative, come la maggior pressione sul ribasso dei prezzi. Il calo del livello dell’attività economica, possibile (anzi probabile) conseguenza della Brexit, andrebbe ad infrangersi poi sugli investimenti e sulle spese delle famiglie.

Non solo: a preoccupare il governatore, e la Banca d’Inghilterra, c’è anche la possibilità che numerose istituzioni finanziarie e banche possano abbandonare il campo dopo l’uscita del Regno Unito dall’UE. E le conseguenze negative dell’uscita si rivolgerebbero anche al PIL: il prodotto interno lordo ne risentirebbe con una decurtazione dell’1,3% nel giro di due anni. Insomma, sono diverse le varianti che bisogna prendere in considerazione in caso di uscita da parte del Regno Unito dell’Unione Europea: non solo socio-politiche, ma anche economico-finanziarie.
Conseguenze che potrebbero far tremare l’economia del Regno Unito, ad oggi una delle più solide sul panorama internazionale.

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