Regime forfettario e legge di stabilità 2016

Il regime forfettario è studiato per chi ha intenzione di avviare una attività economica con partita Iva dopo la data del 1° Gennaio 2016. Sono state infatti previste nuove regole per i lavoratori che hanno intenzione di aprire una attività che possa rientrare all’interno di un regime agevolato.

In base a quanto disposto dalla Legge di Stabilità 2016 il regime dei minimi confluisce nel regime forfettario (e questo sarà l’unico regime agevolato) ed il precedente regime dei minimi potrà essere conservato sino alla naturale scadenza.

I nuovi regimi agevolati regime forfettario
Il nuovo regime dei minimi03

Le novità previste dal regime forfettario

Di conseguenza per chi avvia una nuova attività nell’anno 2016 le alternative sono due:

  • Regime ordinario con tassazione che viene applicata su redditi, Irap, Iva, ecc;
  • Regime agevolato: con il quale viene applicata una imposta sostitutiva sul reddito dichiarato.

In particolare le nuove norme previste per il 2016 prevedono che si possa accedere al regime forfettario qualora si rispettino le seguenti condizioni:

  • Non dichiarare dei ricavi o dei compensi che sono superiori ai massimali già indicati all’interno della Legge di Stabilità del 2016;
  • Non sostenere delle spese per i collaboratori che sono superiori a 5 mila euro lordi;
  • Il costo dei beni strumentali dovrà essere inferiore all’importo di 20 mila euro lordi.

Non potranno invece rientrare all’interno del regime forfettario 2016 i contribuenti che sono nelle seguenti condizioni:

  • Contribuenti che si trovano in regimi speciali Iva o in regimi forfettari;
  • I contribuenti che non sono residenti all’interno del territorio italiano a meno che il 75 % del reddito non sia imputabile ad attività svolta in Italia;
  • I contribuenti che effettuano come attività abituale la cessione di terreni, fabbricati e mezzi di trasporto nuovi.

Il regime forfettario delle partite iva è caratterizzato da una tassazione sostitutiva che occorre applicare al prodotto tra fatturato complessivo e coefficiente di redditività (tale coefficiente varia in base al tipo di codice attività che è stato scelto in base alla classificazione Ateco).

Coefficiente di redditività e limite dei ricavi

In particolare l’elenco dei limiti di reddito, dei ricavi ed il coefficiente di redditività prevede i seguenti valori:

  • Società operanti nel campo alimentare e delle bibite: 10-11 coefficiente di redditività 40 % e limite dei ricavi con 45 mila euro;
  • Commercio all’ingrosso ed al dettaglio: In questo caso il limite dei ricavi è pari a 50 mila euro me il valore del coefficiente da applicare è pari al 40 %;
  • Commercio itinerante di prodotti alimentari e bevande: i ricavi non dovranno essere superiori a 40 mila euro mentre il coefficiente di redditività è 40 %;
  • Commercio ambulante di altri prodotti: Con limite di fatturato pari a 30 mila euro e coefficiente di redditività pari al 54 %;
  • Costruzione e società operanti in immobili: I ricavi generati non dovranno essere superiori a 25 mila euro mentre il coefficiente di redditività è 62 %;
  • Le attività di ricezione e somministrazione cibo: Ricavi e compensi non devono eccedere i  50 mila euro e redditività sarà pari a 40 %;
  • Attività professionali, nel campo tecnico e scientifico, sanitarie, servizi finanziari o assicurativi: In tale caso i ricavi massimi sono pari a 30 mila euro e coefficiente di redditività 78 %;
  • Altre attività economiche: Il limite dei ricavi è 30 mila euro mentre il coefficiente di redditività è al 67 %.

In base a quanto previsto dalla Legge di stabilità la tassazione prevista per i contribuenti che hanno optato per il regime forfettario è pari al 5 % per i primi 5 anni, mentre è al 15 % per gli anni successivi (pertanto dal 6° anno in poi). Ricordiamo che tale aliquota è quella che sarà applicata sul reddito dichiarato in luogo di tutte le imposizioni previste (ossia Irpef, Irap, Iva, ecc.).

In ogni caso la Legge di Stabilità 2016 ha previsto per il contribuente che ha aperto una partita Iva entro il 31 Dicembre 2015 la possibilità di fruire del regime dei minimi precedente, il quale prevede tra le principali condizioni:

  • Tassazione al 5 %;
  • Tetto di ricavi massimo pari a 30 mila euro;
  • Durata massimo pari a 5 anni o più di 5 anni qualora lo stesso non abbia compiuto ancora 35 anni.

Regime forfettario e regime previdenziale

In tema previdenziale i contribuenti che sono all’interno del regime forfettario verseranno contributi Inps che sono calcolati in base al reddito che viene calcolato ai fini fiscali. In ogni caso i contribuenti che sono ditte individuali godono di una riduzione del 35 % dei contributi dovuti sul reddito minimale (naturalmente versando meno contributi anche il montante contributivo ai fini della pensione sarà minore).  Per i contribuenti che non sono iscritti ad albi professionali e per i soggetti iscritti alla gestione separata INPS occorrerà pertanto versare contributi con aliquota contributiva pari a 27,72 % (Dal 2016 viene inoltre incrementata l’aliquota contributiva per tutti i titolari di pensione che versano contributi, infatti si passa dal 23,50 % al 24 %).

Le novità previste dalla legge di stabilità 2017

Queste le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 per le partite Iva. Per quanto riguarda il 2017 la Legge di Stabilità prevede alcune novità per ditte e piccole imprese (novità non ancora confermate):

  • Provvedimento normativo per abolizione dell’Irap 2017 per le ditte, i professionisti e gli studi che non hanno dipendenti con esclusivamente ruoli esecutivi;
  • Prevista abolizione degli studi di settore per i gli operatori economici che intendono avvalersi della fatturazione elettronica in quanto lo strumento è ritenuto obsoleto e da sostituire;
  • Previsione di introdurre aliquota unica sull’ires delle società di capitali, di persone di piccole partite iva. La cosiddetta tassa piatta sarà probabilmente portata a 27,5 % ed in ogni caso potrebbe variare in relazione a differenti livelli reddituali. La tassazione del 27,5 % è comunque la tassazione degli utili prevista per gli utili al di fuori dell’azienda, mentre per gli utili distribuiti sarebbero applicate le aliquote a scaglioni previste dalla tassazione Irpef;
  • Eliminazione delle partite iva non utilizzate da almeno 3 anni. Nel caso di chiusura della partita iva d’ufficio al titolare verrà notificato una nota con la quale si comunica l’avvenuta cessazione, senza alcun sovrapprezzo applicato. Il titolare avrà la possibilità di fare ricorso entro 30 giorni attraverso apposita comunicazione;
  • Incentivi ai giovani imprenditori; in particolare sono previsti dei finanziamenti ai soggetti sotto i 35 anni che hanno intenzione di aprire una attività imprenditoriale. L’agevolazione, erogata attraverso la società Invitalia, verrà estesa anche alle donne e prevede un finanziamento a tasso agevolato;
  • Il regime di cassa potrebbe essere previsto per artigiani e commercianti che hanno scelto la contabilità semplificata. Attraverso il regime di cassa il reddito verrebbe calcolato con riferimento all’incasso effettivo;
  • Aliquote Inps ridotte per i lavoratori autonomi che non sono iscritti ad alcuna cassa professionale. In sostanza le aliquote previste all’istituto di previdenza potrebbero essere ridotte al 25 % dall’attuale 27 % con un incremento di 0,5 punti percentuali per prestazioni assistenziali (riducendo anche tale aliquota che attualmente prevede aliquota dello 0,72 % per alcuni servizi di assistenza);
  • Fattura elettronica: Previste alcun esemplificazioni in materia di fattura elettronica per chi sceglie di aderire in toto al regime della fattura elettronica: in particolare eliminato spesometro, esonero dall’invio del modello Intrastat, dalla comunicazione black list e di quella di rapporti con San Marino, esonero dal visto di conformità e dall’obbligo di avere registro dei contratti di leasing.

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