Redditometro, l’Agenzia delle Entrate invia 20 mila lettere

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È di 20 mila lettere l’entità dello scambio di corrispondenza che l’Agenzia delle Entrate sta avviando in seguito ai primi controlli effettuati mediante il redditometro. A divenire destinatari di tali missive saranno tutti coloro che, sulla base dei redditi del 2009 e delle novità accertatevi, hanno dichiarato un reddito che le Entrate non riconoscono come congruo rispetto alle spese effettuate. A tal fine, la lettera conterrà altresì un allegato con l’elenco delle voci che hanno fatto scattare la verifica, e la possibilità di poter indicare, riga per riga, l’origine dei soldi non apparentemente risultati tra i redditi sottoposti a tassazione, e che invece hanno permesso l’effettuazione delle spese.

Stabilito quanto sopra, cerchiamo di riassumere tutto ciò che c’è da sapere sull’accertamento, e come rispondere correttamente alle lettere delle Entrate.

Accertamento. L’accertamento scatta quando vi è uno scostamento del 20% (o più) tra i redditi dichiarati le spese effettuate. Le spese devono essere certe (cioè di beni intestati al contribuente, come immobili, auto, barche, ecc.) e potrà trattarsi anche di più beni, che cumulativamente fanno superare la soglia.

Comunicazione. Il nuovo sistema di accertamento lascia ampi margini di manovra al contribuente, che potrà fornire le pezze d’appoggio e/o i chiarimenti sulle spese “contestate”. Si potrà ad esempio comunicare chi sono i familiari che hanno contribuito alle spese (es. figli che lavorano), o ancora allegando copie di scritti privati che attestino l’avvenuto prestito tra parenti, e così via.

Redditi esenti. Si tenga conto che, in tale ambito, è comunque possibile far presente di aver avuto altri redditi finanziari che non sono stati dichiarati poiché ritenuti esenti per legge. Ad esempio, si può trattare di somme liquide o di titoli ereditati per testamento, di vincite alle lotterie, di incasso di altri titoli a scadenza e altro ancora.

Contraddittorio. Una volta ricevuta la lettera si dovrà comunque andare all’incontro con i funzionari dell’Agenzia delle Entrate (l’appuntamento è comunque rinviabile sulla base delle proprie esigenze). Durante tale incontro si svolgerà il contraddittorio sulle spese certe e contestate, e sulla disponibilità dei beni accertati. Se vengono forniti chiarimenti giudicati esaustivi, l’accertamento termina qui. Altrimenti, si procede alla fase successiva.

Approfondimenti. Se non si va al colloquio o i riscontri forniti sono giudicati come in soddisfacenti, l’Agenzia procederà ad approfondire i controlli mediante indagini finanziarie. Esaurita anche tale fase, l’Agenzia inviterà nuovamente il contribuente al confronto. Sarà comunque possibile chiudere il procedimento pagando quanto dovuto, con sanzioni ridotte.