Come funziona il reddito di cittadinanza?

reddito di cittadinanza

In questi ultimi anni si è sentito parlare sempre più spesso di reddito di cittadinanza. Questo “nuovo” concetto che poi tanto nuovo non è, è stato reintrodotto dal Movimento Cinque Stelle in questi ultimi anni ed è diventato una sorta di cavallo di battaglia. Darne un giudizio, positivo o negativo che sia, è difficile senza conoscerne a pieno la sua storia, le sue origini e i pensatori che per primi lo hanno teorizzato, per cui vediamo insieme quali sono le radici del reddito di cittadinanza.

Storia del reddito di cittadinanza

La prima manifestazione di quello che esiste di più simile al reddito di cittadinanza, la troviamo con Thomas Paine negli ultimi anni del 1700, dove lo stesso autore proponeva al fine di risolvere il problema della povertà dilagante in Francia la creazione di una tassa di accesso alla proprietà fondiaria con la quale costituire un fondo poi equamente ripartito tra tutti i cittadini nel seguente modo: una somma abbastanza consistente al compimento della maggiore età seguita da un pagamento annuo dai 50 anni in su.

reddito di cittadinanza
Un contributo più vicino e più simile al concetto odierno e nostrano è invece quello introdotto dal contributo di James Meade, economista britannico che ipotizzò la creazione di una sorta di “dividendo sociale”, una sorta di beneficio reddituale proveniente da entrate che non siano strettamente personali, bensì provenienti dallo Stato o da altri Enti Pubblici.
Sempre in Francia poi nel tardo ‘900 si è parlato di una sospensione di benefici di Welfare con una corrispettiva sostituzione con un reddito di cittadinanza che permetta ad ogni singolo cittadino di provvedere al sostentamento e all’appagamento di ogni singolo bisogno primario personale, senza dover attingere al suo salario per ciò.
Famoso invece è il concetto di reddito di cittadinanza utilizzato da John Raws e che viene rivenduto dai vari quotidiani nostrani: dovuto anche ai surfisti della baia di Malibù di cui la società giusta non dovrebbe farsi carico di essi.

Ma qual è la società giusta?

Il concetto di reddito di cittadinanza: definizione

Secondo Philippe Van Parijs e Yannick Vanderborght la definizione ufficiale è la seguente:

un reddito versato da una comunità politica a tutti i suoi membrisu base individuale senza controllo delle risorse né esigenza di contro partite

Quindi, approfondendo meglio il concetto, si tratta di un versamento in denaro con scadenza regolare, quindi né un’entrata generata per aver generato valore attraverso un lavoro, né una somma una tantum, ottenuta per un bonus di una manovra governativa ad esempio. L’erogazione dello stesso sarà effettuata dallo Stato tramite una tassazione generale. L’erogazione non varia rispetto ai componenti del nucleo familiare perché, come già detto, fa riferimento al singolo individuo ed è versato verso tutti senza alcuna distinzione.

Ci sono dei casi in cui il reddito di cittadinanza può essere teoricamente negato? Secondo i filosofi e gli economisti più teorici, no, ossia basterebbe la sola cittadinanza per ottenere questo versamento, tuttavia nei discorsi più recenti si è discusso molto che, qualora si rifiutasse un’offerta lavorativa, questo reddito allora potrebbe anche essere interrotto.

Reddito di cittadinanza in Italia e il Movimento Cinque Stelle

Come già introdotto all’inizio di questo articolo, si è risentito parlare sempre di più di reddito di cittadinanza con l’avvento del Movimento Cinque Stelle fermo e forte promotore di tale principio economico. Sul blog ufficiale di Beppe Grillo viene espresso come primo punto fondamentale del programma politico, facendo quindi diventare il tema all’ordine del giorno del dibattito pubblico. Così si legge:

Il Reddito di cittadinanza aiuta i cittadini che stanno rimanendo indietro ed è una vera e propria manovra economica. Fa aumentare i consumi dei beni primari e, quindi, influisce direttamente sulle piccole e medie imprese che vedono aumentare i propri profitti innescando un circolo virtuoso per lavoratori e imprese.

Quali sono le varie interpretazioni a riguardo?

A seconda se si è simpatizzanti o meno del Movimento Cinque Stelle, si ha a che fare con due fazioni e due scuole di pensiero o per meglio dire, di interpretazione di tale pensiero economico.
Da una parte troviamo i grandissimi favorevoli, generalmente cittadini di ceto medio che gradirebbero moltissimo l’approvazione di questo disegno di legge, potendo così beneficiare di questo versamento mensile e arrivare a fine mese più tranquillamente. In più, sono gli stessi che argomentano spingendo sul fatto che potrebbe esserci un aumento generale dei consumi dettato proprio dall’aumento del reddito.
Sul fronte opposto troviamo invece chi non riesce minimamente ad accettare questa condizione e anzi, dice che favorisce i fannulloni. Il tipico esempio che viene riportato è il tizio che passa la sua vita in un bar a spendere i soldi in sigarette, caffè e slot e per questo non contribuirebbe in alcun modo allo sviluppo economico societario in maniera profittevole, ma anzi gli permetterebbe di avere anche più tempo da dedicare ai suoi “hobby”.
Tuttavia, va specificato come oltre al reddito di cittadinanza stesso verrebbero introdotte nuove “normative” atte alla regolamentazione dell’erogazione e a una ripresa dell’occupazione. Sarà più facile quindi ottenere, almeno a livello teorico, delle offerte lavorative, ma in questo caso, dopo un dato numero di rifiuti non si avrà più diritto al versamento mensile.

La questione è ancora aperta e sicuramente verrà riportata in campo per le prossime elezioni.

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