Reddito di cittadinanza: come funziona, importi e come presentare domanda nel 2019

Come funziona il reddito di cittadinanza? Cos’è il reddito di cittadinanza? Quali sono gli importi del reddito di cittadinanza? Come presentare domanda per avere il reddito di cittadinanza? A chi spetta il reddito di cittadinanza? Quali sono i termini per ottenere il reddito di cittadinanza? Quali sono i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza?

Sono ormai milioni di italiani che se lo chiedono. Il reddito di cittadinanza è stata la principale promessa elettorale del Movimento cinque stelle. Al pari della flat tax della Lega. Due punti del programma che ha detta di molti analisti sono stati decisivi per il boom elettorale del Movimento cinque stelle al Sud e della Lega al Nord (per quest’ultima però, insieme alla questione immigrazione).

Non a caso, il dicastero del Lavoro e delle politiche sociali è andato proprio al leader dei pentastellati. Mentre quello degli interni è andato a Matteo Salvini. All’economia, in realtà, ci è andato Giovanni Tria. Più “presentabile” alla austera Unione europea. Ancora di più del pur titolato Paolo Savona, non visto di buon occhio dal Presidente della Repubblica Mattarella per le sue idee critiche nei confronti dell’Euro.

Ma torniamo al reddito di cittadinanza. Di seguito cerchiamo di capire cos’è, come funziona, a chi spetta, come presentare domanda, i termini, gli importi, ecc.

Reddito di cittadinanza cos’è

Cos’è il reddito di cittadinanza? Trattasi di uno strumento di sostegno economico rivolto alle famiglie con un reddito considerato al di sotto della soglia di povertà. E’ previsto in tutti i Paesi membri dell’Unione europea tranne Grecia e appunto Italia.

A tali casistiche il reddito percepito verrà integrato di una certa somma fino ad arrivare ad una determinata soglia, variabile in base a come è composto il nucleo familiare.

Il reddito di cittadinanza è previsto anche per i pensionati. I quali dovranno usufruire di un importo maggiore rispetto a quello previsto dalla attuale pensione minima (507€) e di conseguenza l’importo mensile verrà integrato fino a quando l’assegno non raggiungerà l’importo previsto dalla misura. In questo caso, il nome è pensione di cittadinanza.

Il reddito di cittadinanza è un’idea molto remota che risale al 1700. quando si capì che lo Stato debba assistere quanti fanno fatica a provvedere al proprio sostentamento e alla propria dignità economica. Sebbene abbia anche sempre diviso le parti politiche in parlamento, tra chi, di matrice liberista, è contrario all’assistenzialismo. E chi, di estrazione socialista, ritiene che sia un sacrosanto diritto che lo Stato non può negare.

In Italia a parlarne sono stati soprattutto i movimenti extraparlamentari e gli economisti, a partire dagli anni 2000. Il Movimento cinque stelle ne ha fatto una propria battaglia.

Tuttavia, occorre anche ammettere che il progetto del Movimento 5 Stelle non presenta le caratteristiche del reddito di cittadinanza, poiché è più affine a quello del reddito minimo garantito. Di seguito vediamo proprio la differenza tra reddito di cittadinanza e reddito minimo garantito.

Reddito minimo garantito e reddito di cittadinanza differenze

Quali sono le differenze tra reddito minimo garantito e reddito di cittadinanza? Nella accezione generale, il reddito minimo garantito è un sostegno economico rivolto appunto ai soggetti che vivono al di sotto della soglia di povertà. Ed è proprio l’idea che ha il Movimento cinque stelle. Il reddito di cittadinanza, invece, dovrebbe essere garantito indistintamente a tutti i cittadini, anche quelli appartenenti alle fasce più alte. Infatti, prende anche il nome di reddito universale.

I Cinquestelle presumibilmente parlano di reddito di cittadinanza per un mero scopo semplificativo, e rendere la misura più familiare ai cittadini che la richiedono da tempo.

Per convenzione, dunque, continueremo a chiamarlo Reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza importi

Quali sono gli importi previsti dal reddito di cittadinanza?

L’importo del reddito di cittadinanza è di 780€ per la persona singola.

Questo importo dovrebbe aumentare per i nuclei familiari con più componenti, dove ci sono anche dei figli. A tal proposito, ecco gli importi previsti dal provvedimento depositato nel 2013 dal Movimento 5 Stelle che potrebbero essere confermati con l’approvazione della Legge di Bilancio:

  • 2 componenti (genitore solo): 1.014€
  • 2 componenti: 1.170€
  • 3 componenti (genitore solo): 1.248€
  • 3 componenti: 1.404€
  • 4 componenti (genitore solo): 1.482€
  • 4 componenti: 1.630€
  • 5 componenti (genitore solo): 1.716€
  • 5 componenti: 1.872€

Il requisito fondamentale, comunque, è che nessun cittadino possa vivere con meno di 780€ al mese (9.360€ l’anno). Pertanto, ciò significa che anche chi lavora ma ha un reddito inferiore a tale soglia, potrà ricevere il reddito di cittadinanza. Ma per un importo utile a far raggiungere tale soglia.

Ad esempio, se il mio reddito di lavoro è di 580 euro, il reddito di cittadinanza da me percepito sarà pari a 200 euro.

Il reddito di cittadinanza dovrebbe essere distribuito tramite carta Bancomat.

Reddito di cittadinanza requisiti

Quali sono i requisiti per ottenere il redditi di cittadinanza? Occorre essere maggiorenni residenti in Italia da almeno 5 anni, disoccupati o inoccupati. Essi devono versare in una condizione di povertà, ovvero vivere sotto una soglia reddituale inferiore ai 780 euro mensili.

Nel dettaglio, l’intenzione sembra essere quella di alzare la soglia Isee (indicatore della situazione economica) prevista dall’attuale REI (6.000€) portandolo a circa 8.000€.

Un altro requisito escludente potrebbe essere il possesso della casa di proprietà.

Comunque, per un quadro definitivo della situazione, occorre attendere il varo della Legge di Bilancio 2019, che arriverà a dicembre 2018. Lì saranno indicate cifre e requisiti definitivi.

Infatti, occorre anche dire che un altro fattore chiave per l’entrata in vigore del reddito di cittadinanza è la riforma dei centri per l’impiego. Poiché, chi riceve tale sostegno economico, dovrà rendersi disponibile qualora sia chiamato a svolgere lavori socialmente utili. Dopo due rifiuti, il terzo provocherà il decadimento di questo diritto.

Se per il reddito di cittadinanza sono stati stanziati 9 miliardi, per la riforma del centro per l’impiego ne è stato stanziato uno. Per un totale di 10 miliardi (come veniva detto nella poco istituzionale chiacchierata del portavoce del Premier Conte, Rocco Casalino, con alcuni giornalisti. Di nuovo pizzicato dopo le lamentele sulle mancate ferie causate dalla caduta del ponte di Genova).

Ciò mira anche a rendere maggiormente efficienti i centri per l’impiego, i quali, malgrado la riforma Biagi che li abbia trasformati da Ufficio di collocamento e Centri per l’impiego, hanno continuato a venir meno nel loro scopo principale. Finendo per fungere solo da uffici burocratici e informativi per chi deve ottenere l’indennità di disoccupazione.

Ed anche in virtù di ciò, per l’entrata in vigore del reddito di cittadinanza serviranno almeno 3-4 mesi. Quindi si parla di aprile-marzo 2019.

Reddito di cittadinanza come funziona

Come funziona il reddito di cittadinanza? Così come per il REI 2018, anche per beneficiare del reddito di cittadinanza bisogna partecipare ad un piano di reinserimento nel mondo del lavoro. Ciò anche per evitare la principale critica allo strumento del reddito di cittadinanza: disincentivare ulteriormente la ricerca di un lavoro (Salvini lo ha chiamato ironicamente reddito di “divananza”).

Nel progetto del reddito di cittadinanza si stabilisce che il beneficiario perde il diritto ad averlo se si verificano queste situazioni:

  • non ottempera agli obblighi di cui all’articolo 11 della presente legge (“fornire disponibilità al lavoro presso i centri per l’impiego territorialmente competenti e
  • accreditarsi sul sistema informatico nazionale per l’impiego”)
  • sostiene più di tre colloqui di selezione con palese volontà di ottenere esito negativo, accertata e dichiarata dal responsabile del centro per l’impiego
  • rifiuta nell’arco di tempo riferito al periodo di disoccupazione, più di tre proposte di impiego ritenute congrue ai sensi del comma seguente, ottenute grazie ai colloqui avvenuti tramite il centro per l’impiego o le strutture preposte di cui agli articoli 5 e 10
  • qualora a seguito di impiego o reimpiego receda senza giusta causa dal contratto di lavoro, per due volte nel corso dell’anno solare

In sostanza, chi vuole ottenere il reddito di cittadinanza deve iscriversi al

centro per l’impiego dimostrando poi di passare almeno due ore al giorno per la ricerca di un lavoro. Inoltre, per aumentare le possibilità di trovare un impiego stabile, dovrà frequentare dei corsi di qualifica professionale.

Allo stesso tempo bisognerà offrire la propria disponibilità per la partecipazione a progetti utili alla collettività, per un totale di 8 ore a settimana.

Infine, come detto, il titolare del reddito di cittadinanza dovrà accettare uno dei primi tre lavori che gli vengono offerti dal centro per l’impiego. Pena il decadimento dello stesso.

Si sta anche parlando di una regionalizzazione della misura. Onde evitare che l’interessato abbia offerte troppo distanti dal proprio luogo di residenza. Quindi dovrebbe ricevere proposte di lavoro con sede nella propria regione.

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