Ravvedimento operoso: cos’è? Come funziona?

ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso è quell’istituto disciplinato dall’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/1997, che permette al contribuente, attraverso il pagamento di una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria, di definire le omissioni ovvero gli errori commessi nell’adempimento di disposizioni tributarie. Cosa significa più di preciso? Detto molto sinteticamente permette al chi deve adempiere all’obbligazione di pagare una somma minore a causa di un possibile errore tecnico emesso dall’ente tributario. Viceversa potrebbe succedere di dover pagare di più perché riportata una cifra inferiore.
Cosa accadrà a livello pratico? Semplicemente verrà sottratta l’ingiusta maggiorazione applicata e versata nell’ultimo pagamento. Questa operazione sarà possibile grazie al ravvedimento operoso che permette al contribuente di effettuare, in qualsiasi momento, le opportune correzioni ed i versamenti delle somme dovute, beneficiando della riduzione delle sanzioni applicabili e graduate in ragione della tempestività dell’intervento correttivo.ravvedimento operoso

Riduzione delle sanzioni prima del ravvedimento operoso

Prima che l’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/97, venisse disciplinato a dovere con la Legge n. 190/2014, la riduzione delle sanzioni era ugualmente possibile ma in questi casi e a queste condizioni:
– Fino a un ottavo del minimo, quando la la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore
– Fino a un decimo del minimo per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni;
– Sempre fino a un decimo del minimo, nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione.

Riduzioni diverse nel ravvedimento operoso

Oltre alle seguenti riduzioni ne sono state introdotte delle altre più di recente, ma per quanto riguarda solamente i tributi emessi dall’Agenzia delle Entrate e non solo. Il tutto è stato anche allargato anche ai dazi, all’Iva, all’importazione. Più nel dettaglio, per tutti i tributi la lettera a-bis) dell’articolo 13, comma 1, D.Lgs. n. 472/1997 ha introdotto la riduzione della sanzione ad 1/9 se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro novanta giorni dalla data dell’omissione o dell’errore.

Come funziona la regolazione del ravvedimento operoso?

Per effettuare il “versamento regolatorio” il contribuente è tenuto a seguire alcuni punti fondamentali: in primis, la somma non versata, ossia il tributo dovuto e per cui non ha corrisposto la giusta somma poi, la sanzione alternativa ridotta ed infine anche gli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giornaliera.
In alternativa si potrà anche effettuare il ravvedimento parziale a patto che gli interessi siano ricalcolati sul giusto frazionamento non versato nella maniera più idonea. Il ravvedimento operoso parziale è infatti possibile anche grazie alla Circolare n. 42/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate dove si spiega come sia possibile anche non corrispondere in unica volta la cifra dovuta e non ancora corrisposta.
Il ravvedimento operoso è anche entrato in vigore e quindi è regolamentatore anche dei tributi doganali e per quanto riguarda tutte le merci che vengono importate e che hanno a che fare con la normativa europea ad esempio. L’apertura è infatti di rilievo fondamentale in quanto permette di estendere, in misura pressoché totale, uno strumento deflativo del contenzioso e limitativo di ingenti penalizzazioni anche alle contestazioni attinenti accertamenti in materia di diritti doganali e di confine ed in materia di accise ed altre imposte di fabbricazione, i due grandi pilastri di competenza dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Ecco di seguito i principali tributi che possono essere regolarizzati tramite ravvedimento operoso:
– le imposte dovute a titolo di acconto o di saldo in base alla dichiarazione dei redditi (IRPEF, IRES, IRAP, Addizionali …);
– le ritenute alla fonte operate dal sostituto di imposta;
– l’imposta sul valore aggiunto (IVA);
– l’imposta di registro (nelle locazioni quella dovuta per le annualità successive alla prima);
– l’imposta ipotecaria;
– l’imposta catastale.

In particolare per ogni giorno di ritardo si avrà a che fare con uno 0,10%. Tradotto a livello pratico: nei primi 14 giorni si avrà a che fare con sanzioni più calibrate, dal quindicesimo giorno si aumenterà quotidianamente del 1,50%. Il versamento degli interessi da ravvedimento va effettuato su Mod. F24 in via separata, con utilizzo degli appositi codici tributo.Le nuove modalità di versamento degli interessi da ravvedimento non si applicano per i versamenti di interessi sulle ritenute da parte dai sostituti d’imposta, che continueranno ad essere effettuati cumulativamente al codice del tributo.

Per quanto riguarda invece l’indebita compensazione per crediti inesistente nel modello f24, si è puniti con la sanzione dal cento al duecento per cento della misura dei crediti stessi

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