Ravvedimento operoso: cos’è? Come funziona?

ravvedimento operoso

Cos’è ravvedimento operoso? Come funziona ravvedimento operoso? Quali sono le sanzioni previste per il ravvedimento operoso? Quali sono gli interessi previsti per il ravvedimento operoso? Per ravvedimento operoso si intende uno strumento deflattivo del contenzioso triubutario, grazie al quale il contribuente può rettificare eventuali errori compiuti in sede di pagamento di un determinato tributo. Il ravvedimento operoso viene regolato dall’articolo 13 del Decreto Legislativo numero 472/1997.

Tale norma deve essere letta in combinato disposto con l’articolo 13 del Decreto Legislativo numero 471/1997, al fine di aver meglio chiaro il quadro legislativo di riferimento. E quindi non confondere gli aspetti terminologici della legge. Quindi, detta in soldoni, il ravvedimento operoso permette al contribuente di potersi ravvedere in caso di omissioni, errori o ritardi quando deve pagare le imposte.

Di seguito vediamo meglio i vari aspetti del ravvedimento operoso.

Sommario

Ravvedimento operoso: qual è la legge di riferimento

A quale legge si rifà il ravvedimento operoso? Come detto, è l’articolo 13 del decreto legislativo numero 472/1997. Sebbene la normativa a cui fa riferimento è stata più volte modificata negli anni a seguire. Modifiche volte a semplificare questa possibilità per il contribuente in difetto.

Ravvedimento operoso cos’è

Cos’è il ravvedimento operoso? Si tratta di un istituto fondamentale del diritto tributario italiano mediante cui il contribuente può in maniera spontanea regolarizzare eventuali omissioni, errori o illeciti di tipo fiscale da lui commessi. Versando quindi il tributo non pagato, più una eventuale sanzione stabilita in misura ridotta e gli interessi, calcolati sull’importo non pagato al tasso legale vigente. Del resto, si sa, la legge non ammette ignoranza. Tuttavia, consente di ravvedersi, pur pagando un supplemento punitivo.

Ravvedimento operoso come si calcola

Come si calcola il ravvedimento operoso? Occorre prendere in considerazione più fattori: l’importo dell’imposta non versata, la misura delle sanzioni ed il tasso di interesse. Quest’ultimo è fisso e corrisponde al tasso legale vigente nel periodo d’imposta cui il tributo si riferisce, mentre la sanzione cambia in base al tempo impiegato dal contribuente per ravvedersi.

Quindi, ricapitolando, per poter calcolare l’importo finale del ravvedimento operoso, occorre conoscere i valori che riportiamo di seguito in base all’ultima riforma varata dal 1° gennaio 2016. Ma viste le continue modifiche alle norme fiscali che applicano i tanti governi brevi che si susseguono e che mandano in tilt non solo contribuenti ma anche commercialisti, non escludiamo che quando leggerete il presente articolo saranno cambiati ancora.

  • Ravvedimento breve: entro 30 giorni, 1/10 del minimo
  • Ravvedimento lungo: dal 31° al 90° giorno successivo alla scadenza, 1/9 del minimo
  • Ravvedimento lungo o annuale: per le imposte che risultano dalla dichiarazione dei redditi dal 91° giorno fino al termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è commessa la violazione, 1/8 del minimo
  • Ravvedimento oltre l’anno: entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo, 1/7 del minimo
  • Ravvedimento oltre i due anni: dopo due anni dall’omissione o dall’errore, 1/6 del minimo
  • Ravvedimento post contestazione: dopo la contestazione degli errori da parte degli Uffici delle Entrate, 1/5 del minimo

Ravvedimento sprint cos’è e come funziona

Cos’è il ravvedimento sprint? Come funziona il ravvedimento sprint? Non vogliamo deludervi, ma il ravvedimento sprint è un autentico equivoco fiscale. E’ opinione diffusa il fatto che il ravvedimento sprint offra la possibilità di ravvedersi in modo molto conveniente anche entro soli 15 giorni dalla scadenza considerata. In realtà però il ravvedimento sprint non esiste. Ma si tratta semplicemente di un equivoco, poiché la norma che consente di ridurre ulteriormente le sanzioni in favore del contribuente è un’altra. Vale a dire l’articolo 13 comma 1 del D. Lgs. 471/1997, la quale si riferisce a quanti non eseguano del tutto o parzialmente nel tempo stabilito dalle scadenze, i versamenti dovuti di varia natura, detratto altresì l’ammontare dei versamenti periodici e in acconto, ancorché non effettuati, sono sottoposti a sanzione amministrativa di un terzo di ogni importo non versato. Pure nel caso in cui, dopo la correzione di errori di natura materiale o di calcolo sopraggiunti in fase di controllo della dichiarazione annuale, risulti pure una maggiore imposta o una minore eccedenza detraibile.

Per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a novanta giorni, la sanzione di cui al primo periodo è ridotta invece della metà. Per i versamenti invece effettuati con un ritardo non superiore ai 15 giorni, la sanzione di cui al secondo periodo è ancor più ridotta ad un importo pari a 1/15 per ogni giorno di ritardo rispetto alla scadenza.

Quindi, l’articolo 13 dispone una ulteriore riduzione della sanzione ordinaria di un terzo in base a queste modalità:

  • riduzione della metà dell’importo ordinario se gli errori e le omissioni dei versamenti vengono corretti nel termine di 90 giorni
  • ulteriore riduzione di 1/15 se la correzione avviene entro 15 giorni

Sarà poi solo su questi valori che si potrà in via eventuale applicare il ravvedimento operoso.

Esempio calcolo ravvedimento operoso

Diamo un esempio di calcolo del ravvedimento operoso. Ovvero, delle sanzioni che esso prevede.

Per calcolare il ravvedimento operoso occorre conoscere 2 dati su tutti:

  • importo dell’imposta originariamente non pagata
  • scadenza originaria dell’imposta non pagata

Mettiamo che il contribuente debba pagare un’imposta di 100 euro che scade il 16 dicembre. Egli però si accorge solo dieci giorni dopo, ossia il 26 dicembre, di non averlo fatto. Quindi si ravvede appunto e decide di farlo successivamente. In questo caso, il calcolo della sanzione è semplice, ossia pari in via ordinaria a 30 euro (il 30% di 100 euro). Tuttavia, considerando che il pagamento avviene dopo soli 10 giorni di ritardo la sanzione verrà ulteriormente ridotta in questo modo:

  • riduzione del 50% poiché il pagamento è avvenuto entro 90 giorni, quindi da 30 euro si passa a 15 euro
  • riduzione di 1/15 poiché il pagamento è avvenuto entro 15 giorni, quindi da 15 euro si passa ad 1 euro

Ecco quindi che un ravvedimento celere consente una sanzione davvero minima. Tuttavia, l’articolo 13 del D. Lgs. 471/1997 prevede la possibilità di fruire di ulteriori riduzioni. Pertanto, applicando a questo punto il ravvedimento operoso la sanzione sarà ulteriormente ridotta di un decimo del minimo, quindi da 1 euro si passa addirittura a 0,1 centesimi di euro (articolo 13 comma 1 lettera a) del D. Lgs. 472/1997).

Abbiamo poi visto quanto la legge preveda anche un ravvedimento lunghissimo, anche dopo 2 anni, pagando una sanzione ridotta pari al 5%.

Quali tributi si possono regolarizzare tramite Ravvedimento operoso

  • imposte dovute a titolo di acconto o di saldo in base alla dichiarazione dei redditi (IRPEF, IRES, IRAP, Addizionali, e così via)
  • ritenute alla fonte operate dal sostituto di imposta
  • imposta sul valore aggiunto (IVA)
  • imposta di registro (nelle locazioni quella dovuta per le annualità successive alla prima)
  • imposta ipotecaria
  • imposta catastale.

Ravvedimento operoso 2017

E’ ormai noto come da qualche anno (diciamo dall’introduzione del sistema Serpico da parte del Governo Monti, anche se già il Governo Prodi II col Ministro Visco aveva intrapreso questa strada), il Fisco sta puntando sempre più alla tecnologia e all’incrocio dei dati per stanare furbetti ed evasori fiscali. L’ultimo Ddl Stabilità pure fa riferimento ai nuovi strumenti offerti dall’Agenzia delle Entrate al contribuente, ovvero, all’intermediario. Sempre al fine di garantire un maggior rapporto di scambio di informazioni tra l’Agenzia e lo stesso contribuente, al fine di semplificare gli adempimenti e l’assolvimento degli obblighi tributari e incentivare da parte del contribuente in difetto il ricorso spontaneo al ravvedimento operoso per pagamenti non dovuti, ritardati o insufficienti. Nonché per dichiarazioni dei redditi e comunicazioni di tipo obbligatorio non presentate dal contribuente.

Pertanto, il nuovo sistema si basa sull’utilizzo di nuovi strumenti informatici messi a punto dall’Agenzia. I quali serviranno all’intermediario per interrogare, anche per via telematica, i dati e le informazioni in possesso dell’Amministrazione Finanziaria, circa la specifica situazione in cui si trova il contribuente per quanto concerne i ricavi, i compensi, i redditi, il volume d’affari, il valore della produzione. Ma anche eventuali deduzioni, agevolazioni e detrazioni di imposta cui ha diritto il contribuente anche in relazione ai beni che acquista o possiede.

Una gigantesca banca dati dell’Agenzia, quindi, che dovrà servire anche alla verifica di eventuali omissioni circa tributi, dichiarazioni e comunicazioni e informazioni certe su come ravvedersi in maniera spontanea. Sarà poi sempre possibile far correggere o aggiornare, mediante intermediario e rete di assistenza dell’Agenzia, le eventuali omissioni poi sanate con ravvedimento operoso oppure quelle omissioni che in realtà sono solo frutto di uno sbaglio della Agenzia delle entrate.

Ravvedimento operoso lunghissimo

Proprio per consentire a tutti di ravvedersi anche in tempi non proprio lunghi, è stato introdotto con la Legge di Stabilità il ravvedimento operoso lunghissimo. Si chiama così perché in realtà non prevede limiti temporali, almeno fino a quanto l’Amministrazione non deciderà di notificare la violazione. Pertanto, fino a quel momento il contribuente può rimediare pure passati i due anni dalla data di scadenza originaria, calcolando una nuova sanzione ridotta pari al 5% anziché il 30% previsto in caso di accertamento fiscale da parte dell’Amministrazione. Il ravvedimento lungo può essere usato solo nel caso in cui i tributi e le dichiarazioni che fanno capo all’Agenzia delle Entrate riguardino errori, ritardi o omissioni che riguardano IRPEF, IVA, IRAP, imposta di registro, ipotecaria, catastale, imposta di bollo, successione e così via. Mentre non va applica a tributi comunali come IMU, TASI e TARI o bollo auto.

Ravvedimento operoso in caso di attività ispettiva o processo verbale di contestazione

Il ravvedimento e notifica di liquidazione e accertamento, si ha quando si ricorre al ravvedimento anche se qualora sia in corso un’attività ispettiva o un processo verbale di contestazione. Occorre poi aggiungere che agli inviti al contraddittorio riguardanti imposte sui redditi, indirette e IVA continua ad applicarsi la normativa vigente; se però notificati entro il 31 dicembre 2015. Stesso dicasi pure per i processi verbali di contestazione in materia di imposte sui redditi e IVA consegnati entro il predetto termine.

Le relative abrogazioni, contenute nei commi della legge 208 Ddl 19 giugno 1997 agli articoli 5 e 11 sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2016.

Ravvedimento operoso e dichiarazioni redditi integrative

La Dichiarazione dei redditi integrativa in caso di omissione o eventuali errori i termini per la notifica della cartella di pagamento rispetto alla liquidazione di imposte, contributi, premi e rimborsi dovuti in base a tali dichiarazioni e di controllo formale concernenti le dichiarazioni integrative presentate per la correzione degli errori e omissioni che incidono sulla determinazione del tributo e relativo pagamento, partono dalla presentazioni di tali dichiarazione in maniera limitata agli elementi oggetto delle integrazioni.

Il tempo di decorrenza dall’accertamento parte dalla presentazione della dichiarazione integrativa, mentre quelli per l’imposta di registro partono dal momento del ravvedimento operoso circa eventuali errori od omissioni.

Chi può utilizzare il Ravvedimento operoso

In tanti si chiedono: chi può beneficiare del ravvedimento operoso? Tutti i contribuenti. E ciò è stato introdotto tramite Legge di stabilità 2015 (legge 190/2014 – comma 637 lettera b). Prima di essa, infatti, per poter beneficiare del ravvedimento operoso, era necessario che vi fossero queste situazioni:

  • la violazione non fosse già stata constatata e notificata al contribuente in difetto
  • non fossero iniziati accessi, ispezioni e verifiche
  • non fossero iniziate altre attività di accertamento (si pensi a notifica di inviti a comparire, richiesta di esibizione di documenti, invio di questionari) formalmente già comunicate al contribuente in difetto

Queste preclusioni non valgono più e il ravvedimento operoso si limita solo alla notifica degli atti di liquidazione e di accertamento. In essi rientrano anche le comunicazioni da controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni.

Occorre però anche specificare che anche mettendosi in regola tramite ravvedimento operoso, si può sempre essere oggetto di inizio o proseguimento (ove già in corso) di ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo e accertamento da parte dei Comuni.

Ravvedimento operoso interessi

Quali sono gli interessi che gravano sul ravvedimento operoso? In seguito all’emanazione del decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze del 12 dicembre 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.292 di venerdì 13, il saggio degli interessi legali previsti per il ravvedimento operoso è passato da 2,5% all’ 1,00% a partire dal 1° gennaio 2014. Dal 1° gennaio 2015 invece è diminuito ancora, dimezzandosi così dall’ 1,00% allo 0,50% per effetto del Decreto 11 dicembre 2014.

Dal 2016 è stata prevista un’ulteriore variazione del saggio degli interessi legali, a decorrere dal primo gennaio 2016 il saggio di interesse legale è stato infatti ridotto dallo 0,5% annuo al 0,2%. Per il 2017, il Ministero dell’Economia e delle Finanze guidato dal 2013 da Gian Carlo Padoan ha infatti stabilito che dal 1° gennaio 2017 il saggio di interesse legale sarà fissato allo 0,1%. E’ bene ricordare che sia gli interessi legali che le sanzioni si pagano sull’imposta ancora dovuta.

Come si calcolano interessi? La formula è la seguente:

I = C x R x N/365

Stante per:

Interessi = Capitale x Interesse legale x Numero dei gg di ritardo con cui viene effettuato il versamento/365 gg

Quindi, ricapitolando, si tratta degli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

Tipi di violazioni

Quali sono le violazioni che rendono necessario un ravvedimento operoso? Possono essere relative a:

  • versamenti delle imposte
  • compilazione e contenuto delle dichiarazioni
  • corretta e regolare tenuta della contabilità
  • omesse comunicazioni
  • mancata restituzione dei questionari inviati al contribuente
  • omissioni IVA
  • altro ancora

Quando ravvedimento operoso è concluso

Quando può dirsi completato il ravvedimento operoso? In questi tre casi:

  • quando si è corretto l’errore o eseguito l’adempimento che risulta omesso
  • quando si è versata la sanzione ridotta
  • quando si sono versati gli interessi

Ravvedimento operoso: quando serve la dichiarazione integrativa

Per taluni contribuenti potrebbe rendersi necessario predisporre una dichiarazione integrativa, qualora il ravvedimento operoso comporti altresì la correzione di errori e omissioni riguardanti una dichiarazione già validamente presentata. In tal caso, la dichiarazione va redatta sui modelli conformi a quelli approvati con riferimento al periodo di imposta interessato, barrando l’apposita casella “dichiarazione integrativa”. Nella stessa è possibile riprodurre il contenuto della dichiarazione originaria con le dovute correzioni o integrazioni. O possono essere evidenziate le sole correzioni o integrazioni dovute per mettersi in regola.

Ravvedimento operoso: come effettuare versamenti

Come si possono effettuare i versamenti dovuti con il Ravvedimento operoso? Tramite i seguenti modelli:

  • Modello F24: per le imposte sui redditi, le relative imposte sostitutive, l’Iva, l’Irap e l’imposta sugli intrattenimenti
  • Modello F23: per l’imposta di registro e gli altri tributi indiretti
  • Modello F24 Elide: per tributi, sanzioni e interessi, connessi alla registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili

Gli interessi vanno indicati nel modello F24 usando gli appositi codici tributo. Gli interessi dovuti sulle ritenute devono essere versati dai sostituti d’imposta sommandoli al tributo. Anche per le sanzioni sono stati previsti appositi codici da riportare sul modello di versamento. Infine, occorre dire che in alcun caso è possibile rateizzare le somme dovute a titolo di ravvedimento.

Ravvedimento operoso: quali sono i codici modello F24

Tutti i codici per poter compilare il modello F24 li trovate sul sito ufficiale della Agenzia delle entrate. Per facilitarvi il compito, li riportiamo di seguito, ma vi invitiamo comunque a controllare sempre la pagina dell’Agenzia delle entrate in quanto potrebbero essere oggetto di modifiche.

  • 8901 – Sanzione pecuniaria Irpef
  • 8902 – Sanzione pecuniaria addizionale regionale all’Irpef
  • 8903 – Sanzione pecuniaria addizionale comunale all’Irpef
  • 8904 – Sanzione pecuniaria Iva
  • 8905 – Sanzione pecuniaria Irpeg
  • 8906 – Sanzione pecuniaria sostituti d’imposta
  • 8907 – Sanzione pecuniaria Irap
  • 8908 – Sanzione pecuniaria altre imposte dirette
  • 8909 – Sanzione pecuniaria imposta sugli intrattenimenti
  • 8910 – Sanzione pecuniaria Iva forfetaria da imposta sugli intrattenimenti
  • 8911 – Sanzione pecuniaria altre violazioni tributarie
  • 8912 – Sanzione pecuniarie relative all’anagrafe tributaria e al codice fiscale
  • 8913 – Sanzione pecuniaria imposte sostitutive delle imposte sui redditi
  • 8915 – Sanzione pecuniaria Irpef, rettifica Modello 730 – Ravvedimento
  • 8916 – Sanzione pecuniaria Addizionale Regionale all’Irpef, rettifica Mod. 730
  • 8917 – Sanzione pecuniaria Addizionale Comunale all’Irpef, rettifica Mod. 730
  • 8918 – Sanzione pecuniaria Ires
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