Ravvedimento operoso e agevolazioni previste

Con il ravvedimento operoso, istituto previsto dall’articolo 13 del Decreto Legislativo n. 472 del 1997, il contribuente ha la possibilità di regolarizzare in maniera autonoma le violazioni compiute in campo tributario.

Ravvedimento operoso 2015

Pertanto attraverso il ravvedimento operoso il cittadino ha la possibilità di adempiere all’obbligo fiscale effettuando un versamento che comprenda oltre i tributi, le sanzioni in misura ridotta in relazione al periodo di ritardo e gli interessi calcolati con il saggio legale. Sanzione ed interessi dovranno essere versati insieme al tributo dovuto  e la mancanza di tali versamenti complessivi non è efficace ai fini della riduzione della penalità, e di conseguenza l’erario potrebbe recuperare anche la porzione di sanzione amministrativa irrogata e non versata. Al riguardo l’amministrazione finanziaria ha stabilito che tributo, sanzione ridotta e interessi possano essere pagati anche in giorni diversi, purché entro i termini previsti per la regolarizzazione.

In base alle modifiche recentemente intervenute, l’unica causa ostativa all’istituto del ravvedimento operoso è la notifica al contribuente di un avviso di accertamento, avviso di rettifica o di liquidazione o un avviso ai sensi dell’art. 36 bi so 36 ter del DPR 600/73.

L’istituto è stato introdotto al fine di favorire la tax compliance e pertanto viene sempre più usato dai contribuenti che hanno dimenticato di pagare o che non hanno versato in quanto effettuato qualche errore interpretativo (quantificazione del tributo da versare, interpretazione sulla norma, ecc.). Infatti in molti casi, vista la prolificità della normativa tributaria, si potrebbero avere casi in cui il contribuente ha difficoltà  a determinare la singola fattispecie sanzionatorie e le relative specifiche riduzioni delle sanzioni, oltre che il calcolo degli interessi legali.

Una delle fattispecie più ricorrenti in materia di ravvedimento operoso è la regolarizzazione del mancato pagamento entro 30 giorni di scadenza. Il combinato disposto dell’articolo 13 del Decreto Legislativo n. 472/97 e l’art. 15 del Decreto Legislativo 158/2015 prevedono una sanzione minima edittale pari al 30 % . Il versamento della sanzione sarà pari allo 0,1 % giornaliero nel caso di ravvedimento sprint (ritardo non superiore a 14 giorni), nel caso di ravvedimento dai 15 ai 30 giorni dalla scadenza si applica la sanzione pari all’1,5 % e dai 30 ai 90 giorni di ritardo la sanzione sarà pari a 1,67 % (si applica la sanzione del 30 % ridotta alla meta e successivamente ridotta ad un nono).

Per l’omesso versamento il ravvedimento operoso avrà poi sanzioni pari ad un ottavo, un settimo o un sesto a seconda che la regolarizzazione avvenga prima o dopo la scadenza della dichiarazione dello stesso anno o di quella relativa all’anno successivo.

Interessi ravvedimento operoso

Per quanto  concerne gli interessi, gli stessi devono essere pagati contemporaneamente al tributo ed alla sanzione, effettuando il calcolo considerando i giorni di ritardo rispetto a quando è scaduta la possibilità di effettuare il versamento senza sanzioni.

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Oltre che nel caso di omesso versamento il ravvedimento operoso è utilizzabile anche nel caso in cui si voglia effettuare una regolarizzazione di  qualsiasi violazione tributaria che comporta un sanzione.  A partire dal 1° Gennaio 2015, per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, è possibile ricorrere al ravvedimento in tutti i casi in cui non sia stato notificato un atto di liquidazione e di accertamento mentre per i tributi che non sono amministrati dall’Agenzia delle Entrate ci sono altre cause preclusive, in particolare il ravvedimento è consentito solo quando:

  • Non è stata constata già la violazione;
  • Non sono iniziati già accessi, ispezioni e verifiche;
  • Non sono iniziate altre attività di accertamento delle quali il contribuente ha avuto formale conoscenza.
rimediare agli errori fiscali
sanatoria violazioni tributarie

In ogni caso nel ravvedimento operoso la violazione è ridotta a :

  • 1/10 del minimo, nel caso di mancato pagamento del tributo o di un acconto, qualora lo stesso sia sanato entro 30 giorni dall’omissione;
  • 1/9 del minimo qualora la regolarizzazione degli errori avvenga entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, oppure nel caso in cui non sia prevista dichiarazione periodica entro 90 giorni dall’omissione o dall’errore;
  • Ad 1/8 del minimo qualora la regolarizzazione degli errori sia effettuata entro il termine della presentazione della dichiarazione relativa all’anno in corso nel quale è stata commessa la violazione oppure entro un anno;
  • Ad 1/7 del minimo per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate qualora la regolarizzazione avvenga entro il termine della presentazione della dichiarazione dell’anno successivo a quello nel corso del quale è stata emessa la violazione;
  • Ad 1/6 del minimo nel caso in cui la regolarizzazione avvenga oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione (o due anni dall’omissione o dell’errore qualora non sia prevista dichiarazione);
  • Ad 1/5 del minimo qualora la regolarizzazione avvenga dopo la constatazione della violazione;
  • Ad 1/10 del minimo qualora la violazione riguardi l’omissione della dichiarazione, qualora questa venga presentata con ritardo non superiore a 90 giorni.