Rapporto Rischio – Rendimento: cos’è e come si calcola

Spesso avrai sentito parlare di rapporto rischio-rendimento. Ma cos’è davvero?

Come dice il termine stesso, si tratta di mettere sui piatti della bilancia da una parte i possibili rischi di intraprendere un investimento e dall’altro quali potrebbero essere i potenziali ricavi scaturiti da esso.

In questo modo, un investitore o risparmiatore si fa una idea riguardo un determinato investimento e decide se è il caso o meno di rischiare. Quindi, si tratta comunque del tentativo di fare una previsione, senza alcuna certezza.

E’ un po’ quando ci chiediamo “se il gioco vale la candela”. E potrebbe anche accadere che i rischi siano più alti del rendimento o viceversa.

Vediamo di seguito cos’è il rischio, cos’è il rendimento, cos’è il rapporto rischio-rendimento, su quali broker approfittarne.

Attualmente la soluzione migliore per fare trading online è quella di sfruttare le piattaforme CFD. Ad esempio una ottima è quella del broker OBRinvest. Si tratta di un broker autorizzato con servizi innovativi come quello dei segnali che permettono di ricevere consigli per orientare con successo le proprie attività di trading on line ed essere più profittevoli.

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Cos’è il rischio?

Per rischio si intende la possibilità di non conseguite il risultato che ci eravamo preposti quando abbiamo deciso di intraprendere un investimento.

Circoscrivendo il discorso al trading online, che più ci interessa in questa sede, abbiamo diversi tipi di rischio:

  • Rischio di liquidità: rischio di non essere in grado di fare trading rispetto al trade che vogliamo avviare
  • Rischio di mercato: rischio che l’intero mercato scenda di prezzo
  • Rischio di correlazione: rischio che tutti gli asset sui quali abbiamo puntato crollino di prezzo in una sorta di effetto domino
  • Rischio di valuta: avviene quando investiamo su un asset denominato in una valuta diversa dalla propria
  • Rischio di tasso di interesse: rischio che i tassi di interesse cambino
  • Rischio d’inflazione: rischio che una variazione del tasso d’inflazione intacchi o elimini i rendimenti sperati
  • Rischio politico: rischio che un evento politico (dal risultato delle elezioni ad un golpe, passando per una crisi diplomatica, ecc.) influisca negativamente sull’investimento

Quasi tutti i tipi di rischio possono essere comunque mitigati il più possibile, fino anche ad essere annullato nei casi più fortunati.

Per approfondimenti vi invitiamo a consultare la nostra guida sui rischi del trading online.

Cos’è il rendimento?

Per rendimento, come intuibile, si intende il profitto che confidiamo riusciremo ad ottenere con le posizioni che abbiamo aperte. Quindi, quando l’importo investito sarà superato dai ricavi conseguiti.

Il rendimento generalmente deriva dalle variazioni di prezzo in nostro favore del prezzo dell’asset sul quale abbiamo perso la posizione o dal reddito prodotto dal nostro investimento (dividendi, interessi, ecc.).

Come Quantificare il rischio

Il rischio può essere quantificato tenendo presenti tre fattori:

  1. Numero di risultati possibili (un esempio banale potrebbe essere la moneta, la cui probabilità nel lancio è di 50:50. oppure il dato, la cui probabilità che esca il numero sperato è del 16,67% (1 possibilità su 6)
  2. Probabilità che si verifichi ciascuno di questi risultati
  3. Probabilità totale dei risultati positivi rispetto alla probabilità totale di quelli negativi (come visto, per la moneta è del 50%, mentre per il dado 16,67%)

Rapporto Rischio – rendimento: cos’è

Detto cos’è il rischio e cos’è il rendimento, vediamo più specificamente cos’è il rapporto rischio-rendimento.

Come si calcola il rapporto fra rischio e rendimento negli investimenti?

Per esso si intende il rapporto che mette a confronto la massima perdita potenziale (rischio) che può conseguire da un investimento con il massimo profitto potenziale (rendimento) che può conseguire da un investimento.

Alcuni broker, come quelli che elencheremo a breve, consentono di mettere in pratica questo rapporto tramite strumenti come lo stop loss e il take profit.

Con il primo, piazzeremo un livello di rischio entro il quale il trading sarà chiuso in automatico per non subire altre perdite.

Con il secondo, invece, imposteremo un livello oltre il quale preferiamo non andare per non rischiare che il trading si metta male e il profitto si riduca.

Come si calcola

Come si calcola il rapporto rischio-rendimento? Contrariamente a quanto probabilmente starai pensando – e cioè che dovrai metterti a fare calcoli o ad usare programmi di statistiche, ti basterà confrontare uno con l’altro.

Mettiamo il caso in cui abbiamo deciso di comprare le azioni Amazon, a 135 euro per azione.

Piazzando uno stop loss a 130 euro e un ordine take-profit a 160 euro, abbiamo deciso che non siamo disposti a scendere di prezzo oltre i 130 euro, quindi la nostra perdita massima dovrà essere di 5 euro per azione.

Mentre il profitto massimo che preferiamo conseguire deve essere di 25 euro per azione. Il rapporto sarà quindi di 5:25, o 1:5.

Rischio – rendimento: qual è un buon rapporto?

Come spesso accade nel trading – che è basato su un mondo lungo e largo come i mercati finanziari, dove gli asset sono tanti, i fattori influenti pure, dove incidono anche le implicazioni personali, i contesti storici, ecc. – non è facile dare una risposta.

Il miglior rapporto rischio-rendimento si raggiunge quando valuteremo entrambe le variabili in modo indipendente, tramite analisi fondamentale e tecnica molto accurate ed oggettive.

Il rapporto rischio-rendimento si può usare come un modo per confrontare in modo realistico diverse operazioni potenziali.

Stabilire anche dei livelli minimi di rischio-rendimento che ti tengono dentro o fuori un investimento, è un’altra strategia importante.

Per esempio, puoi preferire di escludere quegli investimenti che abbiano un rapporto rischio-rendimento uguale o inferiore ad un livello 1:2. In tal caso, magari, ti renderai conto che il gioco non vale la candela.

Rischio – rendimento sulle azioni

Le azioni sono gli asset statisticamente più tradati, quindi quelli che più interessano per questo argomento.

Innanzitutto, occorre capire come calcolare il rendimento di un titolo azionario durante un anno. In che modo? Tramite il rapporto tra la somma della variazione di prezzo e dell’eventuale dividendo e il prezzo iniziale del titolo stesso.

La formula sarebbe questa:

R = {P_{1}-P_{0}+D\over P_{0}}

Riguardo la sua legenda, le lettere esprimono questi valori:

  • P: prezzo, dove zero è quello iniziale e 1 è quello a fine anno
  • D: dividendo percepito nel corso dell’anno

Detto questo, il rendimento atteso intende il fatto che quando apriamo una posizione non sappiamo quanto effettivamente ci renderà, ma facciamo una sorta di stima.

Mentre il rischio atteso si calcola sulla varianza dei rendimenti, vale a dire la dispersione dei singoli rilievi intorno al valore atteso. Più è alta la varianza, più alta sarà la probabilità di allontanarsi dal rendimento atteso.

La misura del rischio si chiama anche deviazione standard.

Il rischio di un titolo azionario è di fatto rappresentato dalla variabilità del suo rendimento. Mentre il profilo di rischio di un’azione risente di queste variabili:

  • volatilità: si riferisce alla variabilità complessiva del rendimento di un titolo e viene generalmente stimato sulla base della deviazione standard delle variazioni del prezzo del singolo titolo
  • beta: misura la sensibilità del singolo titolo alle variazioni del suo indice di riferimento

La variabilità si compone di 2 elementi:

  • componente non sistematica o diversificabile: che si riferisce alle caratteristiche proprie dell’asset
  • componente sistematica e non diversificabile: fattori esterni al titolo e ad essi non dipendenti

La prima componente può essere mitigata investendo su più azioni, ma di settori diversi onde evitare la correlazione tra loro che porta ad un crollo generale.

La seconda componente, invece, deve essere mitigata diversificando il proprio portafoglio con asset di diversa natura, quindi per esempio materie prime, indici azionari, criptovalute, valute forex, ecc.

Poiché, in caso di crisi del mercato azionario, quanto meno potremmo controbilanciare le perdite con altri settori.

Piattaforme regolamentate per investire in azioni

Puoi sfruttare il rapporto rischio-rendimento su broker come eToro e OBRInvest. I quali, oltre ai classici strumenti di stop loss e take profit, ne prevedono altri per aiutarti ancora di più.

eToro

Il broker eToro offre dei servizi per cercare di rendere meno influente possibile il rapporto rischio-rendimento.

Puoi per esempio copiare cosa fanno i migliori trader iscritti al broker, chiamati Popular investors, col servizio Copy trading. In questo modo, guadagnerai limitandoti a copiare cosa fanno i migliori.

Puoi anche aiutarti nella valutazione del rischio-rendimento leggendo cosa dicono gli altri sugli asset, seguendo i loro post nella sezione Feed (Social trading).

Su eToro puoi anche sfruttare un conto demo per valutare se il rapporto rischio-rendimento calcolato sia giusto, senza rischiare i tuoi soldi reali.

Puoi iniziare a investire sul mercato azionario con eToro da qui.
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OBRinvest

Il broker OBRinvestti aiuta con strumenti come i segnali di trading di una società tra le migliori del settore: Trading central. Li riceverai comodamente via sms.

Altri strumenti in tuo aiuto, per svolgere al meglio il rapporto rischio-rendimento, sono:

In base alle tue possibilità potrai scegliere tra 4 account diversi, partendo dal Base che richiede 250 euro.

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Rischio – rendimento: le FAQ

Cos’è il rapporto rischio-rendimento?

E il rapporto che mette a confronto tutti i rischi e il potenziale rendimento relativo ad intraprendere un investimento. Pensalo come una bilancia con 2 piatti.

Conviene calcolare il rapporto rischio-rendimento?

Conviene sempre mettere in conto tutti i fattori positivi e negativi di un investimento, sebbene parliamo sempre di previsioni. Quindi la realtà potrebbe essere diversa.

Quali sono i migliori broker per sfruttare il rapporto rischio-rendimento?

Broker come eToro e OBRinvest.

Rapporto rischio rendimento

Conclusioni

Prima di aprire una posizione o una serie di posizioni, conviene sempre calcolare quali sono i possibili rischi a cui si va incontro e qual è il potenziale investimento. Da questo rapporto, potremo capire se il gioco vale la candela.

Non esiste un calcolo del rapporto rischio-rendimento che va bene sempre e comunque. Poiché può cambiare in base al tipo di asset, al momento storico dei mercati, alla nostra propensione al rischio, alle strategie di trading che adoperiamo.

Possiamo comunque sfruttare i servizi offerti da alcuni broker per cercare di trarne i migliori vantaggi. Come per esempio eToro e OBRInvest.