Il rapporto tra Pubblica Amministrazione e Sviluppo Economico a Roma

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Qual è il rapporto tra Pubblica Amministrazione e sviluppo economico? L’attuale percorso di riforme può trasformare la Pubblica Amministrazione in un volano della crescita? Su questo e su molto altro si è ragionato durante un convegno tenuto il 30 giugno a Roma, nei locali delle Sale Polifunzionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’evento, che ha preso il nome di “Dirigenza pubblica italiana in una prospettiva europea. Disillusione, identità e prospettive dopo due decenni di riforme“, ha visto la presenza, tra gli altri, del Ministro Gianpiero D’Alia.

Il contributo più interessante è stata la ricerca commissionata dalla Commissione Europea, Executive Survey on Public Sector Reform in Europe“. In questa, sono stati indagati i progressi in fatto di Pubblica Amministrazione dei principali paesi europei. Un abbondante capitolo è stato dedicato all’Italia.

La ricerca ha indagato la percezione dei dirigenti P.A. italiani e ha cercato di tracciare, a partire dalla stessa, un’orientamento per il ministero della Pubblica Amministrazione. Dall’indagine è emerso che i dirigenti italiani sono molto critici nei confronti del percorso di riforme intrapreso negli ultimi anni, anche se non giudicano l’esperienza come negativa in senso assoluto. Inoltre, manifestano un’apertura alle novità maggiori dei colleghi francesi e inglesi. Vengono inoltre giudicate positivamente i passi in avanti, comunque parziali, nel campo della trasparenza e dell’e-governement.

Ben più critico è Rosario Scalia, della Corte dei Conti, il quale pone l’accento sugli sprechi della Pubblica Amministrazione, palla al piede per quanto riguarda la crescita economica. Il problema dell’Italia è la liquidità (o almeno uno dei tanti), dunque risparmiare eliminando le distorsioni della macchina pubblica rappresenta un intervento propedeutico a qualsiasi misura anti-crisi. Nella sua relazione, “Controllo della spesa e prevenzione di inefficienze e sprechi di risorse pubbliche“, ha introdotto qualche concetto significativo e nello stesso tempo ha lanciato un allarme ai policy makers.

Secondo Scalia, va impressa una svolta per quanto riguarda il monitoraggio dei costi. Le spese dell’amministrazione vanno monitorate attentamente e rese pubbliche, in modo che eventuali sprechi emergano alla luce del sole e che lo sguardo del cittadino possa rappresentare un deterrente finalmente efficace. In aggiunta, Scalia, nel ruolo di rappresentante della Corte dei Conti, richiede la possibilità da parte del suo ente di poter ottenere i dati dalla Pubblica Amministrazione ogni qual volta ciò si renda necessaria, sempre nella prospettiva di un monitoraggio compiuto: “Vi è la necessità di esercitare in concreto il potere di effettuare richieste di dati e di informazioni all’Amministrazione, in via concomitante; richieste necessarie per la formulazione di un giudizio che si dimostri sempre obiettivo e fondato su dati di fatto” si legge nella relazione. Vanno ricercati e creati metodi per individuare facilmente i conflitti di interessi e metodi altrettanti efficaci per prevenirli o risolverli. I conflitti di interesse, infatti, pongono l’interesse privato sopra l’interesse pubblico e privano la collettività di risorse necessarie.

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