Rapporto Assinform: sprofonda il Mercato Digitale Globale

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Assinform ha pubblicato un report che scandaglia a tutto campo il mercato digitale globale. Il report prende il nome di “Informatica, telecomunicazioni e contenuti multimediali”.

Lo stato di salute del mercato digitale nel mondo non desta particolari ottimismi. Anzi, è stato registrato un calo generalizzato e abbastanza pesante. Un calo del fatturato, nello specifico, del 7,5%. Scomponendo i dati, poi, si scopre che il mercato IT (Information Technology) è calato del 5,8% e un calo delle TLC (telecomunicazioni) del 6,5%.

Preoccupano, sempre a livello globale, gli investimenti delle grandi imprese, giù del’1,7%. Le media imprese, invece, hanno investito il 2,1% in meno e le piccole imprese (dato preoccupante) il 3% in meno.

In senso assoluto, il mercato digitale globale italiano si comporta un po’ meglio. C’è da specificare, però, che la situazione italiana parte da una sostanziale arretratezza rispetto alle eccellezze straniere, dunque con il mercato ancora da strutturare è scontato registrare un calo inferiore o addirittura una espansione. Il mercato digitale italiano si flette “solamente” dell’1,8% in un anno, il 2012, in cui il Pil è crollato del 2,4%.

In Italia i problemi ci sono e sono pure grossi. In primis, l’e-commerce, pur protagonista di una ascesa notevole, non riesce nemmeno lontanamente ad avvicinarsi alle medie europee. In Italia, il fatturato dell’e-commerce rappresenta il 6% del fatturato delle vendite totali. In Europa il 15%. Un altro problema tutto italiano, e che è forse la matrice di tutti i mali legati al mercato digitale,è il digital divide: le abitazioni che dispongono di banda larga, in Italia, sono solo il 55% del totale. La media Ue è del 73%. Il 37% degli italiani, addirittura, non ha mai visto internet in vita sua. Inoltre, solo il 15% degli internauti effettua acquisiti online (in Europa il 35%). Altri dati sconfortanti riguardano l’e-banking – solo il 21% degli italiani lo pratica contro il 40% degli europei – e la Pa: solo il 19% degli italiani interagisce digitalmente con essa, contro il 44% della media Ue.

Paolo Angelucci, presidente di Assinform, ha puntato l’attenzione proprio sull’agenda digitale dell’Italia. Motore, secondo lui, della tanto famigerata – e attesa – crescita: “La realizzazione dell’Agenda digitale va posta al centro del progetto di sviluppo del Paese al fine di creare le condizioni per la modernizzazione della Pa e delle sue transazioni con i cittadini e con le imprese”.

Assinform, nel report, propone qualche soluzione interessante. Il primo di questi è il Bonus Cloud, una sorta di credito dove a essere concesso non è il denaro, ma applicazioni per il cloud (l’obiettivo è implementare i servizi digitali offerti dalle imprese). Per quanto riguarda l’IT in senso stretto, Angelucci propone l’istituzone di un Fondo di Garanzia apposito, da destinare esclusivamente ai dipartimenti di innovazione e ricerca delle imprese. Infine, questo Fondo potrebbe essere utilizzato per finanziare degli stage di 12 mesi, in modo da formare nuovi professionisti del digitale e contribuire alla risoluzione del problema occupazione.

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