Moretti & co.: quanto guadagnano i Manager Pubblici

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La polemica sollevata dall’amministratore di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, circa il taglio degli stipendi dei manager pubblici, non si è ancora sopita. E così, mentre qualcuno minaccia di andar via dall’Italia se l’emolumento venisse ritoccato al ribasso, e qualcun altro ambisce invece a legare la remunerazione dei manager al buon risultato ottenuto dalla compagine amministrata, le dichiarazioni degli ultimi giorni hanno reso infuocato il clima intorno a un tema fondamentale.

Ma quanto guadagnano veramente i manager pubblici?

A darne risposta è lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze, tenuto alla pubblicazione dei dati concernenti gli emolumenti percepiti dai consiglieri di amministrazione delle società partecipate dallo Stato. Ad oggi sono disponibili solamente i dati relativi al 2012, e a tali possiamo pertanto fare affidamento per illustrare un breve panorama della situazione remunerativa.

Ferrovie

Partiamo dunque dal manager le cui dichiarazioni hanno acceso la polemica, Mauro Moretti. L’amministratore di Ferrovie dello Stato ha percepito un compenso complessivo nel 2012 pari a 874 mila euro. Nello stesso consiglio di amministrazione figura altresì Lamberto Cardia, presidente del cda, con un compenso pari a 300 mila euro. Si “accontentano” di 30 mila euro ciascuno Alberto Brandani, Antimo Prosperi e Stefano Zaninelli.

Altre società a partecipazione pubblica

Tra gli emolumenti più significativi spiccano certamente quello del manager di GSE (il Gestore dei Servizi Energetici), Nando Pasquali, che ha chiuso il 2012 con un compenso di 411 mila euro in qualità di amministratore delegato, e 109 mila euro come carica combinata di presidente e AD dal 13 luglio 2012. Maurizio Prato, dell’Istituto Poligrafico della Zecca di Stato ha invece percepito 601 mila euro, contro i 158 mila euro di Rodrigo Foresio Cipriani dell’Istituto Luce Cinecittà, i 241 mila euro di Paolo Reboani di Italia Lavoro, i 272 mila euro di Paolo Galimberti di Rai (140 mila euro per Anna Maria Tarantola, in carica dal 10 luglio 2012), i 246 mila euro per Tommaso Afinita di Rete Autostrade Mediterranee, i 415 mila euro di Cristiano Cannarsa di Sogei, i 326 mila euro di Vincenzo Assenza di Sogesid, i 570 mila euro di Giuseppe Nucci di Sogin, i 261 mila euro di Carlo Nizzo di Studiare Sviluppo, i 789 mila euro di Domenico Arcuri di Invitalia, i 750 mila euro di Pietro Cucci di Anas o ancora i 336 mila euro di Raffaele Pagnozzi di Coni Servizi, i 473 mila euro di Mauro Masi di Consap, i 475 mila euro di Domenico Casalino di Consip, i 428 mila euro di Giuseppe Sala di Expo 2015, i 287 mila euro di Riccardo Mancini di Eur e i 502 mila euro di Massimo Garbini di Enav.

Chi volesse approfondire, può trovare qui il pdf con l’elenco completo (via La Repubblica.it).

Record

In ogni caso, non è certo Moretti il primo della lusinghiera lista dei manager pubblici più pagati. A detenere il record è infatti l’amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane, Massimo Sarmi, che nel 2012 ha guadagnato 40.000 euro di compensi di cui ex comma 1 art. 2389 c.c., 1.558.540,06 euro come parte fissa di cui al comma 3 art. 2389 c.c. (di competenza del 2011, ma erogato nel 2012, per 638.745,92 euro), 225.533,52 euro come parte variabile annuale di cui al comma 3 art. 2389 c.c. e, infine, retribuzione per la parte dirigenziale per 377.746,62 euro. In tutto, 2.201.820,20 euro, che lo rendono il manager più ricco proprio davanti al “collega” di consiglio di amministrazione, Giovanni Ialongo, presidente di Poste, con un totale erogato nel 2012 pari a 903.611,11 euro.