Quanto costa all’Europa l’evasione fiscale?

controllo-evasione-fiscale

Secondo quanto affermato dal presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy, l’evasione fiscale farebbe “perdere” al vecchio Continente circa mille miliardi di euro l’anno. Una dichiarazione che profuma di anteprima rispetto a quanto si discuterà nel corso del prossimo vertice tra capi di Stato, fissato per il 22 maggio, e utile per poter porre l’attenzione sulla necessità di contrastare nel migliore dei modi la piaga dell’evasione e dell’elusione.

Quanto ci costa l’evasione

Per comprendere quanto sia grave il fenomeno dell’evasione fiscale, basti considerare che – sottolineava pochi giorni fa Van Rompuy – i mille miliardi di “danno” generati dall’economia nera corrisponderebbero al Pil della Spagna, la quinta economia europea, all’intero bilancio settennale dell’Ue e sono 100 volte il piano di aiuti per Cipro.

Nel messaggio recentemente diramato, Van Rompuy ha poi ricordato come “i segnali politici importanti che vengono da alcuni paesi europei per combattere frontalmente l’evasione fiscale e affrontare la questione del segreto bancario“.

Il presidente del Consiglio Ue ha poi accolto le lettere inviate dai ministri delle Finanze di Italia, Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna e Polonia, Paesi dall’infaticabile opera per la realizzazione di un progetto pilota che dovrebbe permettere una più facile individuazione degli evasori, mediante (anche) il rafforzamento dello scambio di informazioni. Contemporaneamente, Lussemburgo ha anticipato di voler abolire il segreto bancario, mentre l’Austria starebbe negoziando con Bruxelles una decisione non dissimile, ponendo pertanto le basi per una definitiva cessazione dell’opacità del sistema bancario.

Paesi membri protagonisti della lotta all’evasione

Sebbene la supervisione europea, e la sinergia tra i membri, sia considerata una determinante fondamentale nel perseguire la lotta all’evasione fiscale, il ruolo da protagonista nel comparto deve essere svolto dalla singola nazione.

“Spetta soprattutto agli Stati membri agire” – ha affermato Van Rompuy, evidenziando poi che non è possibile muoversi in tale direzione in maniera isolata, visto e considerato che le soluzioni più efficienti non possono che essere transfrontaliere, “non solo in Europa ma anche nel mondo“, e andrebbero pertanto ricercate non solamente in ambito comunitario, ma anche tra i G8 o tra i G20. Proprio in tal senso andrebbe pertanto ricercato il ruolo delle istituzioni europee, decisive nel proporsi in ambito globale “con una sola voce“.

Simile l’opinione italiana in materia. Secondo quanto affermava il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, infatti, “a livello globale la lotta all’evasione richiede collaborazione. L’Italia e’ sempre stata impegnata a combattere l’evasione fiscale nella convinzione che la trasparenza e l’uso della scambio automatico delle informazioni sono i maggiori strumenti per contrastarla“.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY