Ecco quando finirà la Crisi Economica

fine-crisi-economica

L’economia complessiva dei paesi afferenti al G7 è in miglioramento e si iniziano ad intravedere i primi segnali di ripresa dalla crisi economica grazie soprattutto alle strategie monetarie ed ai provvedimenti fiscali intrapresi nella zona euro. Sebbene queste stesse linee guida siano state seguite anche dall’Italia, è tuttavia previsto un trimestre in decrescita: l’Italia è una delle nazioni del G7 tra le più lontane da un’imminente uscita dalla crisi economica. In generale l’economia europea è in ripresa e si prevede una crescita del prodotto interno lordo europeo del 2,4%, tuttavia per l’Italia si registrerà un calo medio del PIL del 1% nel 2013.

Crisi economica: Italia maglia nera.

Sebbene l’Italia risulti anche quest’anno in recessione ed è la nazione che pesa di più, in negativo, sul PIL europeo, si intravedono deboli segnali di miglioramento che portano a stimare l’uscita dell’italia dalla crisi dell’economia entro il 2014. Dopo aver evitato il “fiscal cliff” americano e aver dato seguito al programma di acquisto di bond dalla Banca Centrale Europea, i mercati finanziari sono in netta ripresa. Ma se si analizza l’economia reale non si riscontra lo stesso dato di crescita presente nei mercati finanziari. In particolare nell’ambito dell’eurozona sono stati fatti buoni progressi sul tema della riduzione del deficit ma per l’uscita dell’Italia dalla crisi dell’economia solo recentemente si è imposto un governo solido che sta lavorando ad un piano di stabilità che sancisce riforme strutturali in grado di creare le basi per la fuoriuscita dalla crisi economica entro il 2014, sebbene la crescita sarà davvero minima. Un ulteriore slancio per sancire l’uscita dell’Italia dalla crisi dell’economia potrebbe venire da un intervento più mirato da parte della BCE, abbassando ulteriormente il costo del denaro. Sebbene i segnali attuali indicano la fuoriuscita dalla crisi economica nel 2014 questa non sarà garantita se non attraverso ulteriori interventi strutturali, in assenza dei quali la fine della recessione potrebbe slittare al 2015.

Le riforme per far uscire “a testa alta” l’Italia dalla crisi dell’economia

Secondo gli studi effettuati da Confindustria per una vera uscita dell’Italia dalla crisi dell’economia entro il 2014 bisogna sfruttare a pieno le risorse nelle quali il paese eccelle, cioè il settore manifatturiero, operando un taglio di costi e spingendo sulla competitiva. Inoltre dovrà essere sostenuta la domanda interna investendo in maniera seria e controllata sia nel settore pubblico che in quello dei privati. Questi due interventi strutturali porterebbero, secondo le stime di Confindustria, ad una crescita del 3% annuo ed un aumento dei posti di occupazione di circa 1,8 milioni di unità, permettendo una concreta uscita dell’Italia dalla crisi dell’economia. Queste stesse ricette porterebbe ad un miglioramento dei conti pubblici come conseguenza naturale del maggiore prodotto interno lordo ed a un rapporto debito/pil al di sotto del 104% entro il 2017. Nel dettaglio per uscire dalla crisi economica in maniera significativa e reale, e attuare le strategie sopra riportate, si dovrebbe eliminare il costo del lavoro dalla base imponibile Irap, tagliare di almeno 11 punti gli oneri pagati dalle aziende manifatturiere e detassare di conseguenza i dipendenti. Inoltre, per dare rilancio all’intera economia nazionale, si dovrebbe procedere allo sblocco immediato della quota parte di debiti che il governo ancora ha nei confronti dell’impresa italiana. Queste misure possono essere coperte tramite tagli alla spesa pubblica di 5 punti, la riorganizzazione degli incentivi statali ed una serrata lotta all’evasione che si basi su detrazioni reali a seguito delle spese sostenute dai cittadini.