Quali sono le professioni per eccellenza?: ecco i mestieri più remunerativi in Italia

Le professioni per eccellenza che soddisfano a pieno un lavoratore sono quelle più ambite in Italia, Paese che da diversi anni sta vivendo una crisi economica di grande rilevanza, e che si riflette ovviamente sullo stile di vita di una singola persona e delle numerose famiglie che giorno dopo giorno devono affrontare diverse spese.

Attualmente le tasse sono il problema principale dei lavoratori italiani, ma non solo, anche dei pensionati, infatti in un Paese dove il lavoro viene meno, risulta sempre più difficile accettare di rispettare le norme dello Stato, e di conseguenza, in Italia non sono pochi i casi di evasione fiscale.

Il Censis, tenendo conto delle opinioni degli italiani, ha diffuso dei dati molto importanti sulla stabilità economica di alcune professioni, di contro a quella meno soddisfacente che ne consegue da altri mestieri.

Censis: ecco chi c’è al primo posto tra le professioni per eccellenza

Per il Censis, al primo posto tra professioni per eccellenza, vi sono i medici (su una scala da 1 a 10, il 37% ha attribuito il punteggio massimo), al secondo posto seguono i magistrati (25%), i professori universitari (19,5%), i notai (17%), gli ingegneri (15%), gli imprenditori (15%), i dirigenti d’azienda (13%), i politici (9%), gli avvocati (9%), i dirigenti di banca (8%) e infine i commercialisti (5%) e i geometri (4%).

Il Censis si è soffermato sui dati che hanno evidenziato il calo vertiginoso della professione dell’avvocato, professione che in passato era considerata molto più redditizia, appunto considerata per eccellenza.

Solo per il 16% degli italiani, la professione forense è diventata ancora più prestigiosa negli ultimi anni, per il 47% è rimasto invariato, per il restante 37% è invece diminuito.

professioni per eccellenza

Negli ultimi cinque anni, la percentuale degli italiani che si sono rivolti ad un avvocato è stata del 42%, ma ricorrere ad una consulenza legale pare che dipenda molto non solo dalla disponibilità economica del cliente, quanto anche dal suo livello di istruzione che andrebbe ad influenzare la sua decisione. Ecco le percentuali della tipologia di clienti che di recente si sono rivolti ad un avvocato: il 24% degli italiani ha la licenza media, il 43% ha un diploma, il 48% ha la laurea.

La considerazione del professionista legale però, oggi non è più la stessa, infatti ben l’85% degli italiani, pensa che il numero degli avvocati oggi in Italia è eccessivo.

L’avvocato è un professionista che da sempre nella società ha ricoperto un ruolo importante, infatti l’82% degli italiani, sebbene non abbia più fiducia in questa professione come accadeva un tempo, considera comunque l’avvocato un professionista dinamico che potrebbe essere legato ad altri aspetti del mondo del lavoro e della società.

Gli aspetti positivi e negativi della professione di avvocato

Gli aspetti positivi relativi alla professione di avvocato, secondo gli italiani, sono l’autonomia nell’organizzazione dell’attività (81%), i guadagni elevati (74%), i possibili sviluppi di carriera e la possibilità di intrecciare rapporti con il mondo politico e imprenditoriale (72% in entrambi i casi).

Tra gli altri pregi di intraprendere il mestiere dell’avvocato, per il 62% degli italiani, rientra anche la buona reputazione sociale che ha da sempre ha connotato il mestiere, tale dato sale al 72% tra i giovani di un’età compresa tra i 18 e i 34 anni.

Gli aspetti negativi della professione di avvocato, per l’83% degli italiani, vi è il continuo aggiornamento a cui il professionista deve ricorrere, seguono poi l’eccessiva concorrenza, (secondo il 74% degli italiani), e l’idea che la professione appartenga ad un sistema chiuso per poter avere la possibilità di crescere professionalmente (secondo il 67%).

Altri aspetti negativi del mestiere, secondo il 57% degli italiani vi sono la perdita di prestigio sociale avvenuta nel tempo, per il 56% la scarsa capacità di innovazione, il 55,5% il poco tempo libero lasciato per sé e per la famiglia, il 28% gli scarsi margini di guadagno.

Censis: altri aspetti negativi che connotano la professione di avvocato

Per il Censis, altri aspetti negativi che connotano la professione di avvocato, secondo gli italiani c’è anche la scarsa fiducia nel sistema della giustizia, il 60% della popolazione italiana pensa che l’avvocato appartenga d un settore professionale contraddittorio e disfunzionale.

professioni eccellenza avvocato

Il 40% degli italiani crede invece che l’avvocato, spesso non è abbastanza preparato per il suo lavoro, oppure è troppo legato al profitto economico andando dunque ad agire a discapito del suo cliente, camuffando il suo comportamento venale e spesso molto dipendente dalla politica.
Il 28% degli italiani afferma di ricorrere ad un avvocato in modo piuttosto veloce per questioni anche minime, mentre il 12,5% pensa che ci sia un’eccessiva selettività per l’accesso alla professione, mentre il 9% considera l’immagine che i media affibbiano all’avvocato come denigratoria per la sua figura professionale.

La sfiducia degli italiani nei confronti degli avvocati è molto alta

I dati del Censis continuano con l’affermare la sfiducia che gli italiani hanno nei confronti degli avvocati, e più in generale, della giustizia.

Il 75% della popolazione crede che il sistema giudiziario non garantisce la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, e per il 57% tale situazione è peggiorata nel tempo, mentre solo un misero 4% pensa invece che la situazione sia migliorata. Un preoccupante 51% degli italiani ha dichiarato che almeno una volta nella vita ha deciso di rinunicare alla tutela del proprio diritto proprio a causa della sfiducia nei confronti della Legge.

Ad avere maggiore sfiducia nei confronti del sistema giudiziario, sono le persone con un elevato grado di istruzione, capita dunque che tali persone, pur rivolgendosi ad un professionista legale per propria necessità, non guardi di buon occhio il comportamento dell’avvocato, andando ad assumere dunque un atteggiamento molto più critico, rispetto ad un cliente con titoli di studio inferiori.

Il Censis rivela che ad aver rinunciato alla tutela dei propri diritti è il 38% degli italiani con la sola licenza media, mentre la percentuale sale al 54% tra i diplomati e al 53% tra i laureati.

Professioni per eccellenza: gli avvocati non hanno un guadagno stabile

I dati relativi alle professioni per eccellenza rivelano che solo il 30% degli avvocati italiani ha fatturato un guadagno stabile nel corso degli ultimi due anni, periodo in cui invece il 44% di essi ha visto il proprio fatturato diminuire (il 49% tra gli avvocati del Mezzogiorno), mentre solo il 25% ha avuto un aumento del proprio guadagno.

Tra le specializzazioni degli avvocati, prevale quella sul diritto civile, pari al 54%, mentre l’11% si specializza in diritto penale, il 9% in diritto di famiglia (per le donne avvocato, la percentuale sale al 14%). Gli avvocati specializzati in diritto societario sono soltanto il 3%, mentre solo l’1% è specializzato in diritto internazionale. Un altro dato preoccupante diffuso dal Censis è la percentuale degli avvocati che decidono di indirizzare la propria attività verso servizi specializzati, si tratta infatti soltanto dell’11%.