Pump.fun: cos’è, come funziona e come creare memecoin su Solana(2026)
Da metà 2024 a oggi, parlare di memecoin su Solana significa quasi sempre parlare di Pump.fun.
La piattaforma è arrivata online il 19 gennaio 2024 e in poco più di due anni è cresciuta in un modo impressionante: oltre 11,9 milioni di token creati, fino al 71% dei lanci giornalieri sulla blockchain di Anatoly Yakovenko, ricavi cumulativi che hanno superato i 935 milioni di dollari. Numeri che, fino a pochi anni fa, sarebbero sembrati impensabili per un launchpad nato per scherzo.
Ma cos’è davvero Pump.fun? Non è solo un sito dove la gente lancia token a caso. È un sistema che mette insieme tecnologia blockchain, finanza speculativa e meme culture, con un’impalcatura matematica chiamata bonding curve.
Niente pre-allocazioni al team, niente liquidity pool da configurare a mano, niente smart contract da scrivere: tutto è automatico. Per molti trader retail è stata la prima vera porta d’ingresso al mondo cripto. Per molti altri, è stata anche la prima brutta esperienza, dato che più del 90% dei token finisce in rug pull o in schemi truffa stile pump-and-dump.
In questa guida cecherò di portarti la mia esperienza personale su Pump.fun. Partiamo dal funzionamento della bonding curve e dalla famosa soglia dei 69.000 dollari, oltre la quale un token migra su PumpSwap, il DEX interno che a marzo 2025 ha sorpassato Raydium e che ora gestisce la fetta più grande del trading memecoin su Solana.
Poi entriamo nel pratico: come si crea un token con Phantom o Solflare, quali fee si pagano, com’è strutturata la tokenomics di PUMP e cosa è successo all’ICO da 500 milioni di luglio 2025.
Farò anche un confronto con un’altra piattaforma molto popolare che è Axiom Trade. Sono due piattaforme simili ma comunque diverse. Pump.fun è un launchpad, Axiom è un trading terminal sostenuto da Y Combinator.
Vedremo poi come vengono create le memecoin su questa piattaforma, quali sono i progetti interessanti e cosa devi assolutamente sapere per entrare in un mercato in cui la maggior parte dei progetti muore in poche ore.
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Cos’è Pump.fun
Pump.fun nasce nel 2024 dall’idea di tre sviluppatori, Alon Cohen, Noah Tweedale e Dylan Kerler, che capiscono una cosa importante: Solana, con commissioni quasi a zero e blocchi sotto il secondo, è il terreno perfetto per portare la creazione di memecoin su scala industriale.

Prima di Pump.fun, lanciare un token voleva dire conoscere Solidity o Rust, depositare liquidità iniziale, configurare un pool su Raydium o Orca e smanettare con parametri tecnici tutt’altro che intuitivi. La piattaforma cancella tutti questi passaggi e riduce l’operazione a pochi click sul sito ufficiale.
L’idea di fondo è semplice e, per chi conosce il settore, dirompente: spostare la creazione di token dal mondo degli sviluppatori a quello dei creator digitali, della cultura pop e dei meme.
🛠 GUIDA PRATICA Tutto sulle memecoin: guida completa
I primi giorni i volumi sono stati modesti, ma in pochi mesi Pump.fun è diventato il principale punto di accesso alle memecoin Solana.
Già nel secondo trimestre 2024 supera quota un milione di token creati e da lì in poi assorbe la fetta più grande dei volumi. Ogni nuova ondata di hype, dai token AI come GOAT alle creature simbolo come PNUT, passa quasi sempre da Pump.fun.
Il principio del fair launch e l’eliminazione delle barriere tecniche
Il concetto chiave attorno a cui è costruita Pump.fun è il fair launch. In pratica: nessuna pre-allocazione al team, nessuna whitelist privilegiata, nessuna pool di liquidità iniziale gestita da insider.
Quando un token nasce, esiste solo la sua bonding curve, e tutti, dal primo all’ultimo acquirente, partecipano alle stesse condizioni. È una filosofia che richiama lo spirito originario delle ICO del 2017, ma con un meccanismo più trasparente: il prezzo lo decide il codice, non un foglio Excel del team.
L’altra faccia della medaglia è l’eliminazione delle barriere tecniche. Ti basta un wallet Solana, Phantom o Solflare vanno bene tutti e due, un nome, un ticker, un’immagine e circa 0,02 SOL di costo iniziale.
🛠 GUIDA PRATICA Phantom: il wallet numero 1 su Solana
Niente codice da scrivere, niente smart contract da firmare, niente servizi terzi. Questo livello di accessibilità ha democratizzato la creazione di asset digitali, vero, ma ha anche aperto le porte a una valanga di token-spazzatura.
Le criticità che la piattaforma vive oggi nascono proprio qui.
Come funziona la bonding curve di Pump.fun
Il modello di pricing automatico e la formula lineare
La bonding curve è il vero motore di Pump.fun. È un algoritmo che lega il prezzo di un token alla quantità acquistata: ogni nuovo acquisto fa salire il prezzo di una frazione fissa, ogni vendita lo fa scendere.

Per la maggior parte dei token Pump.fun si tratta di un modello lineare, che non prevede liquidity pool tradizionali. Niente market maker, niente ordini limit. Solo una formula matematica che lo smart contract applica in modo deterministico, blocco dopo blocco.
Chi compra all’inizio prende i token a prezzi bassissimi, ed è uno dei motivi per cui su Pump.fun la velocità conta tantissimo.
Quando una memecoin diventa virale nel giro di pochi minuti, i primi entrati possono rivendere a chi arriva dopo a prezzi molto più alti.
Chi compra in fase avanzata della curva paga un premio importante, e basta che il momentum si fermi per ritrovarsi in perdita.
La soglia dei 69.000 dollari e la graduation del token
Ogni token su Pump.fun ha un destino possibile: arrivare a un market cap totale di 69.000 dollari. Quella è la soglia di graduation, il momento in cui il token esce dalla bonding curve e migra automaticamente su un DEX, dove può essere scambiato come qualunque altro asset Solana. Fino a marzo 2025 la migrazione finiva su Raydium; dopo, è iniziata su PumpSwap, il DEX nativo di Pump.fun.
La soglia è fissa e il sistema controlla in tempo reale il valore complessivo dei token in circolazione.
Qui vedi ad esempio il token GOAT, lanciato 2 anni, fa una delle memecoin più popolari:

La migrazione è insieme un risultato tecnico e un segnale di mercato: certifica che dietro al progetto c’è davvero domanda. Il restante 98% rimane intrappolato sulla curva fino a quando l’interesse svanisce o il creator decide di tirare lo scappellotto del rug pull.
Cosa accade dopo la migrazione: dalla curva al DEX
Quando un token migra, la bonding curve si chiude. Da quel momento in poi il prezzo è funzione esclusiva del mercato sul DEX.
Su PumpSwap viene generata in automatico una pool di liquidità con l’equivalente SOL accumulato durante la fase curve, e il token diventa scambiabile come qualunque altro asset DeFi: ordini di mercato, swap, possibilità di fornire liquidità, rendimenti per i liquidity provider.
La supply standard di un token Pump.fun è 1 miliardo, di cui circa 800 milioni messi sulla curva durante la fase iniziale.
Per il creator la graduation è un momento decisivo. I token che gli sono rimasti in tasca prendono valore ai prezzi del DEX e diventano vendibili con liquidità reale.
Per il trader, è invece una transizione: la dinamica del prezzo non è più la curva matematica ma la volatilità tipica delle memecoin, spesso amplificata da bot e community organizzate.
Pump fun è essenzialmente una piattaforma in cui sono importanti anche i creator e quindi la community
Da qui in poi capire un token vuol dire guardare i dati on-chain, vedere chi sono gli holder, leggere i pattern di volume su PumpSwap. Qui sotto vediamo qual è il ciclo di vita tipico di un token su Pump.fun

Ciclo di vita di un token su Pump.fun, dalla creazione alla migrazione su PumpSwap.
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Come creare un token su Pump.fun passo per passo
I wallet Solana richiesti: Phantom e Solflare
Per usare Pump.fun ti serve un wallet compatibile con Solana. I due standard di mercato sono Phantom e Solflare.
Phantom è il più diffuso, c’è sia come estensione browser sia come app per iOS e Android, e ha una UX particolarmente curata se sei alle prime armi.

Solflare è la scelta di chi cerca controlli di sicurezza più granulari, integrazione nativa con Ledger e funzioni avanzate come il sistema Guards, che intercetta in tempo reale le transazioni sospette e blocca l’invio.
Una regola che vale sempre: scarica il wallet solo dal sito ufficiale, mai da link che ti arrivano via Telegram, Twitter o Discord.
Le frodi più ricorrenti su Solana iniziano proprio così: un finto installer di Phantom o Solflare svuota il portafoglio non appena firmi una transazione. Una volta installato, scrivi la seed phrase su carta, mettila in un posto fisicamente sicuro, e usa una password robusta. Se gestisci più di poche centinaia di euro, conviene da subito affiancare un Ledger come hardware signer.
La procedura di lancio dal sito ufficiale pump.fun
La creazione di un token avviene direttamente sul dominio ufficiale pump.fun.
Dopo aver collegato il wallet, clicchi sul pulsante “Create coin” o equivalente. Si apre un form con i dati da compilare: nome, ticker, descrizione, immagine logo (in genere JPG o PNG) e, opzionalmente, link al sito web e ai canali social. Pump.fun non chiede KYC, non chiede verifica dell’età. È parte del modello, ed è anche uno dei principali motivi delle critiche regolatorie.

Quando confermi il form, il wallet ti chiede di firmare la transazione. Pochi secondi dopo, il token è on-chain, la bonding curve è attiva e chiunque può comprare.
Da quel momento in poi il successo dipende da fattori non più tecnici: la qualità del concept, la capacità di costruire una community, la viralità della narrazione, la presenza di volumi reali.
Pump.fun mette a disposizione strumenti di livestream, chat e raccomandazioni algoritmiche per dare visibilità ai nuovi lanci, ma non interviene mai sul prezzo né sulla curva.
Costi iniziali, immagine, ticker e descrizione
Il costo della creazione si aggira sui 0,02 SOL, pochi dollari ai prezzi correnti. A questo si somma la commissione di rete Solana, di solito intorno a 0,00025 SOL per transazione. Niente abbonamento, niente costi nascosti.
L’unica spesa rilevante sono le commissioni di trading (fee), che però sono pagate da chi compra e chi vende sulla curva, non il creator.
La scelta di nome, ticker e immagine è strategica. Le memecoin che funzionano hanno quasi sempre nomi brevi, evocativi, legati a un riferimento culturale forte: animali, eventi virali, frasi che girano in quel momento.
Il ticker dev’essere riconoscibile e, se possibile, non collidere con altri progetti già in giro. L’immagine, infine, viene visualizzata ovunque, dal feed agli exchange ai wallet, ed è uno dei fattori che incidono di più sulla viralità nelle prime ore di vita del token.
Costi, fee e struttura commissionale di Pump.fun
Le commissioni di trading sulla bonding curve
La fee complessiva di trading su Pump.fun, in fase bonding curve, è dell’1,25% per ogni acquisto e per ogni vendita.
È un valore tutt’altro che trascurabile, soprattutto se lo confronti con i DEX tradizionali, dove la commissione standard si aggira intorno allo 0,25%. Una parte di questo 1,25% finisce al protocollo Pump.fun (storicamente intorno allo 0,95%), mentre una porzione variabile fra lo 0,05% e lo 0,30% va al creator del token come incentivo a tenere viva la community.
Sulle posizioni piccole l’impatto reale non è affatto trascurable. Se entri con 100 dollari, paghi 1,25 dollari di fee in ingresso e altrettanti in uscita: il prezzo deve salire del 2,5% solo per pareggiare. Nel trading veloce su token volatili, anche pochi punti di slippage trasformano un’operazione apparentemente vincente in una perdita netta.
Fee di migrazione, creator rewards e protocol fee
Quando un token completa la migrazione, il sistema deve creare la pool di liquidità sul DEX di destinazione. Fino a marzo 2025 questa operazione richiedeva una fee di migrazione verso Raydium per coprire i costi tecnici.
Con il lancio di PumpSwap la migrazione interna è stata azzerata: la pool si crea istantaneamente, gratis, e Pump.fun trattiene il valore commissionale che prima finiva su Raydium.
Nel 2025 ie creator rewards sono diventate una leva strategica. La piattaforma ha modificato più volte la quota destinata ai creator per provare a incentivare lanci di qualità e ridurre i token-spazzatura.
Nel singolo giorno successivo all’introduzione delle nuove regole, i creator hanno guadagnato collettivamente oltre 2 milioni di dollari. Un dato che racconta bene l’asimmetria: pochi progetti vincenti generano flussi importanti, la maggior parte dei lanci si esaurisce nel giro di poche ore.
| Piattaforma | Fee per trade | Migrazione | Note |
| Pump.fun (bonding curve) | 1,25% | Da curva a PumpSwap: 0 | 0,95% protocollo + 0,30% creator (variabile) |
| PumpSwap (post-graduation) | ≈ 0,25% | — | DEX nativo di Pump.fun, pool create al volo |
| Raydium | 0,25% | — | AMM storico, pool gestite dai liquidity provider |
| Orca (Whirlpools) | 0,01% – 0,30% | — | Concentrated liquidity, fee tier configurabili |
Fonte: documentazione ufficiale delle piattaforme
PumpSwap: il DEX interno che ha sostituito Raydium
Il lancio e gli obiettivi strategici
PumpSwap è entrato in funzione il 20 marzo 2025 come decentralized exchange nativo di Pump.fun.
La sua nascita ha una logica strategica chiarissima: smettere di esportare liquidità e fee verso Raydium e tenere dentro l’ecosistema l’intero ciclo di vita dei token.
Prima del lancio, ogni memecoin laureato finiva su Raydium e generava ricavi per il principale AMM Solana; dopo, quegli stessi ricavi vengono catturati direttamente da Pump.fun.
Sotto il cofano PumpSwap funziona come un AMM constant product, simile per logica a Uniswap v2 e a Raydium classic, ottimizzato però per i flussi tipici dei memecoin: lanci frequenti, volatilità da capogiro e pool di piccola e media taglia.

La migrazione dalla bonding curve è automatica, istantanea e gratuita. Niente attese, niente fee dedicata, niente frizioni che, su Raydium, richiedevano qualche minuto e una commissione separata.
La performance di mercato e il sorpasso su Raydium
Nel giro di una settimana dal lancio, PumpSwap ha conquistato il 42,3% della market share AMM su Solana, scavalcando Raydium che si attestava al 34,2% (rilevazione del 26 marzo 2025).
Nel primo trimestre 2026 il volume settimanale di PumpSwap ha superato i 2 miliardi di dollari, consolidando il sorpasso e trasformando il nuovo DEX nel principale punto di scambio per i memecoin Solana.
Questa concentrazione di volumi ha effetti collaterali interessanti. Gli aggregatori come Jupiter ora indirizzano una quota crescente delle transazioni verso PumpSwap; i bot di trading hanno aggiornato gli algoritmi per leggere le nuove pool; la liquidità complessiva su Solana si è in parte spostata da Raydium a PumpSwap, anche se Raydium resta dominante su altri segmenti come LE stablecoin e gli ecosystem token più affermati.
I vantaggi per creator, trader e per il flusso di liquidità
Per il creator, PumpSwap significa transizione fluida fra bonding curve e mercato secondario: niente attese, niente fee di migrazione, niente complicazioni tecniche.
Per il trader, vuol dire un’esperienza unificata, stesso branding e stessa interfaccia, e la possibilità di passare dal trading sulla curva al trading post-graduation senza cambiare strumento. Per la liquidità, significa che ogni nuovo token migrato genera in automatico una pool su PumpSwap, alimentando il volume del DEX e i ricavi del protocollo.
C’è però l’aspetto “centralizzazione” che devo per forza evidenziare. Pump.fun controlla sia il launchpad sia il DEX di destinazione, e questo concentra una quota enorme dei flussi memecoin sulla stessa entità.
Eventuali criticità tecniche o legali su Pump.fun avrebbero un impatto immediato su tutto lo stack.
Il token PUMP: l’ICO da record e la tokenomics
La public sale di luglio 2025 e i 500 milioni raccolti
Il 12 luglio 2025 Pump.fun ha lanciato il suo token nativo PUMP attraverso una public sale aperta al retail.
Sono stati venduti 125 miliardi di token al prezzo di 0,004 USD ciascuno e ha raccolto circa 500 milioni di dollari. Il sold-out è arrivato in 12 minuti, con una domanda molto superiore all’offerta, un segnale chiaro dell’interesse sia dei trader retail sia degli investitori istituzionali.

Sulla piattaforma di derivati Hyperliquid, prima del lancio ufficiale, PUMP veniva scambiato a 0,0056 USD, con un premium del 40% rispetto al prezzo ICO. Il dato segnalava aspettative tutt’altro che caute.
La fully diluted valuation calcolata sul totale di 1 trilione di token è risultata pari a 4 miliardi di dollari: una cifra significativa per un asset con appena due anni di storia operativa e una piattaforma ancora oggetto di forti critiche regolamentari.
Distribuzione del supply: ICO, community, team, investor
La tokenomics di PUMP è stata pubblicata insieme alla vendita pubblica.
La ripartizione è articolata: 33% del supply alla ICO retail, 24% a iniziative comunitarie e airdrop futuri, 20% al team di Pump.fun, 18% a vendite private istituzionali, 13% a investitori early-stage.
La fondazione si è riservata il 2%, l’ecosystem fund il 2,4%, le funzionalità di livestream il 3% e una quota residuale è andata a liquidità per gli exchange.

Il punto critico, condiviso con molti progetti crypto, è legato allo sblocco delle quote team e investor.
Anche se inizialmente bloccati, il fatto che oltre il 30% della supply sia in mano a stakeholder professionali introduce un rischio di sell pressure futura.
Se hai PUMP in portafoglio, è consigliabile monitorare il calendario di unlocking.
Buyback, burn e gestione attiva della supply circolante
Pump.fun ha trasformato PUMP in un token con politica monetaria attiva. Una quota costante dei ricavi del protocollo viene usata per ricomprare PUMP sul mercato secondario.
Ad aprile 2026 i buyback cumulativi avevano già superato i 254,93 milioni di dollari, riducendo la supply circolante del 19,98%. Il 29 aprile 2026 è stato eseguito un burn da 370 milioni di dollari di PUMP, eliminando in modo permanente circa il 36% della supply circolante in quel momento.
L’effetto economico è duplice. Da un lato sostiene il prezzo, soprattutto nei momenti di stress di mercato; dall’altro segnala agli investitori che il successo della piattaforma si riflette direttamente sul valore del token.
È una logica simile a quella di BNB su Binance: trasformare i ricavi del business in deflazione del token. Per i trader vuol dire che ogni metrica operativa di Pump.fun, volumi, ricavi, lanci, ha un impatto diretto sul valore di PUMP.
Statistiche e numeri chiave di Pump.fun
Volumi, ricavi e dominio del mercato Solana
Da gennaio 2024 a oggi, oltre 11,9 milioni di token sono stati creati su Pump.fun: una cifra che equivale a circa l’80% di tutti i token Solana lanciati nel periodo.
Il volume totale di trading ha superato i 150 miliardi di dollari, con picchi mensili sopra i 138 milioni di dollari di ricavi e ricavi cumulativi totali nell’ordine dei 935,6 milioni di dollari.
Nei mesi più caldi Pump.fun è arrivata a generare fino a 15 milioni di dollari di ricavi al giorno.
È l’applicazione crypto più rapida nella storia a raggiungere i 100 milioni di dollari di ricavi e, in termini economici, va inserita fra le piattaforme più redditizie dell’intero settore.
Per dimensione di flusso, Pump.fun ha rappresentato fino al 71% di tutti i lanci giornalieri di token su Solana, diventando di fatto un collo di bottiglia naturale del segmento memecoin.
Tasso di migrazione, liquidità reale e concentrazione del valore
Devo fare però qualche considerazione sulla qualità media dei progetti.
Su 11,9 milioni di token creati, meno di 97.000 mantengono una liquidità superiore a 1.000 dollari: oltre il 99% dei lanci non ha mai ricevuto neppure un investimento minimo dal mercato.
Solo l’1,54% completa la migrazione e accede a PumpSwap!. Il restante 98,46% rimane intrappolato sulla curva, con prezzi che collassano verso zero nelle ore o nei giorni successivi al lancio.
Questa concentrazione del valore ha implicazioni operative importanti. Se cerchi opportunità di trading, la regola empirica è privilegiare i pochi token con volumi reali e holder distribuiti, ignorando i lanci anonimi senza trazione.
Se invece pensi di lanciare un tuo progetto, costruire prima una community organica è fondamentale: la stragrande maggioranza dei token che di successo ha alle spalle una narrazione virale o una community attiva su Twitter, Telegram e Discord (molto usato da questi progetti=.
| Metrica | Valore |
| Token creati cumulativi | ≈ 11,9 milioni |
| Token con liquidità ≥ 1.000 USD | ≈ 97.000 (≈ 0,8% del totale) |
| Tasso di graduation medio | ≈ 1,54% (campione 2.008 token, luglio 2025) |
| Volume cumulativo di trading | Oltre 150 miliardi di dollari |
| Ricavi cumulativi del protocollo | ≈ 935,6 milioni di dollari |
| Quota lanci giornalieri Solana | Fino al 71% del totale |
| Buyback PUMP cumulativi | ≈ 254,93 milioni di dollari |
Statistiche pubbliche Pump.Fun – Aprile 2026
Pump fun vs Axiom Trade
Funzioni complementari: launchpad contro trading terminal
Pump.fun e Axiom Trade vengono spesso messi sullo stesso piano, ma in realtà operano in segmenti diversi.
Pump.fun è un launchpad: il suo ruolo è permettere la creazione e lo scambio iniziale di token attraverso la bonding curve.
Axiom Trade, sostenuto dall’acceleratore Y Combinator, è invece un trading terminal e un aggregatore.

Non crea token, ma facilita il trading di asset già esistenti, offrendo automazioni, copy trading, sniping di lanci e strumenti pensati per i trader esperti.
Il confronto ha senso perché i due servizi insistono sulla stessa base utenti.
Chi scopre una memecoin su Pump.fun e la vuole tradare in modo automatizzato finisce spesso su Axiom; chi cerca lanci freschi parte da Pump.fun e poi gestisce la posizione su Axiom.
Non è una concorrenza frontale, ma laterale: Axiom estrae valore dai trader esperti che, anche senza la sua piattaforma, opererebbero comunque sui DEX Solana.
Confronto ricavi a 7 e 30 giorni e target user
Nel primo trimestre 2026 Axiom ha superato Pump.fun nei ricavi a 7 giorni, circa 13,34 milioni di dollari contro un valore inferiore di Pump.fun, segno di un ecosistema di trader esperti molto attivi e con commissioni elevate.
Pump.fun, però, mantiene la leadership sui 30 giorni: 49,47 milioni di ricavi contro i 39 milioni di Axiom. La finestra mensile premia chi controlla la fase di emissione, ovvero la materia prima dell’intero settore.
Differenze anche sul pubblico target. Pump.fun è più orientata a creator e retail, Axiom a trader professionali e a chi gestisce capitale rilevante.
La user experience riflette questa segmentazione: Pump.fun ha un design semplice, frontend visivo, meccaniche social; Axiom ha dashboard tecniche, charting avanzato, tasti rapidi.
Sono due risposte diverse alla stessa domanda di mercato, e la coesistenza è probabilmente l’esito più realistico per i prossimi anni.
Cosa significa la concorrenza di Axiom per il futuro di Pump.fun
L’arrivo di Axiom ha costretto Pump.fun a una serie di mosse difensive: lancio di PumpSwap, modifica delle fee a favore dei creator, introduzione di funzionalità di livestream e community building.
La logica è chiara: trasformare la piattaforma da semplice launchpad in ecosistema completo, in modo che il trader non abbia incentivo a uscire verso un terminal terzo.
Resta da vedere se questa strategia reggerà nel medio periodo, o se Axiom riuscirà a consolidare la posizione su trader esperti e capitali professionali.
Visto con occhio analitico, il confronto Pump.fun vs Axiom Trade è un caso di studio sul ciclo classico dell’innovazione crypto.
Una piattaforma rivoluziona un segmento, attira utenti, genera ricavi enormi; subito dopo arrivano nuovi attori che si specializzano in nicchie più redditizie e iniziano a erodere quote.
Chi vince nel medio periodo è di solito chi riesce a integrarsi verticalmente e a controllare l’intera catena del valore, ed è esattamente quello che Pump.fun sta cercando di fare con PumpSwap e con il token PUMP.

Casi di successo: le memecoin che hanno generato milioni
Da Peanut the Squirrel a Fartcoin
Pochi token su Pump.fun hanno raggiunto valutazioni stratosferiche, ma quei pochi sono diventati simboli del settore.
Peanut the Squirrel (PNUT), nato dalla storia virale di uno scoiattolo soccorso e diventato meme nel giro di pochi giorni, ha toccato una market cap superiore a 1,8 miliardi di dollari, mantenendo a lungo valori sopra 1,1 miliardi e volumi giornalieri vicini al miliardo.

Goatseus Maximus (GOAT), memecoin nato da un esperimento legato ai contenuti AI, ha raggiunto 1,3 miliardi. Shark Cat (SC) ha superato i 100 milioni;
Fartcoin ha sfondato il miliardo.
Sono numeri che alimentano la narrazione del “prossimo PNUT” e che attirano nuovi entranti convinti di poter replicare quei risultati.
La realtà statistica è ben diversa: questi casi sono una frazione minuscola dei token creati, e nella maggior parte delle storie i guadagni si concentrano su una minoranza di acquirenti early.
La media del trader retail sui memecoin resta negativa, anche durante le fasi più euforiche del mercato.
Cosa hanno in comune le memecoin che hanno superato il miliardo
Se analizzo i progetti che hanno raggiunto il miliardo di dollari di market cap su Pump.fun, emergono pattern ricorrenti.
Il primo è una narrazione virale forte, spesso legata a un evento culturale, a un contenuto AI o a una storia umana raccontabile in pochi secondi.
Il secondo è legato ad una community organizzata su Twitter, Telegram e Discord, in grado di coordinare azioni di marketing e di sostenere il prezzo nei momenti di stress.
Il terzo, in molti casi, è la presenza di una figura carismatica o di un team che pubblica aggiornamenti regolari.
Conta molto anche il fattore tempo. Le memecoin che migrano e crescono lo fanno quasi sempre nelle prime 24-72 ore dal lancio.
Dopo questa finestra, i progetti che non hanno costruito trazione tendono a perdere visibilità, mentre i pochi vincenti consolidano la posizione e diventano riferimento per nuove ondate di investitori.
La regola pratica è semplice: se un token non mostra segnali di crescita organica nelle prime ore, le probabilità di un esito positivo crollano.
Rischi, frodi e critiche regolamentari su Pump.fun
Il problema dei rug pull e il dato del 98,6% di Solidus Labs
Il rischio principale di Pump.fun è il rug pull: il creator del token, o un gruppo organizzato di insider, vende l’intera posizione facendo crollare il prezzo.
Un rapporto pubblicato da Solidus Labs nel 2025 ha rilevato che il 98,6% dei token lanciati su Pump.fun finisce in rug pull oppure in pump-and-dump coordinato. Su scala statistica, la quasi totalità dei progetti distrugge valore per gli acquirenti.
La struttura della bonding curve facilita questo esito. I primi acquirenti, spesso insider o bot vicini al creator, ottengono token a prezzi bassissimi; nei minuti successivi il prezzo cresce per effetto degli acquisti retail; quando i flussi rallentano, gli early entrant vendono in massa e il prezzo collassa.
Ad esempio su AxiomTrade c’è una funzione molto interessante. Sotto il grafico sono infatti segnalate le operazioni da insider o bot con delle icone riconoscibili. In questo modo puoi fare un minimo di analisi per capire quali token evitare.

Il modello non prevede vesting per il creator, né lockup automatici.
L’exit istantaneo è la norma, non l’eccezione.
Manipolazione, bot di trading e schemi pump-and-dump
Oltre ai rug pull manuali, su Pump.fun ci sono anche molte operazioni automatizzate. Bot specializzati monitorano in tempo reale i nuovi lanci, eseguono acquisti in millisecondi, gonfiano il volume e creano l’illusione di una domanda organica.
Quando i retail trader entrano attratti dai grafici in crescita, i bot vendono e il prezzo crolla. Lo schema è conosciuto come pump-and-dump, e su Pump.fun è particolarmente diffuso sui token con community piccole e nessuna verifica del codice.
Per difendersi servono criteri operativi rigorosi. Verifica la distribuzione degli holder on-chain. Evita i token con concentrazioni superiori al 30% nei primi wallet.
Controlla se il creator ha un nome riconoscibile e una storia precedente. Privilegia i progetti con community attive e visibili. Sono accorgimenti che non eliminano il rischio, ma riducono di molto la probabilità di entrare in uno schema strutturato di manipolazione.
Su AxiomTrade puoi fare queste cose e fare tutti i controlli.
Cause legali, quadro regolamentare e prospettive future
Nel 2025-2026 è stata avviata una causa civile da 500 milioni di dollari contro la piattaforma, che la accusa di facilitare frode sistematica, schemi pump-and-dump e violazione di normative sulla protezione del consumatore. Pump.fun ha respinto pubblicamente le accuse, ma il caso è destinato a influenzare la giurisprudenza e potrebbe accelerare l’introduzione di obblighi di KYC e disclosure per i launchpad.
In Europa il quadro MiCA, entrato pienamente in vigore nel 2024-2025, prevede regole stringenti per i provider di servizi crypto e per gli emittenti di token. Le memecoin, pur essendo formalmente esclusi da molte definizioni di asset finanziari, finiscono spesso nel raggio di azione delle autorità antifrode.
Se operi su Pump.fun dall’Italia, conviene tenere d’occhio anche gli aspetti fiscali: le plusvalenze su criptovalute sono soggette a tassazione e a obblighi di dichiarazione.
| Esito | % del totale | Note operative |
| Rug pull (uscita improvvisa del creator) | ≈ 70% | Drop verticale, holder annichiliti |
| Pump-and-dump coordinato | ≈ 28,6% | Bot e insider, prezzo crolla in poche ore |
| Token con liquidità sostenibile | ≈ 0,8% | Comunità attiva, holder distribuiti |
| Token graduati su PumpSwap | ≈ 1,54% | Soglia 69.000 USD raggiunta |
Fonte: Solidus Labs Report 2025 e dati aggregati Pump.fun (luglio 2025 – aprile 2026).
Wallet e sicurezza: come operare in modo prudente su Pump.fun
Phantom e Solflare a confronto sui controlli di sicurezza
Phantom è il wallet più popolare nell’ecosistema Solana. Offre anteprime di transazione che descrivono in linguaggio chiaro l’operazione che stai per firmare, blocca automaticamente i domini phishing noti e protegge l’app mobile con Face ID e fingerprint.
Per la maggior parte dei trader retail è la soluzione di partenza, sufficiente a evitare i tipi più comuni di attacco.
Solflare punta su un livello di controllo superiore, soprattutto se operi con somme importanti. Il sistema Guards integra un motore antiscam che monitora in tempo reale le transazioni e i token con cui interagisci, identifica indirizzi sospetti e blocca le firme se rileva pattern noti di phishing o di drainer.
La compatibilità nativa con Ledger ti permette di mantenere la chiave privata sull’hardware wallet, eliminando il rischio software anche se il browser viene compromesso.
Hardware wallet, biometric lock e best practice anti-scam
L’integrazione di un hardware wallet Ledger è la migliore protezione se gestisci posizioni sopra qualche migliaio di euro.
Il Ledger custodisce la chiave privata e firma le transazioni offline; il wallet software (Phantom o Solflare) agisce solo come front-end per le dApp. In questo modo, anche se il computer è compromesso, il malintenzionato non può muovere fondi senza la tua firma fisica sul dispositivo.
Sul fronte best practice, alcune regole valgono sempre. Se mi segui le dovresti già conoscere.
Scarica le app solo dai siti ufficiali. Non firmare mai transazioni che non capisci. Controlla l’URL prima di connettere il wallet. Abilita l’auto-lock con biometria.
Conserva la seed phrase offline e non condividerla con nessuno. Per Pump.fun in particolare, diffida dei messaggi privati che promettono airdrop o quote privilegiate: nel 99% dei casi sono tentativi di phishing.
Pump.fun: le domande frequenti (FAQ)
Pump.fun opera senza KYC e senza filtri AML. Non è esplicitamente vietato in Italia, ma il modello è oggetto di una causa da 500 milioni di dollari nel 2025-2026 e di crescente attenzione regolatoria europea. Conviene informarti prima di operare e considerare il regime fiscale italiano sui memecoin.
La creazione costa circa 0,02 SOL, l’equivalente di pochi dollari. Sulla bonding curve la fee complessiva di trading è dell’1,25%, suddivisa fra protocollo e creator. La migrazione su PumpSwap è gratuita; sui DEX esterni le fee sono mediamente più basse, intorno allo 0,25%.
Statisticamente molto basse. Su 11,9 milioni di token creati, meno dell’1% mantiene una liquidità sopra i 1.000 dollari e solo l’1,54% si laurea. Le storie di chi ha moltiplicato il capitale sono eccezioni, non la norma.
Conclusioni
La piattaforma Pump.fun è un esperimento radicale di democratizzazione dell’emissione di token: chiunque, in pochi secondi, può creare una memecoin senza conoscenze tecniche, senza pool di liquidità, senza investimenti rilevanti.
Questa apertura ha generato volumi enormi, oltre 150 miliardi di dollari di scambi cumulativi, e ha consacrato Solana come blockchain di riferimento per la cultura dei memecoin.
Però c’è un però. Gli stessi meccanismi che hanno reso Pump.fun di successo sono anche quelli che ne fanno uno degli ambienti più rischiosi del mondo crypto.
Il modello basato bonding curve premia chi entra prestissimo e penalizza chi entra tardi; in assenza di KYC, vesting e lockup, il creator può vendere subito e sparire. La maggior parte dei token creati sono tradati da bot e sono in pratica truffe (scam).
A cosa devi fare attenzione? Pump.fun va affrontato con un mindset diverso da quello di un investitore tradizionale.
Non è un mercato dove costruire posizioni di lungo termine, ma è più una piattaforma sui cui fare trading di brevissimo termine e speculare. La maggior parte dei progetti su Pump.fun non sopravvive al primo giorno, e i casi come Peanut the Squirrel, Goatseus Maximus o Fartcoin sono eccezioni, non regole.
Quindi se proprio vuoi operare su questi token, fai attenzione, diversifica e ricorda che ogni boom di memecoin è seguito quasi sempre da una discesa altrettanto violente di prezzo e volumi.
Il futuro di Pump.fun dipenderà da come la piattaforma affronterà le regolamentazioni e, dal successo del token PUMP.
Si tratta comunque della migliore piattaforma di memecoin in ambiente Solana, quindi devi assolutamente studiarla e conoscerla se ti interessa questo settore. Qui sotto ti segnalo alcune piattaforme per poter acquistare SOL da depositare poi su Pump.fun per fare trading.