Pubblica Amministrazione: il rapporto di lavoro a tempo parziale

La disciplina del rapporto di lavoro a tempo parziale nel settore della Pubblica Amministrazione è stata ridefinita dall’articolo 1 commi dai 56 a 65 della Legge 662 del 1996 e dall’articolo 6 della Legge 140 del 1997 ed ulteriori modifiche sono state introdotte con il tempo anche nel 2013. Tuttavia, il rapporto di lavoro a tempo parziale rimane una partita “aperta” nel pubblico impiego; per questo, è necessario focalizzare l’attenzione dal momento che le Pubbliche amministrazioni italiane possono avvalersi di forme contrattuali flessibili di assunzione per rispondere ad esigenze di carattere temporaneo o eccezionale.

Articolo 92 del TUEL: Rapporti di lavoro a tempo parziale negli Enti locali

L’articolo 92 del TUEL prevede la possibilità per gli Enti locali di costituire rapporti di lavoro a tempo parziale e a tempo determinato, pieno o parziale, nel “rispetto della disciplina vigente in materia”. La disciplina del rapporto di lavoro a tempo parziale introdotta con la Legge 23 dicembre 1996, n. 662 è stata recentemente modificata dal disposto articolo 73 del d.l n. 12/2008, sancendo che la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale non avviene più, come in precedenza, in maniera automatica dopo 60 giorni dalla richiesta del dipendente, ma “può” essere concessa dall’amministrazione pubblica entro lo stesso termine.

Trasformazione del rapporto di lavoro: da tempo pieno a parziale

L’amministrazione locale, ai sensi dell’articolo 92 del TUEL si riserva la possibilità e la facoltà, entro 60 giorni, di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale e può, anche, negare la trasformazione del rapporto nel caso in cui l’attività lavorativa di lavoro autonomo o subordinato, che il dipendente dichiari di voler svolgere, comporti un conflitto di interessi con la specifica attività di servizio svolta dal dipendente ovvero, nl caso in cui la trasformazione comporti, in relazione alle mansioni ed alla posizione organizzativa ricoperta dal dipendente, pregiudizio alla funzionalità dell’amministrazione pubblica stessa. Viene così cancellato il diritto potestativo del dipendente pubblico, il quale non può più essere certo della trasformazione del suo rapporto di lavoro. Inoltre, viene soppressa la facoltà della stessa amministrazione di differire di 6 mesi la modifica dell’orario di lavoro; il dipendente è tenuto a comunicare entro 15 giorni all’amministrazione nella quale presta servizio, l’eventuale inizio o la variazione dell’attività lavorativa stessa.

Rapporti di lavoro a tempo parziale: come si costituiscono

I rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere costituiti o mediante nuove assunzioni o mediante la trasformazione de rapporti di lavoro pieno a tempo parziale. L’individuazione dei posti da destinare ai rapporti di lavoro a tempo parziale è inserita nell’ambito della programmazione triennale del fabbisogno di personale e, in caso di nuova assunzione, è data la priorità per i dipendenti in servizio di chiedere l’assegnazione al rapporto di lavoro a tempo parziale.

Il numero dei rapporti a tempo parziale non può eccedere il 25% della dotazione organica complessiva del personale a tempo pieno di ciascuna categoria. Il limite percentuale del 25% può essere incrementato di un ulteriore 10% in presenza di gravi e documentate esigenze familiari.

Contratto collettivo: novità in vista in materia di rapporto di lavoro

Un’innovazione importante introdotta dal contratto collettivo che viene incontro alle esigenze organizzative degli Enti locali è quella concernente alla possibilità pe le amministrazioni di individuare le posizioni lavorative che sono sottratte, per la loro particolare responsabilità, al regime a tempo parziale. Il tetto orario minimo del rapporto di lavoro a tempo parziale è fissato nella durata della prestazione lavorativa non inferiore al 30% di quella a tempo pieno.

Legge Fornero: quali novità?

La Riforma Fornero ha apportato alcune modifiche alle disposizioni contenute nel decreto legislativo n.61 del 2000, nell’ambito dei rapporti a tempo parziale di tipo verticale o misto prevedendo la collettività per i contratti collettivi di stabilire “condizioni e modalità atte a consentire al lavoratore di richiedere l’eliminazione delle clausole flessibili ed elastiche”, la facoltà per il lavoratore di revocare l’eventuale consenso già prestato alla clausola elastica, qualora si tratti di lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria o di qualificazione professionale o di lavoratori affetti da patologie oncologiche.

Con tale Riforma Fornero, il legislatore ha inteso tutelare maggiormente la posizione del lavoratore, riconoscendo in capo allo stesso la facoltà di recedere dalle clausole contrattuali e rimettendo alla contrattazione collettiva il compito di disciplinare le condizioni e le modalità di esercizio di tale facoltà. Il contratto collettivo degli Enti locali non ha ancora disciplinato tale istituto e non ha fissato la maggiorazione di retribuzione.

Rapporto di lavoro a tempo parziale: tipologie

Il rapporto di lavoro a tempo parziale può essere:

  • Orizzontale, con orario normale giornaliero di lavoro in misura ridotta rispetto al tempo pieno;
  • Verticale, con prestazione lavorativa svolta a tempo pieno, ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese o di determinati periodi dell’anno;
  • Misto, che costituisce una nuova modalità e deriva dalla combinazione delle due tipologie precedenti.

La tipologia dell’articolazione di lavoro è previamente definita dall’ente in relazione a quanto previsto dalla programmazione triennale del fabbisogno di personale.

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