Psicologia Forex, piccole pillole per i trader

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Quale caratteristica fa di un trader… Un buon trader? Il senso comune – anche tra gli investitori stessi – parla di competenza, basi solide dal punto di vista della formazione, esperienza. Tutto vero, ma non basta. L’elemento in più, che alla fine rappresenta la vera strada verso l’eccellenza, non ha a che fare con le capacità analitiche o strategiche. L’elemento discriminante è la psicologia.

Il buon trader è colui che riesce a mantenere un giusto approccio psicologico ad ogni situazione. Che perda, che vinca, che stazioni in un periodo di magra, la sua stella polare è quella della solidità mentale. Ora, tutti gli investitori si dichiarano “a posto” da quel punto di vista. Presumibilmente, nel mondo del forex (come si spera nel resto del trading) non c’è gente con problemi psicologici o peggio psichiatrici. Non importa: anche un individuo “sanissimo”, con nessun problema alle spalle può crollare psicologicamente quando frequenta il mercato valutario. E se non crolla, sicuramente il cattivo approccio pregiudicherà i suoi profitti.

Qual è il giusto approccio? Non si parla né di coraggio né di determinazione. Tutto ciò che occorre (da questo punto di vista) è la disciplina. E’ lo strumento migliore per combattere la paura senza negarla – come spesso si fa – e, soprattutto, per affiancare all’emotività un contrappeso tale da limitare gli effetti, potenzialmente devastanti, della prima.

Il concetto di disciplina impone che, dall’altra parte, ci sia un’entità che imponga la stessa. Chi è questa entità? Molto banalmente, il trader stesso. Questi stila un piano di azione, redige delle regole da seguire, stabilisce dei limiti. Infine, li impone a se stesso. E’ come se il trader “versione calma” guidasse il trader “versione emotiva” durante il proprio percorso di trading. Affinché la guida venga rispettata, occorre avere la disciplina.

La disciplina è comunque una qualità che si affina con il tempo. Non a caso, molti trader di successo sono militari in pensione. La disciplina fa parte del mestiere di militare, è un qualcosa ben radicata nel loro stile di vita. Se non altro, ci hanno avuto a che fare per anni. Non stupisce dunque il ruolo che ricoprono nel forex.

Come interviene la disciplina nella vita di un trader? E come permette al trader stesso di approcciarsi in maniera ottimale dal punto di vista psicologico? Ecco un classico esempio. Il trader stabilisce a propri uno stop loss, ossia un cifra al di la della quale l’operazione, in perdita, deve essere interrotta. Può capitare – e spesso capita – che quell’azione prenda realmente una cattiva piega e raggiunga lo stop loss. Il trader “non a posto” psicologicamente, quindi tendente all’emotività, assume comportamenti poco ludici, molto simili a quelli dello scommettitore. Nonostante tutte le evidenze a suo sfavore, tiene attiva l’operazione. Questo nella speranza che le cose cambino.

Chi si approccia degnamente dal punto di vista psicologico, invece, disciplinatamente, nonostante l’istinto – o per meglio dire l’irrazionalità – che è lì a suggerirgli il contrario, si ferma. Rispetta lo stop loss. Rispetta il limite che lui stesso si è dato.Potrebbe sembrare banale, ma le evidenze dimostrano proprio questo. La psicologia è l’elemento forse più importante quando si fa trading.