Protesti in crescita del 12% nel 1° trimestre

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Nuove notizie negative sul fronte imprenditoriale. Il Cerved comunica infatti che nel corso del primo trimestre 2013 i protesti alle società sarebbero saliti del 12,6 per cento al livello record di più di 23 mila aziende, con un picco di particolare gravità nel comparto dell’edilizia (che “conta” oltre 5 mila aziende protestate, con un incremento del 13,8 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno): alla luce degli ultimi elaborati statistici del gruppo, pertanto, si scopre così che circa 2 imprese operative nelle costruzioni su 100 sarebbero stati coinvolti da problemi relativi alla levata del protesto.

Il fenomeno, diffuso soprattutto al Nord, è complessivamente molto grave in tutto il comparto industriale, dove la crescita dei protesti è mediamente pari al 14,7 per cento. Gli incrementi riguardano inoltre tutti i principali settori della manifattura tricolore, con una crisi che sembra avere risparmiato solamente il settore dei prodotti intermedi (addirittura in calo per il 12,7 per cento).

Tra i settori maggiormente in difficoltà, drammatica è la situazione degli operatori nel settore automotive, con protesti in incremento di un quarto rispetto a quelli riscontrati appena un anno fa. Simili proporzioni di aumento dei protesti anche per le aziende operanti nella meccanica e nel “sistema casa“, mentre aumentano del 20 per cento i protesti nel largo consumo.

Per quanto concerne invece un’analisi di natura territoriale, il numero delle società protestate è cresciuto soprattutto nel Nord Est e nel Nord Ovest, con percentuali tra il 10 e il 12 per cento: all’interno di tale macro area, esplosivo è lo scenario in Friuli Venzia Giulia, dove i protesti sono cresciuti del 41 per cento, in Trentino Alto Adige (+ 24,7 per cento) e in Veneto (+ 19,6 per cento).

A peggiorare ulteriormente il quadro sono, infine, gli ultimi dati pubblicati relativi all’andamento dei termini di pagamento. Sempre secondo le più recenti rilevazioni, infatti, nel corso dei primi tre mesi dell’anno la quota di imprese “puntuali” sarebbe calata ulteriormente, passando dal 48,2 per cento dell’inizio del 2012 all’attuale 45,2 per cento. L’analisi statistica rivela come 9 aziende grandi su 10 pagherebbero in ritardo, ma solamente nel 7,3 per cento dei casi i ritardi assumerebbero gravi entità, oltre i due mesi (i ritardi nei pagamenti sembrano così essere attribuibili alla maggiore forza negoziatrice di tali attività imprenditoriali). Di contro, la maggior parte delle imprese puntuali si trova tra le Pmi, il 37 per cento delle quali paga entro i termini, contro il 7,9 per cento delle piccole attività imprenditoriali che paga con grave ritardo (più di due mesi).

Foto originale by Images Money