Progetto Iff: così la moda italiana viene venduta in Cina

Apertura di un canale distributivo nell’immensa Cina per 200 aziende italiane operanti nel settore moda. Questo è il cuore del progetto illustrato nei giorni scorsi a Milano dal gruppo cinese IFF, leader nel settore della supply chain dell’abbigliamento, che mira a diffondere le firme della moda italiana nel paese del Dragone.

Nonostante il rallentamento dell’economia cinese, nei primi mesi del 2015, la crescita dell’export di moda femminile made in Italy è stata del 30,4%, grazie anche al taglio dei dazi deciso dal governo di Pechino. E le previsioni sono molto positive, non solo per i grandi marchi ma anche per altre griffe di fascia medio-alta. Linda Tong, Ceo di IFF ha spiegato che la sua azienda sta “cercando marchi con collezioni e stili innovativi, prodotti di fascia medio alta ma ad un prezzo accessibile, capaci di interpretare i gusti e le esigenze di una nuova classe emergente di consumatori cinesi. Nei prossimi 10 anni questa fascia è destinata a passare da 300 a 600 milioni di consumatori, con la possibilità di comprare prodotti fashion di grande qualità al giusto prezzo”.
IFF intende, quindi, selezionare 200 firme italiane da distribuire in otto shopping mall diffusi in tutto il paese: Pechino, Shanghai, Shenzhen, Changsha, Hangzhou, Wuhan, Shengyang e Xiamen. La prima apertura è prevista a Shanghai nel gennaio 2016. I capi verranno venduti anche all’ingrosso e attraverso una piattaforma internet.

Il progetto, nato dalla partnership tra IFF, società di Hangzhou, la Penta di Hong Kong, la SRE di Singapore e i fratelli Giacomo ed Enrico Garduni, offre canali consolidati, apertura di negozi monomarca a costo zero, ordini minimi pari a 500mila euro l’anno, monitoraggio delle vendite in tempo reale e registrazione del marchio. Le imprese italiane, per poter entrare a far parte del progetto, non devono essere già presenti in Cina e non devono fare alcun investimento; devono quindi firmare contratti di fornitura della durata di 5 anni, garantire l’esclusiva di distribuzione sul territorio cinese e fornire la merce a partire da febbraio 2016.