Essere Professionisti 2018: Trattamento fiscale deduzione spese vitto, alloggio, pasti e formazione professionale

Vita dura per i Liberi professionisti titolari di Partita Iva che per lavoro sono costretti a viaggiare e a soggiornare in lungo ed in largo sul territorio nazionale o anche fuori dai confini italiani per incontrare clienti o per eseguire la propria prestazione professionale.

Spese viaggio, alloggio e per pasti comportano un onere economico per il Professionista incaricato da un soggetto committente ad eseguire la prestazione professionale.

Con le modifiche apportate ad opera del dettato normativo contenuto nella Legge n. 81/2017 all’articolo 54 comma 5 del TUIR, anche per il 2018 trovano applicazione nuove regole fiscali in materia di deduzione delle spese per vitto, alloggio e formazione professionale sostenute dal Libero professionista.

Vediamo in questa guida la disciplina del trattamento fiscale in tema di deduzione delle spese per vitto, alloggio e formazione professionale sostenute dal professionista incaricato da un committente a viaggiare per concludere una prestazione. Inoltre, approfondiamo la disciplina della deducibilità delle spese di formazione e accesso alla formazione permanente delle Libere Professioni iscritti in appositi Albi.

Professionisti 2018: Spese di vitto, alloggio e ristorante

Le spese di vitto ed alloggio non devono essere considerate come compensi e non partecipano alla formazione del reddito autonomo, sono integralmente deducibili dal committente dato che sono venuti meno i limiti di deducibilità.

Inoltre, se le spese sono anticipate dal professionista per conto del committente, non è possibile inserire le stesse in fattura con la conseguenza che il committente può dedurre le spese sostenute sulla base delle regole fiscali contenute all’articolo 54, comma 5, TUIR (D.P.R. 917/1986), così come modificato dalla Legge n.81/2017.

Lo stesso articolo è stato riscritto e ri-novellato nel modo seguente: “Le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande sono deducibili nella misura del 75 per cento e, in ogni caso, per un importo complessivamente non superiore al 2 per cento dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo di imposta. […] Tutte le spese relative all’esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista. Le spese di rappresentanza sono deducibili nei limiti dell’1 per cento dei compensi percepiti nel periodo di imposta […]”.

Queste regole sono valide anche per i lavoratori autonomi occasionali: nel caso in cui le spese di vitto, alloggio e ristorante sono pagate direttamente dal soggetto committente, sono da considerarsi come costi non deducibili dal reddito di lavoro autonomo.

Dunque, per il corrente anno 2018 le spese di vitto ed alloggio dei Liberi professionisti sostenute direttamente dal committente non costituiscono “compensi in natura” per il professionista e non devono essere ri-addebitate in fattura al committente.

In buona sostanza, il committente riceve la fattura della prestazione del Libero professionista incaricato a svolgere la prestazione professionale. Lo stesso committente non deve comunicare l’importo di spesa di vitto ed alloggio al professionista e nemmeno è tenuto ad inviare la copia delle fatture.

Il professionista non deve più ri-addebitare le spese in fattura al committente, in quanto il costo è deducibile per il committente.

Rimborso spese anticipate dal professionista: trattamento IVA

Per il rimborso spese anticipate dal professionista occorre fare una distinzione tra le spese inerenti alla prestazione professionale e quelle anticipate dal professionista per conto di terzi o committente.

Da questa diversificazione delle spese scaturisce un diverso trattamento fiscale della spesa.

Nel caso delle spese inerenti, il professionista in sede di emissione della fattura della prestazione al committente deve applicare l’IVA.

Per quanto concerne le spese anticipate dal professionista, il rimborso non concorre alla formazione dell’imponibile IVA: il professionista agisce per conto del committente che ha quindi l’obbligo di registrare la fattura attestante il costo sostenuto in anticipo dal professionista.

Spese di formazione e accesso alla formazione permanente per Professionisti

Avvocati, Commercialisti, Medici e tutte le Libere professioni soggette all’obbligo della formazione permanente possono dedurre integralmente i relativi oneri sostenuti.

L’articolo 54, comma 5, TUIR modificato dalla Legge 81/2017 recita: “Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 10.000 Euro, le spese per l’iscrizione a “master” e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno”.

Per quanto concerne il trattamento fiscale delle spese che eccedono il limite annuo di 10.000 euro, occorre stabilire se trattamento fiscale oltre tale soglia sia integralmente indeducibile o deducibile nella misura del 50%.

Deducibilità Spese Servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità

Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 5.000 Euro, le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità, mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente”, sancisce il dettato normativo articolo 54 comma 5 TUIR alla luce delle novità fiscali contenute nella L. 81/2017.

Sono altresì integralmente deducibili gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà”.

 

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