Privatizzazioni: Poste Italiane, Enav e Ferrovie

Ieri è stato il giorno del debutto in Borsa del titolo di Poste Italiane che, alla fine della giornata di contrattazioni, ha perso lo 0,74%. Partito con grande slancio, il titolo si è presto sgonfiato. Bisogna però dire che ieri è stata una giornata fiacca per tutti i listini europei.

Messa in atto la privatizzazione di Poste Italiane, ora il governo guarda avanti e pensa a quelle di Ferrovie dello Stato ed Enav. Il ministro Pier Carlo Padoan qualche giorno fa aveva infatti detto che il collocamento di Poste Italiane rappresenta “un rilancio del piano privatizzazione del governo che resta parte importante della sua strategia economica e che continuerà nei prossimi mesi con Enav e Ferrovie dello Stato“. A confermare ulteriormente questa volontà, Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica del Tesoro, a margine della quotazione di Poste: “Stiamo lavorando per questo”.
Per quanto riguarda la società che controlla e gestisce il traffico aereo e civile in Italia, Enav, il Tesoro potrebbe cedere fino al 49% del capitale, tramite il ricorso “a un’offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti di Enav e delle sue controllate, e agli investitori istituzionali italiani e internazionali” ed il debutto potrebbe arrivare entro la prima metà del prossimo anno. Per quanto invece concerne Ferrovie dello Stato si prospettano decisioni per la seconda metà del 2016 e, al momento, le idee sono più confuse: bisogna decidere cosa quotare e in che misura.

Lo Stato con la privatizzazione di Poste Italiane ha guadagnato 3,4 miliardi, mentre con Enav potrebbe incassarne 2. Il profitto derivante da Ferrovie dello Stato è tutto da vedere: dipende se si decide di quotare l’intero gruppo, come proposto dal ministro Padoan e dal numero di uno di Fs Michele Mario Elio, o solo la rete. Rimane sul piatto anche la cessione del retail di Grandi Stazioni, il cui bando dovrebbe essere pronto a fine mese.

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