Prezzo benzina: ecco da cosa è composto

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Il prezzo della benzina alla pompa è un “mosaico” di elementi di onerosità in grado di influenzare il costo del carburante in maniera più che significativa. Basti considerare, in proposito, che nel corso dell’ultimo decennio sono state aggiunte sette diverse voci, andando così a cumulare ben 16 accise sul prezzo del carburante “originario”.

Costi singolarmente minimali, si potrà ben obiettare, ma complessivamente in grado di pregiudicare la convenienza del rifornimento: stando alle stime effettuate dalla Codacons, ad esempio, nel corso del 2012 ogni automobilista ha speso mediamente 653 euro per alimentare la propria auto a gasolio, e 554 euro per quella a benzina.

Attualmente il costo delle benzina e del diesel alle stazioni di rifornimento supera rispettivamente quota 1,8 e 1,7 euro per litro. Anche il Gpl, “storico” rifugio della convenienza per gli amanti delle quattro ruote, sconfina oramai verso quota 0,78 euro per litro. Osservando il triste elenco che segue, tuttavia, ci si rende conto che la maggior parte degli oneri è legato non tanto al costo di estrazione del greggio e di lavorazione del prodotto iniziale, quanto a tasse e accise che vanno a rilanciare il prezzo su soglie di elevata onerosità.

In proposito, basti considerare la seguente lista, come riassunta – in ordine cronologico – da Investire Oggi, in merito alle conseguenze che i finanziamenti straordinari su eventi bellici e di ricostruzione hanno avuto sul prezzo della benzina al litro:

• 0,000981 per finanziare guerra di Etiopia del 1935-1936

• 0,00723 per affrontare la crisi di Suez del 1956

• 0,00516 per la ricostruzione post disastro del Vajont del 1963

• 0,00516 euro per la ricostruzione di Firenze dopo l’alluvione del 1966

• 0,00516 euro per la ricostruzione post sisma del Belice del 1968

• 0,0511 euro per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976

• 0,0387 euro per la ricostruzione in seguito al terremoto dell’Irpinia del 1980

• 0,106 euro per finanziare la guerra del Libano del 1983

• 0,0114 euro per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996

• 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004

• 0,005 euro per sostenere l’acquisto di autobus ecologici nel 2005

• 0,0071 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011

• 0,04 euro per fronteggiare il flusso di immigrati dopo la crisi libica del 2011

• 0,0089 euro per l’emergenza alluvione in Liguria e Toscana del novembre 2011

• 0,082 euro in seguito a quanto stabilito dal decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011

• 0,02 euro per l’emergenza post terremoto in Emilia del 2012

Come se non bastasse, a quanto sopra occorre aggiungere il peso del fisco: dall’imposta di fabbricazione sui carburanti all’imposta sul valore aggiunto, le tasse vanno a gravare per più della metà del costo finale della benzina.