Previsioni per il 2013: Lagarde parla di un anno duro per l’Italia

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Come ogni inizio anno, anche in questo 2013 si sprecano le previsioni su quello che sarà di noi e della nostra economia. Finirà la crisi? Ci sarà una luce in fondo al tunnel per il nostro Paese? Gli economisti ci propinano ogni sorta di analisi, ma quella più lucida viene da Christine Lagarde, presidente del FMI, che, parlando al World Economic Forum di Davos, ha sottolineato che, sebbene si possa iniziare vedere un inizio di ripresa, l’Europa non potrà, ma soprattutto non dovrà, stare tranquilla ma dovrà continuare a tenere la guardia alta.

Riprendendo le parole della Lagardeil 2013 sarà un anno di duro lavoro”. Ripresa sì, ma molto blanda: dobbiamo aspettare almeno un altro anno per respirare un po’ più tranquillamente, perché solo nel 2014 si aprirà una nuova era di crescita. Ma la Lagarde ha anche parlato in maniera chiara del nostro Paese, così come della Spagna, ossia le due nazioni che, in Europa, sono più in crisi.

Parlando della situazione italiana, la Lagarde fa presente che le elezioni di febbraio certamente non miglioreranno le cose, dato che non contribuiscono a creare la stabilità necessaria per la crescita. Ma nel discorso si accenna anche al cosiddetto Fondo salva Stati, ossia l’ESM (European Stability Mechanism – Meccanismo europeo di stabilità), che, si ricorda, è a disposizione di tutte le nazioni della zona Euro che ne hanno bisogno. Tuttavia, come si evince sempre dal discorso, la Lagarde sottolinea che è sempre meglio “non utilizzare gli strumenti messi sul tavolo, ma continuare nella strada del consolidamento fiscale e portare avanti le riforme strutturali”. Si intuisce, quindi, che la numero uno del Fondo Monetario Internazionale invita i governi a portare avanti dei programmi di strutture, piuttosto che ricorrere all’ESM. Malgrado ciò, sempre nello stesso discorso lancia un monito agli Stati, facendo capire che non devono eccedere con le misure di austerity, onde evitare altre conseguenze, ben peggiori, che potrebbero acuire nuovamente la crisi.

In sintesi, dal discorso si evince che si devono sì consolidare i bilanci pubblici, ma lo si deve fare con quello che viene definito il “giusto passo”: per questo, viene detto, “a quelli che hanno fatto manovre incisive, dure e veloci non si può chiedere di più”. Non ci si deve spingere troppo oltre, perché si tratta di un cammino abbastanza difficile, che bisogna fare con cognizione di causa. Le autorità monetarie dell’Eurozona, degli Stati Uniti e del Giappone, hanno fatto delle manovre ritenute interessanti per cercare di porre fine al periodo di crisi che, lo ricordiamo, attanaglia l’economia mondiale dal 2008.

Naturalmente, la Lagarde ha fatto anche una lucida analisi di quella che attualmente è la situazione economica negli Stati Uniti. Negli Usa, infatti, si sta combattendo la battaglia sul tetto al debito pubblico ed è proprio lì che si deve portare avanti un discorso di consolidamento fiscale, facendo in modo di ridurre il debito pubblico, ma senza mosse azzardate. In altre parole, volendo tirare le somme, si può dire che la ripresa non arriverà prima del 2014 ma che, intanto, si devono iniziare a gettare le basi affinché tutto possa procedere per il verso giusto. Un altro anno molto difficile aspetta le famiglie italiane e la nostra economia che ancora non può dirsi completamente fuori pericolo, così come tutte le economie europee.