Prestiti senza busta paga: cosa sono e come ottenerli

In un Mondo del lavoro sempre più incerto, ottenere dei prestiti è diventato molto complicato. Il più dei contratti è a tempo determinato, lasso di tempo non sufficiente in molti casi per ottenere un prestito dagli istituti di credito. Per non parlare del lavoro a nero o solo parzialmente dichiarato in busta paga.

Gli istituti di credito cercano di ovviare a ciò chiedendo ipoteche o garanti che garantiscano per il cliente. Una forma di prestito adeguata ai tempi incerti in cui viviamo sono i prestiti senza busta paga. Prima di vedere cosa sono i prestiti senza busta paga e come ottenerli, sgomberiamo il campo da alcuni facili equivoci. I prestiti senza busta paga non sono soldi regalati o concessi a fondo perduto. Le banche vi chiederanno comunque delle garanzie e vedremo quali. Inoltre, gli importi richiedibili con i prestiti senza busta paga sono in genere bassi e sottoposti pure a tassi d’interesse alti (proprio per la questione rischi). Infine, esistono anche delle buone alternative a seconda della propria situazione soggettiva.

Vediamo dunque di seguito tutto quanto occorre sapere sui prestiti senza busta paga.

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Cosa sono i prestiti senza busta paga

I prestiti senza busta paga, come dice il termine stesso, sono finanziamenti dedicati a chi non ha uno stipendio fisso e, di conseguenza, una busta paga. Gli importi ottenibili sono, come detto bassi, e in genere non superano i cinquemila euro. Proprio perché in fondo costituiscono sempre un rischio. Inoltre, anche in questo caso, i soggetti protestati e i cattivi pagatori possono riscontrare problemi. Vale comunque sottolineare subito il fatto che rispetto al passato le Banche sono sempre meno disponibili a concedere prestiti senza busta paga. Rispetto al passato, le cose sono cambiate anche per loro e il sistema bancario italiano si è molto indebolito, con tanti Istituti di credito, anche molto importanti, che di tanto in tanto ricevono aiuti statali per non fallire.

Chi può ottenere prestiti senza busta paga

Va da sé che la categoria di soggetti a cui è destinato questo tipo di prestiti, è economicamente fragile. Vale a dire:

  • donne che si occupano, per scelta o per costrizione, della casa e non lavorano (casalinghe);
  • persone che non lavorano perché lo hanno perso (disoccupati) o non hanno mai lavorato (inoccupati);
  • studenti la cui famiglia non può aiutarli;
  • lavoratori non in regola (in nero);
  • giovani imprenditori, soprattutto titolari di piccole imprese;
  • lavoratori autonomi;
  • lavoratori dipendenti che hanno sì una busta paga, ma essa è già impegnata perché hanno attivato finanziamenti che assorbono tra il 35% e il 50% del proprio stipendio. Si pensi a Mutui o finanziarie per acquistare auto, barche, ecc.

Quali garanzie presentare per ottenere prestiti senza busta paga

Nell’incipit accennavamo al fatto che per ottenere prestiti senza busta paga occorre comunque presentare delle garanzie. Vediamo di seguito quali sono.

Il Garante o Fideiussore

Partiamo dalla forma in genere più scelta da chi vuole ottenere prestiti senza busta paga. Ossia la presenza di un Garante (chiamato in giurisprudenza anche col termine Fideiussore). Con questa figura si intende una persona che si impegna ufficialmente a pagare le rate del prestito senza busta paga al posto del beneficiario qualora egli non ne sia in grado. Anche il Garante deve ovviamente soddisfare dei requisiti, come avere una buona affidabilità creditizia e non essere segnalato al Crif come cattivo pagatore. Tuttavia, alcune Banche (e pure molte) potrebbero non concedere prestiti senza busta paga anche in presenza di un Garante. Inoltre, visti i tempi di crisi economica che sta colpendo un po’ tutti in misura diversa, trovare un Garante che si esposta sta diventando cosa non semplice.

Cambializzazione del debito

Un prestito senza busta paga può essere anche cambializzato, cioè essere ripagato tramite cambiali. Cos’è una cambiale? Un titolo esecutivo mediante il quale, anche in caso di mancato pagamento di una sola rata, la banca è autorizzata a pignorare i beni dell’inadempiente per un valore pari a quello della rata non pagata. E senza che debba prima esserci una sentenza di condanna o un ingiunzione di pagamento. Tutto semplice quindi? Non tanto nella realtà. Le cambiali scelte come forma di garanzia di prestiti senza busta paga sono sconvenienti per entrambe le parti:

  • Anche se le Banche hanno una discreta mano libera per farsi dare ciò che loro spetta, spesso non preferiscono questa formula di garanzia in quanto comunque pignorare i beni del cliente può richiedere un dispendio di tempo e di energie che loro eviterebbero volentieri.
  • Per quanto concerne il debitore, invece, la sconvenienza potrebbe derivare dal fatto che esse il tasso globale o TAEG potrebbe essere più alto in termini di interessi o a causa delle assicurazioni obbligatori che molte banche richiedono

Ipoteca sulla casa

In questo caso siamo di fronte a qualcosa di simile ad un Mutuo con ipoteca sulla casa. Un immobile di proprietà è un’ottima garanzia al cospetto di assenza di reddito. Questa forma di garanzia però potrebbe essere vantaggiosa solo per gli Over 65, i quali, data l’età avanzata, potrebbero avere problemi nel vedersi riconosciuto un prestito. Specie quanti hanno pensioni minime. Mediante ipoteca sulla casa potrebbero ottenere un prestito ipotecario vitalizio, poi, in caso di dipartita anticipata, gli eredi dell’anziano possono optare se estinguere il debito di tasca loro e tenersi la casa o se venderla per restituire la somma prestata dalla banca. In questo modo, gli anziani non lasciano neanche debiti ai posteri e ottengono denaro liquido subito.

Anche qui però non è tutto molto semplice nella realtà. Le banche ad esempio potrebbero rifiutare di cedere prestiti senza busta paga con garanzia ipotecaria qualora si tratti di piccole somme, poiché in caso di insolvenza l’ipoteca è solo parziale sulla casa. E potrebbe diventare per loro complicato rifarsi delle rate mancanti.

Oggetto dato in pegno come garanzia

Un modo veloce per ottenere piccole somme subito in prestito pur non disponendo di busta paga è il vecchio sistema di pignorare preziosi (gioielli, oggetti in oro o argento, pietre). Un tempo le nostre città pullulavano di “Pegni”, oggi quasi spariti in favore dei Compro Oro.

Modello unico per lavoratori autonomi

Per i lavoratori autonomi, che non hanno quindi una busta paga da lavoro dipendente, potrebbe essere sufficiente quanto attestato dal Modello Unico. In genere quelli più recenti, degli ultimi tre anni. In questo modo, il lavoratore autonomo può dimostrare di aver avuto entrate regolari, meglio ancora se cospicue.

Rendite alternative

Per ottenere un prestito senza busta paga tutto può fare brodo, anche le cosiddette rendite alternative. Si pensi ad una donna disoccupata divorziata, la quale godrà dell’assegno mensile di mantenimento dal marito. O chi fitta il proprio immobile a terzi. O, ancora, chi ha investito un piccolo capitale che genera un rendimento costante. Per far sì che queste rendite alternative costituiscano una sufficiente garanzia per la Banca, bisogna però dimostrare che esse siano continue almeno fino a quando non avremo restituito tutto il finanziamento.

Prestiti senza busta paga: occhio a truffe e tassi di interesse alti

Quando si tratta di soldi, le truffe sono sempre dietro l’angolo. Data la presente recessione economica iniziata nel 2008, è aumentata la platea di meno abbienti e di quanti arrivano con difficoltà a fine mese. Pertanto, sul web sono proliferate le false offerte di prestiti facili, con somme alte, poche garanzie e modalità di restituzione molto agevolata. Quanto più l’offerta è allettante, più c’è il rischio che dietro di essa si celi una truffa. Molte di queste offerte sono in realtà un escamotage per impossessarsi di dati personali, soprattutto quelle che arrivano via e-mail. O nei contratti nascondono cavilli in scrittura molto piccola e facilmente sfuggente al contraente. Meglio affidarsi sempre a società che hanno una solida storia alle spalle o a Banche rinomate. Forse non avrete le stesse offerte dei millantatori, ma quanto meno, saranno reali e senza brogli.

Altra questione è quella dei Tassi di interesse molto alti. Chiaramente, meno il richiedente il prestito offre garanzie solide, più dovrà fare i conti con tassi di interesse alti. Alcune Banche arrivano anche a TAEG superiori al 12% e che arrivano a quelli che Banca d’Italia bolla come tassi di usura: superiori cioè al 17%. Oltre alle truffe, dunque, occhio anche a questo aspetto. La restituzione del prestito potrebbe complicarsi non poco.

A parte questi due aspetti, ce ne sono altri due da tenere in considerazione per scegliere il prestito senza busta paga più basso:

  • TAN: acronimo di Tasso Annuo Nominale, esprime il tasso di interesse del finanziamento da dover corrispondere alla banca. Anche in questo caso, trovandoci dinanzi a poche garanzie, le Banche tenderanno a offrire prestiti senza busta paga con Tan molto più alto rispetto a quelli tradizionali. Pertanto, oltre al TAEG, occorre vedere anche il TAEG da corrispondere espresso nel contratto.
  • Polizza assicurativa: probabilmente, è la voce di costo più cara che vi ritroverete nel contratto. Motivo? La Banca, a fronte di scarse garanzie, può imporre al contraente la sottoscrizione di una polizza assicurativa. Ci sono però due tipologie di Polizza assicurativa: 1. Quella obbligatoria, il cui costo sarà già compreso nel TAEG; 2. Facoltativa: la Banca obbliga a stipularla malgrado in linea ufficiale dovrebbe essere appunto facoltativa. Il suo costo sarà conteggiato a parte.

Alternative ai prestiti senza busta paga

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Da tutto quanto detto fin’ora, abbiamo compreso che i prestiti senza busta paga sono difficili da ottenere e presentano vari aspetti poco convenienti. Sebbene, occorre sempre ricordare che la Banca rischia molto a concederli proprio perché si trova davanti poche garanzie. Comunque, in ambito finanziario ci sono alcune valide alternative che vi esponiamo di seguito:

Prestiti per importi inferiori ai 3mila euro

Le Banche, specie se si è già vecchi clienti conosciuti, possono concedere prestiti per importi molto contenuti. In genere inferiori a 3mila euro. Si ottengono in giornata stessa ma anche qui siamo di fronte a tassi d’interesse elevati. Talvolta però, la necessità di liquidi è così elevata che possono presentare l’unica alternativa.

Le carte revolving

Funzionano come le carte di credito a saldo tradizionali, ma hanno il vantaggio di poter rateizzare i propri acquisti. L’importo del nostro acquisto sarà decurtato sul conto in modo rateizzato, ma, anche in questo caso con tassi d’interesse. Un’altra forma di prestito da parte delle Banche, ma sottoforma di carta di credito comune.

Il consolidamento del debito per chi ha la busta paga già impegnata in finanziarie

Abbiamo visto in precedenza come, tra le categorie di chi in genere chiede prestiti senza busta paga, rientrino anche i lavoratori dipendenti che hanno la busta paga già impegnata in mutui o altre finanziarie (tra il 35 e il 50%). Questi soggetti possono però provare con il cosiddetto consolidamento del debito. Trattasi di un finanziamento mediante il quale è possibile riunire tutte le rate mensili dei vari prestiti in atto in un’unica rata. Che diventa così più leggera e sostenibile, a fronte di una maggiore rateizzazione. Certo, ciò non significa risparmiare, anzi, col tempo si finirà anche per pagare qualcosa di più sempre per la questione tassi d’interesse. Ma, quanto meno, potremmo aggiungere più prestiti in un’unica soluzione mensile per un importo mensile sempre uguale.

Prestiti tra privati, con sconosciuti o parenti e amici

Se non si vuole ricorrere a Banche o Istituti di credito, è possibile ricorrere a prestiti tra privati. Naturalmente, con dobbiamo ricorrere a questa tipologia di prestito per fregare il prossimo. Cosa che ci riuscirebbe difficile con una Banca. Del resto, quest’ultima quanto meno quest’ultima ha la garanzia di fare tutto alla luce del sole (anche se zone di penombra non mancano, come dimostrano alcuni recenti fatti di cronaca). I prestiti tra privati possono essere di due tipi, a seconda del tipo di creditore scelto:

Prestiti peer-to-peer disponibili sulle piattaforme di social lending

Rientra nel cosiddetto Social lending (dall’inglese lend che significa prestare), proprio perché si tratta di un sistema via web mediante il quale persone tra loro estranee entrano in un rapporto di credito/debito. Come funziona questo tipo di prestito definito anche peer-to-peer? Sia chi intende prestare denaro che chi vuole riceverlo devono iscriversi alle varie piattaforme di Social lending presenti sul web. Creando un profilo personale in fase di registrazione e rendendo nota la quota che sono intenzionati rispettivamente a prestare/ottenere, nonché il lasso temporale entro cui intendono concedere il prestito e restituirlo. Per una sorta di “patti chiari amicizia lunga”. Come avviene per i siti di e-commerce o altri portali dove vi sono due parti in causa, anche le piattaforme di Social lending prevedono l’assegnazione di un rating (affidabilità) al richiedente. Esso viene generato dall’incrocio di più dati provenienti dalle Centrali Rischi: ovviamente, più alto è il punteggio ottenuto, minore sarà la percentuale di interessi applicati al prestito.

Il resto sarà svolto dalla piattaforma stessa, che funge da mediatrice tra le parti. Sarà essa ad accreditare sul conto corrente del prestatore la rata, in genere mensile, a seconda dell’importo prestato e del relativo tasso d’interesse. Di contro, provvederà essa stessa all’addebito sul conto corrente del debitore.

Prestiti di familiari o conoscenti

Questa è la forma di prestito più tradizionale, che non richiede il coinvolgimento di Banche o le succitate piattaforme. Anche qui però non dobbiamo semplificare la cosa. Innanzitutto, dipende dal tipo di importo che vogliamo chiedere. Le norme antiriciclaggio cambiano di continuo ed alzano o abbassano la soglia entro cui si può concedere denaro in contanti. Attualmente è di 3mila euro, mentre il Governo Monti l’aveva abbassata addirittura a mille. Ciò significa che sopra quella cifra, siamo obbligati a rendere il pagamento tracciabile, ad esempio tramite bonifico o assegno non trasferibile. Tuttavia, salvo importi di poche decine di euro, il consiglio è di utilizzare sempre il bonifico bancario, così in caso di problemi il tutto è tracciato e dimostrabile. Per cifre considerevoli, invece, è bene rivolgersi a un Notaio che metta tutto nero su bianco. La regola del “nero su bianco” è sempre valida, poiché evita fraintendimenti. Meglio scrivere i dati personali del creditore e del debitore, l’importo prestato, il tempo di restituzione, la tipologia di prestito (utile soprattutto per i tassi d’interesse), le finalità del finanziamento, oltre ovviamente a firmare il tutto.

Prestiti d’onore a favore di studenti e quanti vogliono aprire un’impresa (entrambi Under 35)

Per uno studente è molto difficile ottenere prestiti, poiché in genere non ha forme di reddito e al massimo lavoricchia in nero per coprire il più possibile i costi (specie se fuori sede). Per loro sono pensati i cosiddetti prestiti d’onore per gli studi. Sono dei prestiti che presentano dei tassi convenienti in quanto sono destinati alla copertura degli studi da parte dello studente. Quindi, rientrano in forme di welfare per garantire che un giovane poco facoltoso concluda gli studi (da aggiungere ad altri strumenti come la borsa di studio, l’esenzione della seconda rata, ecc.). Il prestito ottenuto potrà essere restituito soltanto a partire da un anno dopo la conclusione del proprio percorso di studi. Al fine di dare allo studente il tempo di trovare un lavoro. In circolazione esistono prestiti d’onore interessanti come quello della Banca Unicredit “Unicredit ad Honorem”; il programma “Prestiti per studenti Scuola e Studi” di Findomestic; il “Prestito Bridge” erogato da Intesa San Paolo. Giusto per citarne qualcuno.

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I prestiti d’onore sono erogati anche agli under 35 che vorrebbero avviare un’impresa. Si tratta di finanziamenti concessi per metà a fondo perduto (i tassi d’interesse sono pagati dalla propria Regione di residenza), e per l’altra metà a tassi agevolati. Dato che i bandi sono regionali e in genere con un alto numero di domande, non è facile ottenerli. Sia per i soliti intrallazzi politici a livello locale che possono creare favoritismi, sia perché, essendoci molte richieste, non è facile essere scelti. Comunque, non occorre scoraggiarsi ed è opportuno presentare un progetto quanto migliore ed innovativo possibile. Una Regione, raccomandati a parte, può trovare vantaggioso far avviare anche imprese con un futuro promettente. Ne va delle loro finanze e del loro prestigio.

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