Prestiti per protestati

Dato che la crisi economica che ormai da anni blocca il nostro Paese e non solo, non accenna a diminuire, sempre più persone hanno bisogno di ulteriore liquidità per riuscire a far fronte a delle spese, che siano improvvise o già preventivate, che, altrimenti, non riuscirebbero a sostenere in nessun modo. Tuttavia, a causa del grave pericolo di insolvenza, le banche e gli enti creditizi in generale, impongono dei parametri sempre più rigidi per richiedere dei prestiti o accendere un mutuo e questo penalizza i singoli cittadini che ne hanno necessità.

Ci sono, poi, i casi in cui qualcuno, in passato, ha avuto già dei problemi durante l’iter di rimborso di qualche finanziamento pregresso. Capita, infatti, che non si riesca a pagare tutte le rate del prestito o del mutuo e questo incide sulla storia creditizia di ciascuno di noi. Ma cosa accade se qualcuno che non ha una storia creditizia limpida è ha accumulato dei protesti per non aver pagato tutte le rate? In questi casi si può ottenere un altro prestito? La cosa si fa davvero complicata, ma, nonostante tutto, c’è da dire che non è impossibile del tutto. Pertanto, chi è iscritto negli elenchi dei protesti può ancora ottenere un prestito, sebbene, naturalmente, tutte le agevolazioni che si riservano a coloro che hanno sempre ottemperato ai loro obblighi e pagato puntualmente tutte le rate del prestito, devono essere dimenticate. Si tratta di un piccolo pegno che, però, può nuovamente dare accesso al credito, nonostante le difficoltà passate.

Ma come si deve agire? Ci sono diversi modi per farlo: il primo, è quello di far procedere alla cancellazione del protesto. Farlo è possibile grazie un percorso burocratico che necessiterà della mediazione di un esperto in ambito legale. Questa è sicuramente la soluzione non solo più semplice, ma anche quella che cancella a monte il problema. In questo caso, l’avvocato del protestato provvederà a presentare istanza presso il tribunale per la cancellazione del nome del suo assistito dai registri dei protestati. Va da sé che per mettere in moto suddetto iter è necessario mettersi in regola con i pagamenti, pagando la cambiale o l’assegno protestato. C’è anche una strada per coloro i quali vogliono evitare le vie legali. Stiamo parlando dei cosiddetti prestiti per protestati. Questi ultimi sono richiedibili se si tratta di lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato a tempo indeterminato, con un’anzianità di sei mesi per il pubblico e due anni per il privato. In questi specifici casi, il rimborso avverrà solo ed esclusivamente attraverso cessione del quinto dello stipendio o della pensione in minimo un anno e massimo dieci.