I pregi del regime dei Cambi Flessibili

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L’euro è, de facto, un sistema di cambio fisso. E’ come se la lira, il franco, il marco e via dicendo esistessero ancora ma che fossero legate da un sistema di cambio fisso. E in effetti, gli anni antecedenti alla moneta unica hanno visto, come evento preparatorio, la “fissità” dei cambi tra le valute nazionali.

Eppure, un sistema di cambio flessibile è per certi versi preferibile. Di seguito, una lista esaustiva dei pregi. Pregi a cui l’Europa ha rinunciato (per sempre).

1. La storia economica dell’Europa è piena di shock e di disturbi. Quando essi avvengono, il sistema economico “chiede” un aggiustamento dei prezzi. Tale aggiustamento avviene in maniera naturale solo se i tassi di cambio sono flessibili.

2. La fluttuazione dei tassi di cambio rappresentano un termometro della capacità dei governi. Quando ci sono le crisi, la leva monetaria – tra i quali spicca la svalutazione – rappresenta uno strumento d’intervento importante. Ma se i cambi sono fissi, al governo è preclusa la possibilità di svalutare la moneta, e dunque di provare le sue capacità. L’impossibilità di svalutare, inoltre, obbliga i governi a rinunciare a uno strumento in grado di dare una sferzata all’economia. Svalutare vuol dire favorire le esportazioni, dunque favorire le imprese che esportano. Vuol dire anche creare avanzi commerciali e detenere moneta in valuta estera, necessaria per operare investimenti all’estero. La Cina ha fondato la crescita economica proprio sulle esportazioni e su una moneta perennemente svalutata, secondo gli Usa anche al di là del proprio reale valore.

3. Rinunciare ai cambi fissi significa vincolare la politica monetaria. Significa, in breve, rispettare una disciplina finanziaria abbastanza stringente. Se questa non viene rispettata, si va incontro a pesanti conseguenze finanziarie.

Anche il regime di cambio fisso ha però i suoi pregi. Ecco quali.

1. I cambi fissi, seppur adatti in certi casi, producono sempre delle modificazioni per quanto riguarda il commercio estero. Ciò crea incertezza, poiché le fluttuazioni rispondono a logiche spesso imperfette e irrazionali, dunque sono imprevedibili. Incertezza, questa, che ha il potere di minare gli investimenti.

2. Vincolare la propria moneta a un regime di cambio fisso vuol dire una situazione di stabilità tra due o più monete. Stabilità che può rappresentare il terreno per una più proficua programmazione economica, e permette di produrre stime che non siano solo a breve termine.

3. La fissità può non essere “totale”. E’ definito come regime di cambi fissi anche un regime che prevede un intervallo di oscillazione. Tale sistema, che comunque non appartiene all’euro, è utile perché conserva i pregi del cambio fisso “totale” (stabilità, prevedibilità, etc) ma permette anche un certo aggiustamento dei prezzi, quando richiesto dal sistema economico a seguiti di eventi inattesi o destabilizzanti.

4. Prevengono la speculazione. I mercati dei cambi sono guidati da una logica finanziaria di breve termine, dove le informazioni riguardanti il futuro sono fondamentali ma molto imperfette, dando origine a mode, disturbi e a comportamenti gregari da branco che, talvolta, possono creare situazioni di panico.

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Giuseppe Briganti, 1987. Nato a Reggio Calabria, blogger, laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, sempre con il massimo dei voti. Appassionato di politica, economia, narrativa, ho cominciato a scrivere quando ho realizzato che pensare non mi bastava. Concepisco la scrittura come dialogo, battaglia tra idee e visioni del mondo. Consapevole che una verità unica ed eterna non esiste, mi piace persuadere il prossimo e, quando un’idea altrui mi conquista, farmi persuadere. Nella mia vita professionale ho scritto di qualsiasi argomento, ma trovo particolare piacere a scrivere di economia. Sono un attivista politico e ho collaborato durante la campagna elettorale con il candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrosinistra.

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